Recensione

Street Fighter V Arcade Edition – Recensione

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a cura di Valentino Cinefra

Staff Writer

Dire che il lancio di Street Fighter V sia stato tumultuoso è un pallido eufemismo. Per pura curiosità sono andato a leggere l’attuale situazione del titolo su Metacritic. La versione PlayStation 4 ha un dignitoso 77 della critica e un 3.6 degli utenti (la nostra recensione dell’epoca fu un buon 7).D’altronde, difficile dare torto a chi si è ritrovato deluso al day one del gioco, datato 16 febbraio 2016. Il combat system c’era, si rivelò solido, abbastanza innovativo da non essere un ostacolo per i neofiti, con quella profondità però tipica della serie che fa la felicità dei più scafati e di chi è dotato di un arcade stick per console. Graficamente il gioco riprendeva lo stile del quarto capitolo, accentuando ancora l’aspetto cartoon della produzione, dando ai combattimenti una spettacolarità ed una dinamicità estetica altrimenti inarrivabile con un design più realistico. Street Fighter V, però, peccava sul fronte dei contenuti: pochi lottatori, poche modalità, ed un comparto multiplayer che per molto tempo non riuscì a funzionare a dovere. C’era bisogno di uscire in tempo per entrare nella line-up dell’edizione dell’EVO di quell’anno, ed il risultato fu quello che tutto conosciamo.Ma il 2016 era l’alba dei “giochi come servizi”, potremmo quasi dire, e se oggi siamo abituati (che ci piacciano, poi, è un altro discorso) ai titoli che si trasformano dal lancio ad oggi – come il redivivo Rainbow Six Siege – all’epoca l’argomento iniziava solo ad approcciarsi timidamente. Capcom ha fornito un supporto costante al titolo sotto forma di patch, bilanciamenti e contenuti aggiuntivi, e tutto quello che è stato fatto dal lancio a l’altro ieri, praticamente, è Street Fighter V Arcade Edition. Di nuovo nella mischiaChi conosce la saga di Street Fighter non è di certo nuovo alle riedizioni dei titoli con suffissi eclettici come Alpha, Turbo, Super, Ultra, e compagnia. Per la Arcade Edition, però, il discorso è leggermente diverso. I possessori di una copia di Street Fighter V liscia, per così dire, vedranno il gioco aggiornarsi alla versione Arcade automaticamente. Acquistando la copia fisica della Arcade Edition, invece, verranno sbloccati anche tutti e dodici i personaggi aggiuntivi introdotti con le prime due annate del gioco. Non che manchino delle novità, ma non sono esclusive della nuova edizione messa in commercio da Capcom del suo picchiaduro più celebre.La più importante è la modalità Arcade, richiesta a gran voce dal day one ed arrivata solo ora. Questa sezione di gioco è fatta esattamente come i nostalgici dei picchiaduro se la immaginano. Ossatura dei titoli di genere dell’epoca che fu, la modalità Arcade vede un susseguirsi di scenari e relativi combattimenti uno dopo l’altro, fino allo scontro finale. Capcom però ha voluto strafare, creando quella che è una vera e propria celebrazione del franchise, dalle origini fino ad oggi. Sono presenti infatti sei percorsi, ognuno dei quali ripercorre un titolo della serie, suggeriti anche in ordine cronologico per i più affezionati. Si parte dal primo, inossidabile capostipite targato 1987 passando per la serie Alpha e Street Fighter III: New Generation, finendo ovviamente con Street Fighter V. Ognuno degli scenari arcade ha a disposizione solo i personaggi che erano filologicamente presenti all’epoca: nell’arcade del primo Street Fighter ad esempio non è presente Chun-Li. La celebrazione del franchise avviene anche con i remix di alcune tracce musicali storiche, l’inserimento dei bonus stage in cui distruggere barili a mani nude e M. Bison come boss finale. Completando ogni percorso con tutti i personaggi disponibili sarà possibile sbloccare qualcosa come oltre duecento illustrazioni, ognuna opera di artisti che hanno contribuito allo storico character design della serie. Si tratta ovviamente, per sua natura, di una modalità abbastanza ripetitiva, forse inutile specificarlo. È possibile tuttavia impostare il numero di round necessari per la vittoria, così come il livello di difficoltà. Curva di sfida che, in ogni caso, è molto morbida e perfettamente coerente col concetto di arcade, la cui difficoltà storicamente sale mano a mano che si arriva allo scontro finale. Un’altra delle novità sono le Extra Battle. Trattasi di battaglie che vanno completate entro un determinato periodo di tempo e che donano ai vincitori delle ricompense esclusive. È senz’altro un modo per tenere vivo l’interesse, nonché dare un motivo per tornare di tanto in tanto sul gioco. Peccato che per accedere alle sfide sia necessario pagare in Fight Money, e ad ogni tentativo bisogna pagare nuovamente il prezzo. Contestualmente, non tutte le sfide hanno un livello di difficoltà onesto col giocatore, purtroppo, costringendo quindi un esborso notevole dell’odiata valuta in game di Street Fighter V.L’ultima novità che arriva a braccetto con la Arcade Edition (ma, lo ricordiamo, non è esclusiva di questa versione) è l’inserimento di un secondo V-Trigger per ogni personaggio. Si amplia così il fulcro del combat system di questa edizione del picchiaduro Capcom, e quindi si moltiplicano le soluzioni in termini di gameplay per ogni lottatore. Difficile stimare il potenziale di ognuno dei nuovi V-Trigger, ma è senz’altro stimolante pensare a come il metagame potrebbe cambiare, e come alcuni personaggi potrebbero magari risplendere di una nuova luce. Alcuni dei nuovi potenziamenti, infatti, non vanno solo ad aggiungere delle nuove mosse speciali, ma sono anche delle soluzioni per arginare alcuni punti deboli del lottatore in questione. Il secondo V-Trigger può essere selezionato all’inizio di ogni match, andando quindi a rimescolare gli equilibri dell’incontro, visto che può essere sfruttato come soluzione per riprendere un vantaggio e adattarsi all’avversario attuale.

La modalità Arcade, finalmente

Il secondo V-Trigger cambia gli equilibri

Il combat system è ancora allo stato dell’arte

Ottima offerta per i neofiti

Prezzi elevatissimi di alcuni collezionabili

L’intero sistema economico, e parte delle sfide, andrebbero completamente riviste

9.0

Con l’arrivo del suo terzo anno di vita, in un momento in cui fioccano picchiaduro a destra e manca, Capcom ripropone la sua punta di diamante con Street Fighter V Arcade Edition: pacchetto ideale per i neofiti, superfluo per chi ha già seguito Street Fighter V dal lancio. Oltra a quanto descritto, la Arcade Edition porta con sé anche tanti altri aggiustamenti minori come una miglior interfaccia utente che, tra bilanciamenti di font e colori, rende anche più udibile il suono che sancisce la preparazione della barra della Critical Art. Potremmo stare a discutere della storia del titolo, di come dopo due anni arrivi finalmente l’edizione completa che dovevamo avere nel 2016, certo, ma sarebbero le proverbiali parole al vento. Street Fighter V: Arcade Edition è il punto d’ingresso ideale per chi avrebbe sempre voluto entrare nel mondo di Street Fighter V, e a questo punto vale il detto “meglio tardi che mai”.

Voto Recensione di Street Fighter V Arcade Edition – Recensione - Recensione


9

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