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Quattro anni fa Nintendo Switch aveva previsto il futuro dei videogiochi a cui nessuno voleva credere

Nintendo Switch venne svelata esattamente quattro anni fa, e con il trailer la Casa di Kyoto aveva previsto il futuro dei videogiochi.

Il 20 ottobre del 2016, esattamente quattro anni fa, Nintendo svelò finalmente Nintendo Switch, che fino a qualche minuto prima delle ore 16:00 di quel giorno conoscevamo ancora come il misterioso progetto NX. Un trailer che era completamente diverso da tutto quello che Nintendo produceva e comunicava in quel periodo: niente ragazzini, una comunicazione moderna ed orientata al futuro, immagini di persone che fanno cose con i videogiochi che fino a quel momento erano impensabili, ma soprattutto il sogno di una console casalinga che si poteva portare in giro.

Un trailer che mostrava una dichiarazione di intenti molto chiara: Nintendo non era più l’azienda di videogiochi di una volta. Sembrava aver imparato dagli errori e aver capito perfettamente quale dovesse essere il futuro. Nell’articolo che segue faremo il punto sulle tante dichiarazioni dell’epoca, sul chiacchiericcio intorno a NX, sul perché c’era tanto interesse rispetto alla prossima console Nintendo ma, soprattutto oggi, una cosa è molto chiara: in molti presero una cantonata tremenda con Nintendo Switch.

 

Gli analisti di tutto il mondo, tra cui un buon numero di colleghi italiani, alle ore 16:05 del 20 ottobre del 2016 erano già pronti a decretare il fallimento di Nintendo Switch. Forti dell’esperienza effettivamente disastrosa di Wii U, secondo molti Nintendo era finita, le cose mostrate nel trailer erano irreali, impossibili, completamente incompatibili con la realtà dei fatti e l’effettiva diffusione e fruizione dei videogiochi.

La realtà, chiara già allora per chi non aveva bisogno di schierarsi a tutti i costi e aveva seguito effettivamente la comunicazione di Nintendo di quegli anni (e forse uno dei problemi è stato proprio questo), invece è che Nintendo stava per ingranare una nuova marcia, raccontando ai videogiocatori qualcosa che non sapevano di volere, e dimostrando all’industria dei videogiochi cosa si poteva fare per andare effettivamente avanti.

Con buona pace dei detrattori, dell’epoca ed attuali, quattro anni fa Nintendo Switch aveva previsto il futuro dei videogiochi.

L'annuncio da cui iniziò il countdown della nuova era di Nintendo Switch.

Nintendo Switch e il futuro di NX

Qualche passo indietro è doveroso. Al 20 ottobre del 2016 ci arriviamo, infatti, dopo almeno un anno di intense dichiarazioni su NX, preceduto da altrettanti mesi di flebili rumor. Si parlava di una console ibrida metà portatile e metà casalinga, con le personalità di Nintendo e molti studi di sviluppo già in brodo di giuggiole per questo nuovo progetto della Casa di Kyoto.

Lo scetticismo, in quelle fasi almeno, era del tutto comprensibile. Anche Wii U era il nuovo grande progetto secondo Nintendo, rivelatosi poi essere una cosa che ancora oggi facciamo fatica a capire.

Soprattutto quando, nel giugno del 2016 durante l’E3, Reggie Fils-Aime dichiara che Nintendo non è più interessata alla console war, che non vuole più partecipare alla guerra delle specifiche tecniche, e quello che interessa all’azienda sono i contenuti.

Qui sotto trovate il video, estratto da una intervista che il Regginator concesse a Bloomberg (altro indizio molto importante che racconta la direzione futura di Nintendo):

Nel 2016 si sentiva parlare di Scorpio (la potenziata Xbox One X) e PlayStation Neo (la potenziata PlayStation 4 Pro), ed il presidente di Nintendo of America se ne esce con una dichiarazione che, per molti, significava che Nintendo non aveva più intenzione di pensare solo alla potenza dell’hardware. Una cosa che quattro anni dopo si è rivelata vera, ma ci arriveremo.

Guardando i commenti di questo video, ci sono alcune reazioni interessanti da analizzare oggi.

“Se non hai le giuste specifiche, non hai i giochi giusti”; “Impressione finale: Nintendo non ha imparato niente. Fine.”; “PS Vita ha più contenuto annuale di Wii U”; “Migliori specifiche = più possibilità di un migliore contenuto”, e così via. Per gli utenti Nintendo era già finita, niente avrebbe potuto far lontanamente competere NX con il resto.

Ma, lo ripetiamo, all’epoca era comprensibile. A poco serviva l’endorsement di compagnie come Warner Bros, Take-Two ed Ubisoft che dicevano che Nintendo avrebbe riconquistato tutto il pubblico deluso, l’azienda era in una posizione critica e c’era poco che potesse fare per riavere la fiducia dei propri fan delusi, figuriamoci quella dei detrattori. Il tutto, mentre Nintendo continuava a dire cose come il fatto che il controller di NX sarebbe stata un’evoluzione del Gamepad di Wii U.

La storica comparsata di Shigeru Miyamoto nello show di Jimmy Fallon.

Fuori, per sempre, dalla console war

Qualche settimana dopo l’E3 2016, Shigeru Miyamoto concesse un’intervista all’Associated Press riguardo NX, ovviamente. Mentre l’epoca finale di Wii U fu un’emorragia totale, con mesi e mesi di silenzio assoluto di una console lasciata evidentemente a morire con tanto di spina staccata da parte dell’azienda stessa, tutti parlavano di NX, e contemporaneamente la Casa di Kyoto era avara di dettagli.

A tal proposito, Miyamoto disse:

Riguardo NX, c’è un’idea su cui stiamo lavorando. Questo è il motivo per cui non possiamo condividere niente a questo punto, e non vogliamo commentare quello che fanno le altre compagnie. Se fosse stata solo una questione di seguire l’avanzamento tecnologico, le cose sarebbero venute fuori molto più in fretta.

Una dichiarazione che fa il paio con quella di Reggie Fils-Aime poco sopra ma che, all’epoca, non faceva che gettare ancora più confusione sul futuro di questo misterioso progetto tecnologico. Mentre NX per qualcuno era un tablet, uno smartphone, una Wii U 2 o una lavatrice in grado di far girare i videogiochi, Nintendo sembrava attendista e insicura.

La verità è che, col senno di poi, aveva bisogno di prendere la mira per quello che, ad oggi, è il lancio più lungo che la storia dei videogiochi abbia mai visto. Nintendo non solo non voleva in alcun modo partecipare mai più alla console war, ma con il reveal trailer di Switch aveva già intravisto quello che sarebbe stato il mercato dei videogiochi del 2020.

A destra c'è Karen, l'attrice diventata un meme dopo il reveal trailer.

I videogiochi del 2020 con quattro anni di anticipo

Riguardando il first look che vi abbiamo proposto all’inizio dell’articolo, quali sono i punti salienti della console? La libertà di fruizione del videogioco, un’età media più alta degli utenti di quella che fino a quel momento era associata ai videogiochi, un sentimento di gioia e libertà (“Be yourself and try to have a good time”, dice la canzone in sottofondo) legato al videogioco. Mentre la concorrenza puntava molto sul sentimento #4theplayers dedicando il videogioco solo ai gamer nudi e crudi, Nintendo raccontava una console e relativi contenuti che potevano essere per tutti.

All’epoca si gridava ad una nuova Wii, c’era chi prevedeva il tracollo totale di una console che non avrebbe comprato nessuno, e invece proprio questo messaggio fu il cavallo di battaglia di una Nintendo Switch che tutti vogliono, affiancandola magari ad un PC high-end o una console tradizionale. Talmente forte il desiderio di giocare in mobilità che l’azienda ha creato una versione esclusivamente portatile della console, ovvero la Lite.

Un sentimento simile a quello dell’epoca Wii che voleva portare i videogiochi in casa di chi non aveva idea di cosa fossero, ma che stavolta diceva una cosa diversa. I videogiochi sono cool e puoi giocarci anche all’aperitivo con gli amici trentenni, come la famosa Karen (il nome dato dalle community all’attrice) che gioca a Super Mario Odyssey e poi lo porta davanti allo Spritz degli amici.

Una console che tutti davano per finita, quattro anni dopo.

Oggi, a quattro anni di distanza, le pubblicità dei videogiochi sono quasi tutte così. Il pubblico medio è esattamente quello che viene mostrato nel reveal trailer. Le aziende hanno adottato l’ideologia di Switch, e l’idea di cui sopra di Miyamoto, la filosofia di Reggie Fils-Aime e quello che è stato in parte anche l’ultimo contributo di Satoru Iwata, hanno funzionato.

Per non parlare del fatto, da non sottovalutare, che Nintendo Switch funziona esattamente come fu mostrata per la prima volta in questo trailer. La magia dello switch, uno dei tanti bersagli degli attacchi dei detrattori, non era affatto un inganno. I Joy-Con, al di là della fastidiosissima debacle del drifting, funzionano. Magari Splatoon 2 non è diventato il fenomeno eSport che viene descritto nel trailer, ma ci ha pensato Super Smash Bros. Ultimate ad affermarsi come il picchiaduro più venduto nel mondo ed il videogioco più seguito su Twitch durante l’EVO 2019.

E tutto questo senza avere Netflix integrato, pensate.

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