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Blood Bowl 3 | Recensione - Touch down mancato

L'ultima trasposizione digitale di Blood Bowl non rende purtroppo merito all'ottimo board game

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a cura di Daniele Spelta

Redattore

Informazioni sul prodotto

Immagine di Blood Bowl III
Blood Bowl III
  • Sviluppatore: Cyanide
  • Produttore: Nacon
  • Distributore: Nacon
  • Piattaforme: PC , PS4 , XONE , XSX , SWITCH , PS5
  • Generi: Sportivo , Strategico
  • Data di uscita: 23 febbraio 2023 - TBA 2023 (Switch)

Warhammer, in tutte le sue varie declinazioni, sta vivendo una seconda giovinezza e basta guardare alla collezione di Adeptus Custodes dipinti da Henry Cavill per avere la conferma.

Sarebbe quindi sciocco biasimare ogni tentativo di monetizzazione del brand, alla luce soprattutto di alcune ottime opere in ambito videoludico, come la serie Total War: Warhammer e i recenti Battlesector e Chaos Gate.

Eravamo certi che questa lista si sarebbe allungata con l’arrivo di Blood Bowl 3 ma, dopo qualche partita su degli improbabili campi di football insanguinati e davanti all’ennesimo inciampo tecnico dei server, purtroppo ci siamo dovuti profondamente ricredere.

Let's get ready to rumble!

Per chi non sapesse di che cosa si sta parlando, Blood Bowl è la reinterpretazione secondo Games Workshop del football americano e uno dei board game più divertenti e riusciti di sempre, con una carriera oramai trentennale alle spalle.

Come dice il nome stesso, siamo ora al cospetto del terzo capitolo della serie in formato digitale, che riadatta in modo fedele il nuovo rule set pubblicato all’incirca nel 2020 e che può inoltre avvalersi degli ottimi risultati ottenuti dai due precedenti episodi.

Insomma, i margini di errori sarebbero minimi ma, come abbiamo detto in apertura, il condizionale è quanto mai d’obbligo visto il risultato finale, un sorprendente mix di errori tecnici, scarsa profondità in termini di modalità di gioco e un riciclo evidente di molte animazioni e cinematiche della precedente iterazione, il tutto condito con una invadente monetizzazione difficile da digerire.

Partite fallose

Ci è davvero difficile chiudere un occhio al cospetto di questo elenco di debolezze, considerati anche i numerosi rinvii che il titolo ha dovuto subire – con un tempo di sviluppo ulteriore che purtroppo non è stato impiegato a dovere, a quanto pare.

Eppure, ogni partita di Blood Bowl 3 è un concentrato di puro divertimento, esattamente come per la sua controparte fisica. Proprio come nel football americano, lo scopo è quello di portare la palla ovale nella zona di meta avversaria, solo che qui i mezzi sono meno ortodossi e, anzi, viene premiato l’approccio aggressivo e scorretto.

Elencare tutte le regole e ogni caratteristica delle dodici squadre a disposizione è un’opera titanica -– fidatevi, basta guardare un manuale pubblicato da Games Workshop per avere un'idea precisa – ma, in un modo davvero riassuntivo, il sistema di gioco si basa sul costante confronto tra le varie statistiche di ogni giocatore schierato e il lancio di dadi che accompagna le azioni.

Visto l’utilizzo così preponderante dei classici D6, è ovvio che ci sia una certa aleatorietà negli eventi e anche un placcaggio certo può poco, contro una coppia di uno.

In alcuni casi, ad essere sinceri, ci è anche sembrato che la CPU si avvalesse in modo strano dei lanci, come quando un team di Skaven – sarebbero i ratti giganti nel mondo fantasy – ha deciso di correre in mezzo ai nostri orchi neri per tutta la partita, portando a termine con successo ogni tiro di schivata.

Al di là di questi eventi strani, il fattore casuale non sminuisce comunque il divertimento – anzi, per certi versi lo accentua – e non compromette la componente tattica prevalente.

Le squadre del Vecchio Mondo

Tutto ha inizio con la creazione del proprio team, a partire dai dodici attualmente messi a disposizione. Ciascuna razza – o mix, come nel caso dei Reietti del Chaos o dell’Alleanza Elfica – ha i suoi punti di forza e di debolezza, a cui si aggiungono poi abilità casuali uniche, per un concentrato di strategia allo stato puro.

Ad esempio, i corpulenti nani sono una barriera impenetrabile, ma non chiedete loro di attraversare le yard con ampie falcate. Al contrario, gli elfi sono abili lanciatori, ma le loro statistiche sconsigliano un approccio diretto e in un blitz finiscono spesso spiattellati al suolo.

Sta dunque al giocatore costruire al meglio il suo team, senza contare poi la progressione in stile RPG che sblocca durante i campionati nuove abilità e migliorie.

Il lancio dei dadi aggiunge infine quel pizzico di follia che non guasta mai in un gioco dove i tifosi possono malmenare chi viene gettato fuori dal campo.

Anche le azioni più disperate possono andare a segno con un bel sei e, non lo neghiamo, le vere soddisfazioni le abbiamo avute proprio con questi tiri fortunati – per non essere più scurrili – proprio durante l’ultimo turno.

Passi indietro

Mettere nero su bianco tutto il divertimento che abbiamo avuto durante i match non fa altro che aumentare il dispiacere nel vedere Blood Bowl 3 in uno stato quasi da Early Access (cosa che non è: trovate la versione standard anche su Instant Gaming).

Ci chiediamo ad esempio con quale scelta sia stata creata l’UI, con le icone che spariscono sugli sfondi durante i match e con le varie azioni relegate in menù dalla difficile lettura e particolarmente scomode da attivare anche con l’uso del mouse e della tastiera.

Complessivamente, tutto il titolo sembra attraversato da un evidente senso di approssimazione e ciò che fa da accompagnamento ai match è tagliato in modo grezzo con l’accetta.

Molte delle animazioni usate per sottolineare un placcaggio sono riprese in modo identico dal secondo capitolo, le partite terminano senza alcun filmato finale e si viene ributtati nel menù con una triste schermata nera e anche il commento alle azioni di gioco non fa altro che ripetere le stesse tre o quattro frasi a ripetizione.

Un futuro ancora da scrivere

Come in tutti i giochi targati Warhammer, bisogna poi aprire un capitolo a parte per i team.

Vista l’abbondanza del mondo creato da Games Workshop, è inevitabile che qualsiasi opera ad esso collegato venga ampliata nel tempo con DLC e ulteriori fazioni e anche Blood Bowl 3 non fa eccezione. Quello che però davvero stona è l’utilizzo reiterato delle stesse unità anche in team differenti, con le dodici squadre che in realtà hanno una varietà molto minore rispetto alla decina abbondante.

Siamo davvero al cospetto di situazioni quasi surreali e, giusto per citare un caso, la stessa identica miniatura Skaven – proprio nella stessa posa e con lo stesso equipaggiamento – appare sia nel team dedicato ai ratti giganti sia in quello dei Reietti del Chaos.

Non abbiamo nulla contro l’impiego di pedine simili, ma almeno si poteva cambiare qualcosa dal punto di vista estetico, giusto per simulare una certa differenza.

Questa pochezza ritorna poi nelle modalità di gioco, sia in single player che in multiplayer, e nelle arene, dato che le mappe inedite si contano davvero sulle dita di una mano.

Nonostante le evidenti mancanze, Blood Bowl 3 sarebbe lo stesso un titolo in cui macinare partite dopo partite, sia contro l’AI che in compagnia di qualche amico.

Purtroppo Cynade e Nacon hanno però deciso per qualche motivo di separare completamente le carriere offline e quella online e i progressi fatti giocando scollegati dalla rete non vengono trasportati quando ci si connette a internet.

Insomma, è come avere due profili separati di netto, problema che è esploso in modo esponenziale nei primi giorni dopo il lancio quando, fra server indisponibili e frequenti scollegamenti, è stata davvero un'impresa portare a termine una sfida.

Costi elevati

Per fortuna il team di sviluppo ha risolto in buona parte i problemi di stabilità e sono meno frequenti le interruzioni durante i match. Al contrario, un altro aspetto decisamente critico non ha ricevuto alcun ritocco: stiamo parlando delle micro-transazioni.

Senza troppi giri di parole, Blood Bowl 3 è uno dei titoli con la peggiore gestione per quel che riguarda gli oggetti acquistabili, al di là di un sistema di stagioni in stile game as a service discutibile di per sé e per dei prezzi davvero fuori scala.

Dove si supera davvero il limite è però nella gestione della personalizzazione delle unità, dato che gli oggetti acquistati possono essere applicati solo ed esclusivamente ad una singola pedina.

Volete far indossare degli spallacci particolari a tutti i vostri goblin? Perfetto, non dovete far altro che comprare la stessa identica protezione per ciascun pelleverde, moltiplicando così i costi.

Sono solo skin differenti e siamo tristemente abituati ad assistere a un utilizzo estensivo di DLC ed espansioni per ogni titolo Warhammer, ma sinceramente Blood Bowl 3 batte tutti quanti, in questa triste classifica.

Versione recensita: PC

Voto Recensione di Blood Bowl III - Recensione


5

Voto Finale

Il Verdetto di SpazioGames

Pro

  • Le partite sono sempre divertenti

  • Ottimo adattamento del più recente rule set

Contro

  • I dodici team hanno un pesante riciclo delle unità

  • UI davvero mal costruita

  • Sistema economico molto fastidioso

  • La separazione tra online e offline crea molti disagi

  • Complessivamente un passo indietro rispetto al secondo capitolo

Commento

Allo stato attuale è davvero difficile anche solo pensare che Blood Bowl 3 possa essere un'incarnazione migliore, rispetto alle precedenti, del concept di gioco che esprime. Tolte le singole partite, dove vengono bene adattate le regole dell'omonimo e ottimo board game, il titolo appare ad oggi davvero spoglio e quasi svogliato. Volendo si può anche soprassedere sulle mancanze estetiche e di contorno, ma è impossibile chiudere entrambi gli occhi su alcune scelte di design inspiegabili – come la separazione delle carriere online e offline – e su un'economia di gioco davvero predatoria.
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