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Book of Demons: caccia ai demoni, ma in base agli impegni - Recensione

Come se la cava su console e, soprattutto, su Nintendo Switch l'autoironico hack n' slash che vuole emulare Diablo?

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a cura di Stefania Sperandio

Editor-in-chief

Informazioni sul prodotto

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Book of Demons
  • Sviluppatore: Thing Trunk
  • Produttore: Thing Trunk
  • Distributore: 505 Games
  • Piattaforme: PC , PS4 , XONE , SWITCH
  • Generi: Azione , Hack n' slash
  • Data di uscita: 13 dicembre 2018 (PC) - 30 aprile 2020 (console)

Era dicembre 2018 quando i giocatori PC poterono mettere le mani per la prima volta su Book of Demons, eccentrico hack n’ slash che, senza nemmeno fare troppo per nasconderlo, si piazzava a metà tra l’omaggio e lo scimmiottamento del leggendario Diablo.

Il titolo sviluppato da Thing Trunk è da oggi disponibile anche su PS4, Xbox One e Nintendo Switch: proprio su quest’ultima piattaforma ci siamo intrattenuti per la nostra recensione, che ci ha messo di fronte a un gioco ideale da fruire su una console portatile.

Pretesti per tirare mazzate ai mostri

Nei panni di un eroe selezionabile all’inizio dell’avventura – che potrà essere solo un guerriero, ma più avanti potrà anche essere una ladra o uno stregone, ciascuno con abilità specifiche – il giocatore si ritroverà con addosso un ingrato compito: affrontare dei dungeon, uno dopo l’altro, per raggiungere le profondità che ospitano l’Arcidemone, un essere malvagio che sta turbando la quieta vita dei locali.

La premessa narrativa dice abbastanza chiaramente che non è la sceneggiatura il punto su cui gli sviluppatori hanno voluto puntare tutto: anzi, la scrittura si pone fin dal primo momento con toni auto-ironici, che scherzano sui dungeon crawler e i loro paradigmi. Non aspettatevi riflessioni sull’eterna lotta tra bene e male, ma un protagonista che, entrato in un dungeon, inizia invece a canticchiare «hello darkness, my hold friend…» in una delle poche (e di tanto in tanto geniali) battute doppiate (in inglese).

Rest in pieces

Come accennavamo, inizialmente potrete optare solo per il guerriero, che sarà dotato di una spada e potrà anche armarsi di uno scudo per parare alcuni colpi. Una delle nostre preoccupazioni, per quanto riguarda il sistema di gioco, risiedeva nel come sarebbe stato adattato il tradizionale click alle console: per farvi affrontare i tanti nemici che troverete ad attendervi nei dugeon gli sviluppatori hanno optato per un sistema che consente, premendo A su Switch, di attaccare rapidamente quello più a tiro. Inoltre (ma è disattivabile) il nostro eroe colpirà già da sé, in automatico, il nemico più prossimo, anche se lo farà molto lentamente qualora non intervenissimo.

Nel complesso il sistema è abbastanza godibile e, seppur meno immediato e meno preciso di quanto accade solitamente su PC, consente di sferrare mazzate più che altro indistinte, colpendo qualsiasi cosa sia a tiro – anche da distanze a volte considerevoli. Sottolineiamo questo aspetto perché una delle peculiarità del ladro dotato di arco e del mago risiede nella loro possibilità di attaccare dalla distanza: provando tutte le classi, abbiamo rilevato che la differenza non sia poi così marcata, considerando che anche il guerriero può sferrare fendenti da una distanza di sicurezza. Sul lato dell’approccio al combattimento delle classi, insomma, si poteva fare qualcosa di più, anche se l’arciere è probabilmente il più “complicato” da padroneggiare, considerando che le sue frecce possono essere deviate dagli ostacoli – al contrario delle magie dello stregone – e che non potrà più scoccarne se i nemici dovessero essere troppo vicini.

+ Interessante uso delle carte per le abilità...

+ Si adatta molto bene a sessioni mordi e fuggi su Nintendo Switch

+ Atmosfera che non si prende mai sul serio e strappa più di un sorriso

- ... anche se non sono bilanciate benissimo e trovato il vostro deck ideale potreste non cambiarlo più

- Si poteva variare un po' di più per evitare la ripetitività evidente

- Spostare il cursore su console è (ovviamente) meno agile che cliccare con il mouse

7.3

Dotato di uno stile grafico deliziosamente paper-like, Book of Demons fa bene quello che deve fare: partito come un Diablo wannabe ne esce invece come un gioco che ha una sua curiosa personalità, che non si prende troppo sul serio e che sa intrattenere. Nel complesso, parliamo di un hack n’ slash che si lega benissimo a Nintendo Switch grazie al Flessiscopio, gradevole nell’uso del sonoro e nell’aver adattato alle console un’interazione che solitamente ha nei click la sua ragion d’essere. Presta però sicuramente il fianco a delle critiche in termini di varietà, dal momento che già a metà percorso potreste sentire le prime avvisaglie di stanchezza legate alla ripetitività – anche e soprattutto perché trovato il proprio equilibrio con le carte nel deck difficilmente si andrà a rivoluzionarle troppo, e perché le tipologie di nemici vengono proposte con costanza fin troppo reiterata.

Voto Recensione di Book of Demons - Recensione


7.3

Voto Finale

Il Verdetto di SpazioGames

Pro

  • Interessante uso delle carte per le abilità...

  • Si adatta molto bene a sessioni mordi e fuggi su Nintendo Switch

  • Atmosfera che non si prende mai sul serio e strappa più di un sorriso

Contro

  • ... anche se non sono bilanciate benissimo e trovato il vostro deck ideale potreste non cambiarlo più

  • Si poteva variare un po' di più per evitare la ripetitività evidente

  • Spostare il cursore su console è (ovviamente) meno agile che cliccare con il mouse

Commento

Dotato di uno stile grafico deliziosamente paper-like, Book of Demons fa bene quello che deve fare: partito come un Diablo wannabe ne esce invece come un gioco che ha una sua curiosa personalità, che non si prende troppo sul serio e che sa intrattenere. Nel complesso, parliamo di un hack n' slash che si lega benissimo a Nintendo Switch grazie al Flessiscopio, gradevole nell'uso del sonoro e nell'aver adattato alle console un'interazione che solitamente ha nei click la sua ragion d'essere. Presta però sicuramente il fianco a delle critiche in termini di varietà, dal momento che già a metà percorso potreste sentire le prime avvisaglie di stanchezza legate alla ripetitività – anche e soprattutto perché trovato il proprio equilibrio con le carte nel deck difficilmente si andrà a rivoluzionarle troppo, e perché le tipologie di nemici vengono proposte con costanza fin troppo reiterata.
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