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Rainbow Six Extraction | Recensione – La tattica è tutto

Rainbow Six Extraction si inserisce all'interno del genere degli sparatutto cooperativi con il suo approccio unico basato principalmente sulla tattica

Dopo la corposa prova di Rainbow Six Extraction avvenuta qualche settimana fa, è finalmente giunto il momento del test definitivo per il nuovo sparatutto cooperativo di Ubisoft – test fatto sulla versione finale del gioco, con il titolo che arriverà nella giornata del 20 gennaio su PS5 e PS4, Xbox One e Series X/S e PC. Nei giorni scorsi è stato inoltre annunciato che sarà disponibile anche su Xbox Game Pass sin dal lancio, così che i possessori del comodo servizio di Microsoft possano provarlo immediatamente.

Rainbow Six: Extraction

Piattaforma:
PC, PS4, PS5, XONE, XSX
Genere:
sparatutto
Data di uscita:
20 Gennaio 2022
Sviluppatore:
Ubisoft Montreal
Distributore:
Ubisoft

Come già spiegato nelle anteprime passate, Rainbow Six Extraction è un po’ una costola di Rainbow Six Siege, che riprende lo stile da sparatutto basato sulla tattica e lo inserisce in un contesto PVE, in cui tre operatori dovranno affrontare una temibile minaccia aliena. Se però pensate che il fatto di non affrontare avversari non gestiti da altri giocatori umani renda il gioco facile, sappiate che vi state sbagliando di grosso.

Il prezzo del progresso

Con la versione completa di Rainbow Six Extraction abbiamo potuto comprendere meglio il funzionamento della progressione del gioco. Iniziamo con il dire che il titolo non ha una componente narrativa marcata, mentre viene dato spazio principalmente al gameplay in cooperativa, che è il vero protagonista di Extraction.

Ogni tanto sbloccheremo qualche filmato che ci informerà delle nuove scoperte circa il parassita Chimera, oppure, completando degli obiettivi all’interno delle missioni, sbloccheremo nuove voci del Codice, opzione del menu principale dove saranno raccolte tutte le informazioni dedicate alla situazione dell’invasione di Chimera.

 

Il filmato d’apertura ci mette comunque di fronte a una minaccia estremamente rilevante per il genere umano e che va contenuta ad ogni costo. Non si sa nulla sul parassita in grado di fagocitare intere zone del mondo, tra cui l’amata Statua della Libertà di New York, e l’unica speranza è imparare a conoscerlo per poi prendere le contromisure necessarie a debellarlo. È nata così la REACT, agenzia che raccoglie alcuni dei migliori operatori militari al mondo e il cui scopo è proprio quello di contenere la minaccia degli archei e ottenere nuove informazioni su di loro.

Il titolo mostra nel suo menu principale una sezione chiamata, senza possibilità di sbagliarsi, proprio Progressi, che ci illustrerà la nostra percentuale di completamento del gioco. In totale, per sbloccare ogni cosa servirà arrivare al massimo livello, che è il 30, ma servirà una quantità enorme di punti esperienza per riuscire a raggiungere questo traguardo.

L’esperienza verrà guadagnata principalmente in due modi: il primo è tramite l’esperienza ottenuta da ognuno dei nostri operatori man mano che completeranno delle missioni, il secondo è invece tramite gli studi compiuti in ogni mappa, soddisfacendo alcuni requisiti descritti dal gioco; ad esempio, nelle prime fasi basterà uccidere una certa quantità di Grunt, i nemici più comuni, oppure scansionare dei nidi o degli oggetti particolari.

Man mano che completeremo gli obiettivi più facili se ne aggiungeranno altri più complessi, ma che, al completamento, forniranno più punti esperienza. Prima di intraprendere una missione converrà dare uno sguardo agli studi disponibili circa l’area interessata, dato che completarli fornirà un discreto numero di punti esperienza.

Operatori militari da tutto il mondo dovranno affrontare la minaccia aliena degli archei

Ogni livello della progressione generale guadagnato servirà a sbloccare vari elementi del gioco. All’inizio, ad esempio, potremo giocare soltanto nell’area di New York, mentre le altre tre aree, cioè San Francisco, Alaska e Truth & Consequences, verranno sbloccate solo dopo aver guadagnato alcuni livelli.

Lo stesso vale per gli operatori (nelle prima fasi potremo utilizzarne soltanto 9 sui 18 presenti) e per tutti gli altri elementi del gioco, dalle tecnologie utilizzabili in missione, come granate stordenti, droni di ricognizione e altri gadget simili, fino anche ad alcuni oggetti cosmetici con cui potremo personalizzare i nostri soldati. È dunque chiaro che bisognerà giocare moltissimo per riuscire a sbloccare ogni cosa presente all’interno di Rainbow Six Extraction.

Briefing

La struttura delle missioni di Rainbow Six Extraction è semplice ed efficace. Le quattro aree presenti nel gioco sono divise ognuna in tre mappe diverse. Selezionata una di queste, verremo spediti in missione insieme ad altri due giocatori, e ci verranno assegnati tre obiettivi da completare che saranno di difficoltà crescente.

Più obiettivi riusciremo a completare e più saranno i punti esperienza guadagnati a fine missione. Potremo anche avere dei bonus in base ai nemici uccisi, alla salute del nostro operatore rimasta alla fine e alla componente tattica sfruttata (nemici segnalati e uccisi da un nostro compagno, abbattimenti silenziosi, rilevamento di obiettivi, ecc.). A fine missione sarà possibile guadagnare un 30% extra di punti esperienza per ogni operatore che sia riuscito a completare l’estrazione con successo.

Una volta in missione il team dovrà fare affidamento soltanto sulle sue sole forze per completare gli obiettivi

Gli obiettivi solitamente saranno casuali, essendone disponibili di 13 tipologie diverse. Si andrà da quelli semplici e diretti come l’analisi di alcuni nidi, la cattura di un archeo d’elite o l’eliminazione di alcuni archei bersagli, fino ad altri più complessi, come l’estrazione di un superstite o la difesa di un’area, in cui bisognerà organizzarsi al meglio con il proprio team.

Alcuni obiettivi si sbloccheranno a determinate difficoltà o in particolari condizioni. Ad esempio, il recupero di un agente disperso avverrà soltanto quando avremo perso uno dei nostri operatori in una determinata mappa. Ci sarà poi una sorta di boss battle in cui affronteremo il Protean, il più pericoloso tra gli archei, dato che simula le tattiche di un operatore, affrontabile soltanto dal secondo livello di difficoltà in poi.

I giocatori però hanno la piena libertà di scegliere quali obiettivi completare e quali no; per esempio, se tutto il team è messo male già dopo il primo o secondo obiettivo completato, potrà optare per una estrazione rapida così da evitare rischi inutili, oppure si potrà andare direttamente verso il secondo o terzo obiettivo superando la prima mappa, senza curarsi della missione nel caso ad esempio si vogliano concentrare gli sforzi per salvare un soldato perso in precedenza.

Dopo ogni obiettivo completato potremo scegliere se terminare la missione o proseguire

Dopo svariate ore di gioco, però si inizia a sentire una certa pesantezza nel proseguire: missione dopo missione, ci si rende conto che, nonostante l’arrivo di nuove aree e magari di nuovi livelli di difficoltà, alla fine le cose da fare sono sempre le stesse, senza nulla che spezzi o vada a variare la formula che vi abbiamo spiegato.

La modalità Endgame è chiamata Protocollo Maelstrom e può essere una soluzione al problema soltanto per i giocatori più hardcore. In questa modalità infatti un team di giocatori dovrà affrontare 9 obiettivi di fila, con risorse all’interno dei livelli limitate e archei sempre più letali e numerosi man mano che si prosegue. Servirà dunque un team molto affiatato per riuscire in quest’impresa, che sicuramente risulterà anche troppo hardcore per i giocatori occasionali, soprattutto se si considera che il gioco in generale presenta una problematica legata proprio alla difficoltà, cosa di cui parleremo a breve.

Stando al programma di Ubisoft, per l’Endgame ben presto arriveranno altre modalità a dare man forte al Protocollo Maelstrom, ma da quanto abbiamo provato al momento, nell’attuale versione non c’è nulla di davvero diverso e appetibile per qualsiasi tipo di giocatore. Rainbow Six Siege ha dimostrato che il supporto offerto dal team di sviluppo ha saputo fare miracoli, e la base di Extraction è sicuramente più solida di quella di Siege nel periodo del suo debutto; dunque non ci resta che avere fiducia anche nel supporto post lancio, per vedere come verrà evoluto il gameplay.

Una resistenza disperata

Passando al gameplay duro e puro, il titolo è uno sparatutto in cooperativa che riprende molte delle meccaniche della serie Rainbow Six, cosa che lo rende molto più tattico rispetto ad altri titoli simili. Anzi, il perno dell’esperienza sta proprio nella sua componente strategica, in cui ogni scelta, dall’operatore selezionato a cosa inserire negli slot dell’equipaggiamento, andrà ponderata e confrontata con i propri compagni di squadra.

All’inizio dell’esperienza non avremo una gran selezione di equipaggiamento e operatori, dato che ogni cosa si sbloccherà pian piano con la progressione. Andando avanti, però, le nostre opzioni saranno sempre più varie, con l’aggiunta di pratici gadget, come granate in grado di scansionare silenziosamente un’intera area, droni ancor più efficaci di quello base per analizzare in sicurezza gli ambienti, muri portatili per bloccare i proiettili nemici, o il Laser React, una speciale torcia che eliminerà automaticamente l’archeloma (sostanza prodotta dai nidi e dagli archei, che rallenta i nostri movimenti mentre potenzia quelli dei nemici).

Ogni operatore è dotato di abilità e strumenti unici

La progressione è dunque studiata per aumentare il livello di difficoltà delle missioni man mano che potenzieremo i nostri operatori e si otterranno nuove tecnologie da portare in missione. Aumentare il livello di difficoltà tra i quattro presenti, infatti, permetterà di trovare sempre più facilmente i tipi di archei più pericolosi e aumenterà anche la possibilità di sviluppare pericolose mutazioni nei livelli. Queste sono delle condizioni particolari che spesso renderanno più difficile la missione: ad esempio, ogni archeo alla morte potrebbe rilasciare dell’archeloma nocivo, oppure potrebbe spargerlo per la mappa soltanto camminando.

Il problema principale di Rainbow Six Extraction è che la sua difficoltà è troppo alta già al livello più basso tra quelli presenti. Basteranno infatti due o tre colpi di un semplice Grunt per azzerare i punti salute di un operatore. Questi nemici possono essere sì eliminati con pochi colpi ben assestati delle nostre armi, ma basterà un piccolo errore (essere visti inavvertitamente da un archeo, che allarmerà così tutti i suoi simili nelle vicinanze, oppure non accorgersi di un nido sopra le nostre teste) per far fallire rovinosamente anche una missione che stava progredendo bene.

Possiamo comprendere uno scenario simile per le difficoltà più avanzate, quando si avranno anche operatori più forti e più opzioni per affrontare pericoli maggiori, ma essere già così brutali con il livello minimo rischia di far diventare l’esperienza frustrante per tutti i giocatori che non hanno mai avuto a che fare con Siege o titoli simili. In questo modo anche la progressione diventa più lenta, prendendo molti meno punti esperienza per via degli eventuali fallimenti, e le prime fasi di Rainbow Six Extraction rischiano di diventare avvilenti, facendo di conseguenza abbandonare il titolo ai neofiti.

Se perderemo in battaglia uno dei nostri operatori dovremo tornare a salvarlo prima di poterlo riutilizzare

Anche la gestione degli operatori parte da delle buone idee, che però non sono applicate alla perfezione. Gli operatori infatti, dopo ogni missione in cui riescono a rientrare, devono fare i conti con eventuali ferite, che li rendono non giocabili per le missioni successive finché queste non saranno guarite.

Una volta pronti, però, non ritorneranno sin da subito con il massimo dei punti salute, ma dopo ogni missione svolta guadagneranno un totale di punti salute che varierà in base a quanti obiettivi saranno stati completati. La salute infatti non potrà mai essere recuperata in missione: i medikit trovati aggiungeranno della salute provvisoria che diminuirà pian piano con il passare del tempo e non verrà conteggiata a fine missione.

A questo aggiungete anche che gli operatori dispersi non si potranno utilizzare fino a quando non saranno recuperati, quindi capirete che accadrà spesso di non poter sfruttare un soldato con le abilità perfette per un determinato obiettivo; anzi, potreste doverne utilizzare persino uno non al massimo della salute, specialmente durante le prime fasi di gioco, quando ne saranno disponibili soltanto 9.

Il gioco però, quando avrete troppi operatori dispersi, vi verrà in aiuto, solitamente mettendo l’obiettivo di recupero come prima missione, con lo spawn dell’operatore da recuperare solitamente molto vicino al punto d’estrazione. In alternativa, a volte capiterà che un operatore disperso venga recuperato automaticamente, ma con una perdita del 30% dei punti esperienza da lui accumulati fino a quel momento, con conseguente rallentamento della progressione generale. Fortunatamente questa perdita non sarà più un problema una volta che si arriverà al massimo livello, che è il 10.

Il gioco ha una difficoltà molto elevata anche al livello più basso

Quest’elevata difficoltà vi fa comprendere che il team con cui giocherete dovrà essere molto affiatato in missione, dunque giocare con persone random potrà presentare dei grossi svantaggi qualora non si possa comunicare.

Ci è capitato ad esempio di non poter lasciare una missione dopo un obiettivo perché i nostri compagni di squadra volevano proseguire, anche se sarebbe stato meglio, visto che eravamo tutti e tre messi male. Per decidere infatti se proseguire o passare all’estrazione, servirà il “voto” di almeno due su tre giocatori.

Abbandonare una missione senza essere estratti vi farà perdere l’operatore, che dovrà poi essere salvato. Il titolo può essere giocato anche da soli o in due giocatori e in questo caso l’ambiente si adatterà al vostro numero, con meno nemici presenti, ma da soli ogni errore sarà ancora più pericoloso, dato che nessuno sarà lì per salvarvi. Giocando con un team di amici affiatato, l’esperienza sarà molto più coinvolgente, specialmente perché sarà possibile organizzare dettagliatamente, e a voce, ogni equipaggiamento e tattica da utilizzare in missione, in modo da non essere mai colti di sorpresa dagli imprevisti.

Team REACT

Come abbiamo già accennato, i punti esperienza guadagnati da ogni operatore aumenteranno la progressione generale del titolo, ma faranno anche aumentare il suo personale livello. Ciascun operatore ha un massimo di 10 livelli, progredendo nei quali non solo sbloccherà nuove armi e potenzierà la sua abilità di base, ma guadagnerà anche una maggior velocità e corazza, ottenendo anche dei perk extra.

I fan di Siege troveranno diversi volti noti tra i militari presenti in Rainbow Six Extraction e questi avranno abilità molto simili a quelle note, ma riadattate per funzionare al meglio anche contro la minaccia aliena.  Avremo dunque operatori più adatti a missioni di ricerca e recupero, che potranno individuare nidi e persone da recuperare tramite uno speciale scanner; ci sarà poi chi renderà visibili, anche attraverso i muri, i nemici nei dintorni per un certo periodo di tempo, chi potrà curare o piazzare un’esca, o ancora chi potrà usare speciali esplosivi.

Gli operatori sono molto vari e versatili per ogni tipo di obiettivo, anzi, alcuni faciliteranno di molto le cose, se utilizzati nel giusto momento. Con l’aumento di livello si sbloccheranno poi diverse opzioni di personalizzazione, soprattutto per l’abbigliamento, e non mancherà nemmeno uno shop interno al gioco per gli oggetti cosmetici.

Gli archei sanno essere nemici letali, specialmente in gruppo

Anche i nemici offrono una certa varietà, anche se alcuni di questi sembrano presi dagli archetipi nati dallo storico Left 4 Dead. Anche qui, per esempio, avremo i nemici esplosivi o i colossi inarrestabili, ma ci saranno anche alcune novità interessanti, come un nemico in grado di mimetizzare i suoi compagni rendendoli quasi invisibili, o un archeo che posizionerà trappole in giro per la mappa, trappole simili a mine che esploderanno in un bagliore di luce accecante non appena ci avvicineremo. Ci sono poi gli archei d’elite, che richiederanno davvero molto impegno per essere abbattuti.

Le mappe, lato level design, sono ben fatte. Non sono troppo grandi, anche perché ogni obiettivo ha un limite di tempo di 15 minuti, ma offrono indubbiamente una grande varietà di approccio in ambito strategico. Tra muri distruttibili, divisione in più piani di alcune zone, porte e finestre sigillabili e via dicendo bisognerà studiare ogni mappa approfonditamente prima di tentare un approccio all’obiettivo, così da ottenere il massimo vantaggio tattico. L’unica pecca è che a livello artistico non offrono una grande varietà, dato che l’invasione del parassita alieno rende tutte le strutture molto simili tra loro e prive di particolare brio.

A livello tecnico Rainbow Six Extraction si difende bene, ma non fa gridare al miracolo. La nostra prova è avvenuta su una PlayStation 5, dove troviamo anche una scelta tra le ormai sempre più presenti modalità risoluzione e performance. Il nostro consiglio, in casi come questo, dove l’azione la fa da padrone, è sempre di dare priorità ai 60 fps della modalità performance.

Per il resto non siamo incappati in particolari problemi tecnici, a parte qualche incertezza in alcune animazioni, come quella di morte dei nemici o quelle in cui si trasporta un compagno svenuto. Anche per quanto riguarda la stabilità del netcode non abbiamo avuto particolari problemi giocando online, con rarissimi momenti di lag e facilità a trovare altri giocatori con l’opzione per la Partita Rapida. Ovviamente bisognerà attendere, dopo il lancio, un flusso molto più ampio di giocatori, per capire come si comporteranno i server. Il titolo, ricordiamo infine, presenta l’opzione per il cross-play e il cross-save.

Versione recensita: PS5

Se non vedete l’ora di provare il nuovo sparatutto cooperativo di Ubisoft, potete trovare la versione Limited Edition di Rainbow Six Extraction su Amazon.

7,5

Rainbow Six: Extraction

Piattaforme: pc, ps4, ps5, xone, xsx
Rainbow Six Extraction riesce bene nella sua missione di portare l’approccio estremamente strategico di Siege in uno sparatutto PvE prevalentemente cooperativo. Le opzioni tattiche divise tra equipaggiamento, scelta dell’operatore e conoscenza dell’ambiente funzionano bene e daranno soddisfazioni agli amanti di questa tipologia di gioco. Le pecche principali, allo stato attuale del titolo, sono però una difficoltà mal bilanciata al livello più basso, cosa che potrebbe rendere l’esperienza frustrante per i neofiti, e, a lungo andare, una certa ripetitività degli obiettivi. Se Ubisoft supporterà questo titolo così come ha fatto con Siege, siamo convinti che questa buona base di partenza potrà crescere in maniera sempre più positiva.

Pro

  • L'approccio estremamente tattico è una boccata d'aria fresca nel genere
  • Con un team affiatato sa essere molto divertente
  • Buona varietà di operatori e gadget da utilizzare

Contro

  • Il livello di difficoltà più basso è mal bilanciato e rischia di allontanare i neofiti
  • Obiettivi delle missioni alla lunga ripetitivi
  • La gestione degli operatori feriti e dispersi è piuttosto macchinosa
7,5