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Recensione

Call of Duty: Strike Team

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Avatar di SamWolf

a cura di SamWolf

Pubblicato il 25/09/2013 alle 00:00
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Il Verdetto di SpazioGames

7.5

5,99 €, provato su iPad, applicazione universale, Richiede l’iOS 6.0 o successive. Compatibile con iPhone 4S (o superiori), iPod touch (quinta generazione) e iPad.

L’universo di Call of Duty sbarca su App Store con un capitolo tutto nuovo, Call of Duty: Strike Team. A fronte di un costo certamente non indifferente per un titolo mobile(quasi 6 €), il gioco offre alcuni aspetti senza dubbio gradevoli, ma allo stesso tempo anche pesanti difetti: uno su tutti l’assenza di una modalità multiplayer, che per un Call of Duty, anche se su una piattaforma atipica, è quasi un paradosso.

Fuoco a volontàCall of Duty: Strike Team, un’applicazione dal peso di 1.3GB, porta il giocatore nel 2020, anno in cui gli Stati Uniti hanno subito un misterioso attacco da un nemico sconosciuto. Toccherà alla squadra speciale che dà il nome allo sparatutto riuscire a trovare e fermare gli autori dell’attentato. I primi passi nell’avventura fungono da tutorial per meglio comprendere i comandi e le dinamiche dell’applicazione. Call of Duty: Strike Team farà felice sia i sostenitori della visuale in prima persona sia quelli della visuale in terza persona; attraverso un semplice tasto, situato nell’angolo in alto a sinistra dello schermo, sarà possibile passare in qualsiasi momento dalla visuale in soggettiva a quella dall’alto. È difficile poter dire con quale sia meglio giocare, ma è innegabile che la giusta alternanza, a seconda delle situazioni di gioco, sia un’ottima ricetta per completare le missioni. Se infatti la visuale in prima persona permette una migliore efficacia per quando si deve fare fuoco verso il nemico, la visuale dall’alto consente di pianificare tutti gli spostamenti, cercando di trovare la giusta strategia d’attacco. Un vantaggio dell’utilizzare la visuale in terza persona consiste anche nel poter ruotare di 360° il campo di battaglia esplorandone ogni zona, anfratto e riparo possibile.

Sarà possibile eliminare i soldati nemici sia facendo fuoco da lontano (premendo l’apposita icona nella visuale in soggettiva o eseguendo un doppio tap sull’obiettivo in quella in terza persona), sia con un attacco furtivo, muovendosi silenziosamente per non essere scoperti. Se infatti i nostri uomini dovessero essere avvistati, le truppe avversarie non esiteranno a far scattare l’allarme, mettendoci nella condizione di dover affrontare un intero plotone con truppe limitate. L’arsenale tra cui scegliere le armi da utilizzare non è così vasto come ci si potrebbe aspettare: alcune armi verranno sbloccate solo dopo aver terminato le missioni ed essere saliti di grado, eppure il numero di armi totale rimarrà veramente esiguo, con una dozzina scarsa di bocche da fuoco tra cui scegliere (suddivise peraltro in quattro categorie).

No amici, no party?Sotto l’aspetto grafico, il risultato di Call of Duty: Strike Team è sicuramente buono, con discreti filmati e una buona fluidità di gioco; il doppiaggio in inglese è compensato dai sottotitoli in lingua italiana, mentre tutti i menu sono tradotti in lingua nostrana. Activision è riuscita a evitare che la campagna single player risultasse alla lunga noiosa, curandosi che non ci fossero missioni eccessivamente ripetitive: sono spettacolari in questo senso le missioni finali, dove si dovrà guidare un carro armato o un aereo da guerra facendo tabula rasa di tutto ciò che ostacolerà il nostro cammino. La curva di difficoltà di Call of Duty: Strike Team è ben equilibrata, con soldati nemici man mano più forti e meglio attrezzati con il procedere delle missioni: per riuscire a superare questi ostacoli sarà necessario ricorrere alla tattica, scegliendo se attaccare a fuoco spianato o aggirare l’obiettivo e coglierlo di sorpresa. Sarà importante in questo senso studiare con estrema attenzione il campo di battaglia, sia che si trovi in Alaska, in Medio Oriente o in Asia; ogni dettaglio può rivelarsi fondamentale. Se infatti dovessimo riuscire ad eseguire un’uccisione senza essere scoperti, dovremo essere rapidi a rimuovere il cadavere e nasconderlo, altrimenti i nemici potrebbero notarlo e far scattare l’allarme, vanificando di fatto tutto il nostro lavoro.

Per aumentare la longevità di Call of Duty: Strike Team è stata inserita anche la modalità sopravvivenza, dove il nostro compito sarà quello di resistere al maggior numero possibile di ondate di nemici. Più a lungo resisteremo, maggiore sarà il nostro punteggio (in questa modalità non sarà utilizzabile la visuale in terza persona). Una modalità che avrebbe sicuramente arricchito sia la longevità che la rigiocabilità è quella multiplayer, ma, come già precisato, questa non è presente nel titolo. L’assenza della possibilità di partite online è sicuramente una grave mancanza per il prodotto Activision, che potrebbe far desistere dall’acquisto di Call of Duty: Strike Team molti fan della serie. La speranza, che è sempre l’ultima a morire, è che questa modalità possa essere aggiunta in futuro, tramite nuovi aggiornamenti, anche per dare maggior senso al costo dell’applicazione, che può apparire eccessivo per quanto offerto.

– Possibilità di cambiare visuale in qualsiasi momento

– Varietà delle missioni

– Longevo

– Assenza del multiplayer

– Esiguo arsenale

– Il costo può allontanare i giocatori

7.5

Call of Duty: Strike Team è nel complesso un titolo discreto, ma a fronte di un costo di quasi 6 € l’assenza della modalità multiplayer e la poca personalizzazione e scelta delle armi a disposizione sono delle mancanze sicuramente considerevoli. La varietà delle missioni, una buona grafica, la localizzazione del gioco in lingua italiana e una discreta longevità sono sicuramente dei punti a favore per il prodotto, anche se le pesanti assenze già citate e l’alto costo, potrebbero allontanare molti giocatori dall’acquisto.

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