Rainbow Six Siege: Operation Steel Wave tra novità tanto attese e occasioni perse – Provato

Abbiamo provato in anteprima i nuovi operatori di Operazione Steel Wave ed esplorato la rinnovata Casa. E le novità sono davvero ghiotte.

PROVATO
A cura di Pasquale Fusco - 18 Maggio 2020 - 18:25

Siamo alle prime battute del quinto anno di Tom Clancy’s Rainbow Six Siege, uno degli sparatutto più popolari della scena competitiva mondiale. Qualche settimana fa descrivevamo il 2020 come “l’anno della svolta” del titolo Ubisoft, il quale si appresta ad accogliere un’ulteriore serie di novità attraverso una nuova e più audace formula: meno spazio alle new entry del roster e maggiore attenzione rivolta al gameplay – che ha senz’altro bisogno di un po’ di olio di gomito.

È Operation Steel Wave la seconda stagione dell’Anno 4, l’ultima a introdurre la tradizionale coppia di operatori e il rework di una mappa che, in questo caso, renderà particolarmente felici i veterani del gioco. Notizie meno piacevoli sono invece previste per i novizi, in vista di un importante aggiornamento del sistema di matchmaking.

Ace e Melusi: gli eroi di Operation Steel Wave

Grazie a Ubisoft abbiamo già potuto trascorrere qualche giornata in compagnia di Ace e Melusi, i volti di questa nuova Operazione Steel Wave. Ci siamo dunque tuffati nei Test Server di Rainbow Six Siege, dove prossimamente i giocatori potranno mettere a punto le ultime feature dell’FPS tattico e sperimentare le abilità e i gadget delle due new entry.

Partiamo dunque dall’attaccante norvegese, Håvard ‘Ace’ Haugland, un soldato tanto coraggioso quanto sfacciato.

Il giovane Haugland è cresciuto con la passione per la medicina, ma quando si è reso conto di non riuscire a memorizzare tutte quelle nozioni ha deciso di optare per un addestramento da paramedico. Dopo aver salvato la vita di Kali, Ace si è guadagnato la simpatia dell’operatrice indiana e, dunque, un invito nella squadra Nighthaven.

Ace è il nuovo hard-breacher di Rainbow Six Siege e affiancherà i già noti Thermite e Hibana nell’arduo compito di abbattere le difese nemiche, guidando i propri compagni alla conquista dell’obiettivo. Il suo gadget primario è S.E.L.M.A., una carica appiccicosa che aderirà a qualsiasi tipo di superficie per innescare una serie di esplosioni concatenate: ciascuna delle tre granate messe a disposizione di Ace potrà generare un massimo di tre varchi, consentendo agli attaccanti di ottenere una vantaggiosa linea di tiro o, nel migliore dei casi, una porta d’ingresso.

rainbow six siege operation steel wave ace

L’attaccante norvegese è dotato di 2 punti Corazza e 2 punti Velocità, valori che lo rendono particolarmente versatile in qualsivoglia situazione. Non a caso gli è stato affidato il fucile d’assalto AK-12 di Fuze, molto efficace sulle medie distanze e particolarmente letale su quelle lunghe, grazie all’acclamato mirino ACOG della NATO; in alternativa, Ace potrà impugnare lo shotgun M1014 degli operatori statunitensi. A completare la dotazione troviamo una pistola P9 come arma secondaria e una carica d’irruzione e una granata fumogena come gadget.

Durante la nostra prova abbiamo giocato alcuni match vestendo i panni di Ace e familiarizzando con il suo peculiare gadget. Le cariche S.E.L.M.A. si sono rivelate sorprendentemente efficaci per farsi strada tra le barriere nemiche, siano esse grandi pareti rinforzate o botole: in queste situazioni Ace guadagna un punto in più rispetto alla amata e odiata Hibana, ma il norvegese non può ancora competere con il più tempestivo Thermite, che resterà la prima scelta degli aspiranti breacher. Proprio come l’americano, Ace potrà essere facilmente contrastato dai soliti counter e troverà persino qualche difficoltà in più nel far concatenare le sue esplosioni nelle tempistiche ideali.

Ciononostante, Ace ha tutte le carte in regola per rappresentare una grande minaccia agli occhi dei difensori. In assenza di Thermite, basteranno due esplosioni delle cariche S.E.L.M.A. per aprire un varco sufficientemente grande da permettere ai propri compagni di intrufolarsi nell’area dell’obiettivo.

Mira sarà costretta a chiedere l’aiuto dei colleghi per salvaguardare il suo Specchio Nero e a poco serviranno i continui sforzi del povero Mute – certo, i suoi Jammer potranno interrompere la catena di esplosioni, ma solo i gadget di Bandit e Kaid saranno in grado di distruggere le cariche di Ace.

rainbow six siege operation steel wave melusi

Dall’altro lato del ring troviamo Thandiwe ‘Melusi’ Ndlovu, operatrice che aspira a diventare uno dei peggiori incubi del team d’attacco.

Da anni impegnata nella lotta al bracconaggio, Ndlovu ha ampliato le proprie competenze arruolandosi nella Forza di difesa nazionale del Sudafrica. Un grave incidente l’ha spinta a ritirarsi e a diventare una veterinaria, ma tornerà presto in azione per scacciare nuovamente i bracconieri, ormai militarizzati, e per sperimentare nuove strategie.

Melusi si è già dimostrata una vera spina nel fianco, almeno per gli attaccanti. L’operatrice sudafricana ha in dotazione le Banshee, emettitori di onde sonore che interagiranno con eventuali intrusi attraverso un rumoroso segnale acustico, capace di rallentare sensibilmente gli avversari presenti nel suo raggio d’azione. Se posizionati nei pressi di porte e finestre, i gadget di Melusi proteggeranno le stanze più importanti con una sorveglianza a 180 gradi, coprendo un range anche piuttosto ampio.

La nuova operatrice si inserisce tra i roamer più ambiti del prossimo meta, non solo per i suoi 3 punti Velocità, ma anche per la sua predisposizione agli scontri ravvicinati. Nel loadout di Melusi troviamo la formidabile mitraglietta T5SMG di Lesion, con il fucile a pompa Super 90 (Frost) come seconda opzione e la pistola secondaria RG15 impugnata da Ela e Zofia. Tra i gadget disponibili troviamo la Granata a impatto e lo Scudo estraibile.

rainbow six siege operation steel wave melusi banshee

Proprio come l’Occhio del Male di Maestro, le Banshee potranno essere posizionate sui muri e sui pavimenti e risulteranno indistruttibili ai tradizionali proiettili, a meno che non vengano bersagliate da Ash, Zofia e Kali o danneggiate con un attacco corpo-a-corpo.

In ogni caso, sarà davvero difficile avvicinarsi a questi apparecchi senza passare inosservati, dal momento che il suono causato dalle Banshee raggiungeranno anche le stanze più remote della mappa, allertando l’intera squadra di Difesa – con una comunicazione efficace, i difensori potrebbero mettere in seria difficoltà i propri avversari.

Casa dolce Casa: il rework e gli ultimi ritocchi

La terza, grande novità di Operation Steel Wave è incarnata dall’immancabile rework della prossima stagione. A passare sotto i ferri di Ubisoft Montreal, questa volta, è Casa, una delle mappe più amate dalla community di Rainbow Six Siege, ma che a causa di gravi difetti strutturali non ha trovato spazio nella playlist competitiva.

Ironia della sorte, neanche la nuova Casa comparirà tra le partite Classificate e resterà una delle opzioni ‘casual’ del gioco.

rainbow six siege operation steel wave house casa rework mappa

Per come la vediamo noi, è un’occasione davvero sprecata: ci troviamo davanti a uno dei migliori rework mai sfornati da Ubisoft, una mappa decisamente più funzionale rispetto al passato e che, tuttavia, riesce a preservare il suo tradizionale feeling, sorprendendo quei giocatori che avevano trascorso dozzine di ore tra i corridoi della storica dimora.

Il team di Montreal ha raddoppiato le dimensioni della mappa, estendendo di svariati metri quadri il complesso abitativo e limitando l’area esterna, dove i giocatori potevano sfruttare le numerose linee di tiro offerte dal giardino e dalla casa sull’albero, ora visibilmente alterata. Per quanto concerne gli interni, sono state aggiunte nuove stanze, un paio di corridoi e persino un’altra balconata – particolarmente utile per gli attaccanti.

Ricordate la stanza in fase di costruzione? Ora è una camera da letto nuova di zecca, con tanto di carta da parati rosa. L’atrio principale è rimasto quasi del tutto inalterato, mentre il piano sottostante ha subito alcune importanti modifiche, come la rimozione di uno dei due grandi soft wall di garage. Molti pavimenti sono stati ricostruiti per offrire una maggiore distruttibilità, consentendo ai giocatori di creare nuove linee di tiro verticali e ulteriori rotation tra i diversi piani della casa.

rainbow six siege ember rise amaru

In quel di Casa ci sono ancora un bel po’ di finestre, il che è una gran bella notizia per Amaru. L’operatrice peruviana è stata appena rivisitata per risultare più appetibile agli occhi dei giocatori: utilizzando l’uncino Garra, Amaru provocherà meno rumore entrando dalle finestre – i cui rinforzi crolleranno solo nell’esatto momento in cui l’operatrice farà il suo ingresso trionfale; cambia anche la meccanica delle botole, che verranno distrutte automaticamente con un singolo ‘colpo’ di Garra. Tirando le somme si potrebbe parlare a tutti gli effetti di un ‘buff’ di Amaru, potendo contare su una maggiore fluidità dei suoi movimenti e, di conseguenza, su un gadget più pericoloso in fase d’attacco.

In merito al matchmaking, vi avevamo anticipato l’introduzione di un’importante modifica che cambierà alcune meccaniche del sistema di ranking.

A partire dalla prossima season, il proprio Rank sarà valido per tutti i server di Rainbow Six Siege: in parole povere, passando dal server europeo a quello americano si ritroverà il proprio grado associato alle playlist Classificate. Non solo, ma dal prossimo mese il livello minimo per accedere ai match ranked passerà da 30 a 50, costringendo molti giocatori a sudare qualche camicia in più prima di scalare le classifiche online.

‘Dulcis’ in fundo, sarà necessario completare almeno 100 partite classificate per poter raggiungere l’agognato grado Campione.

+ Ace e Melusi, due aggiunte solide per il prossimo meta
+ Il rework di Casa ci ha impressionato ma...
- ...sarà disponibile solo per le partite libere

Ace e Melusi si presentano come due ottime aggiunte per l’ormai affollato roster di Rainbow Six Siege. Il norvegese risponde alle insistenti richieste di un nuovo hard breacher, portando con sé un gadget versatile ed efficace e un loadout di tutto rispetto. La sudafricana punta invece al crowd control e a un’azione più fulminea negli scontri ravvicinati, diventando un nuovo punto di riferimento per la squadra difensiva.

Vedremo come si comporteranno i due operatori nelle prossime settimane, quelle dedicate ai Test Server, e torneremo a esplorare la nostra amata Casa – che, purtroppo, non vedremo nelle playlist competitive.




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