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Il presidente di Nintendo guadagna circa 14 volte di meno del presidente di Activision

I numeri che emergono dal mercato statunitense e da quello giapponese per i dirigenti videoludici rivelano un gap davvero notevole

L’industria dei videogiochi giapponese e quella statunitense sono sicuramente molto diverse. Alcuni generi attecchiscono su un mercato ma non sull’altro, ad esempio, le visioni degli autori puntano spesso su caratteristiche molto differenti e, semplicemente, le scuole videoludiche hanno radici diverse che hanno portato a inclinazioni, sfumature e peculiarità eterogenee. Questa distanza si vede, apprendiamo oggi, anche nella distribuzione dei salari dei dirigenti.

Nel suo ultimo incontro con gli investitori, infatti, Nintendo ha reso pubblici gli incassi dei suoi maggiori dirigenti nell’ultimo anno, rivelando che il presidente Shuntaro Furukawa ha un salario che ammonta a $730.000, che grazie ai bonus è arrivato a $2,4milioni. Il leggendario Shigeru Miyamoto, invece, ha un salario di $670.000, che con i bonus è arrivato a $1,8 milioni, mentre Shinya Takashi ha un salario di $110.000, arrivato a $1,24 milioni con i bonus del caso. In sintesi:

  • Shuntaro Furukawa: $2,4 milioni (di cui $730.000 di salario fisso)
  • Shigeru Miyamoto: $1,8 milioni (di cui $670.000 di salario fisso)
  • Shinya Takashi: $1,24 milioni (di cui $110.000 di salario fisso)

Questi numeri diventano particolarmente interessanti quando si rapportano a posizioni analoghe di publisher occidentali. Se Furukawa è a capo di una compagnia che è sinonimo stesso di videogioco, è anche vero che incassa in un anno circa quattordici volte in meno di Bobby Kotick, CEO di Activision. Il dirigente americano, infatti, aveva portato a casa lo scorso anno la cifra di $28.698.375, creando diverse polemiche perché l’ammontare è pari a 306 volte quello del dipendente medio della stessa compagnia – e quindi facendo nascere discussioni circa la distribuzione dei compensi in Activision Blizzard, anche in virtù di riorganizzazioni, tagli e licenziamenti. La questione era diventata così spinosa da arrivare al tavolo degli investitori, con Activision chiamata a difendere le scelte pecuniarie fatte in sede di compensi per Kotick.

Kotick non è comunque il solo: Andrew Wilson, CEO di Electronic Arts, nell’ultimo anno ha portato a casa $35.728.764, circa 371 volte di più del dipendente medio della compagnia. Anche in questo caso, i numeri hanno scatenato qualche polemica, al punto che sia Kotick che Wilson erano entrati nelle chart dei manager videoludici «strapagati».

In passato, Nintendo aveva in effetti mostrato una politica molto attenta alla distribuzione dei salari: il purtroppo scomparso presidente Satoru Iwata, ad esempio, nel 2014 decise di decurtarsi del 50% lo stipendio, quando Nintendo dovette abbassare il prezzo del suo 3DS. Inoltre, la compagnia si è rivelata essere una di quelle nelle quali i dipendenti diventano più longevi, trovando praticamente una posizione lavorativa che può andare avanti per un’intera carriera. Sorprende poco, allora, che oltre il 90% degli investitori, di fronte ai numeri dei salari dei dirigenti della grande N, abbia votato per l’approvazione del piano economico.

Fonte: Switcher

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