PlayStation Now, excursus a caldo | Parte Prima: PlayStation 3

Una carrellata sui videogiochi PS3 attualmente disponibili sul neonato sistema di streaming PlayStation Now

By |12/03/2019|Categories: In Evidenza, Speciali|Tags: |

Oggi è stato ufficialmente reso disponibile in Italia il PlayStation Now, il servizio di streaming via internet di Sony per i videogiochi PlayStation. A metà tra la risposta alla retrocompatibilità di Xbox e l’ambizione di voler fare il “Netflix dei videogiochi”, al costo di un abbonamento permette di usufruire sia su PS4 che su PC dei prodotti usciti sulle console Sony da PlayStation 2 a oggi. In questo pezzo tuttavia non parleremo né dei dettagli tecnici né delle modalità di fruizione (ne parliamo qui) piuttosto vogliamo fare un breve excursus generale dei titoli disponibili al lancio: in questa prima parte PlayStation 3.

PlayStation Now

Classifica estesa, grandi classici

Senza dubbio alcuno, la sezione PlayStation 3 del catalogo ufficiale (visibile sul sito ufficiale PlayStation) è la più estesa. Buona parte dei seicento titoli citati appartengono alla settima generazione, e sinceramente basta anche un’occhiata distratta per vedere come vi siano incluse opere importanti e ricordate. Basta andare alla lettera corrispondente per vedere come nel mucchio siano inclusi anche il primo Red Dead Redemption e, soprattutto, Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots. Anche dopo dieci anni l’avventura di John Marston è considerata uno degli apici della settima generazione, nonché uno dei videogiochi più belli e apprezzati di tutti i tempi. Solo la recente uscita di Red Dead Redemption II è stata capace, se non di superarlo, quantomeno di raggiungerlo in termini di potenza espressiva e soprattutto umana.

Metal Gear Solid 4 ha bisogno di ancora meno presentazioni: il commosso e grandioso epilogo di una delle saghe videoludiche più amate di sempre, una grande metafora antimilitarista dalla squisita attitudine cinefila che concludeva la storia di Solid Snake (vi abbiamo dedicato ampio spazio).Di entrambi questi titoli c’era così tanta nostalgia che molti avevano cominciato a sperare in una riedizione sulla corrente generazione. Inutile dire che la loro inclusione su tale servizio ha da oggi decisamente sfumato tale possibilità.

Metal Gear Solid 4

Cavalli di battaglia

L’elenco di PlayStation Now poi si arricchisce con praticamente tutte le esclusive (piene o parziali) che il marchio PlayStation è chiaramente riuscito ad accumulare nel corso di vent’anni. A fronte anche di indie non eccelsi (spunta un non particolarmente esaltante Contrast) c’è ICO, la trilogia di Uncharted, gli InFamous e i God of War. Anche in funzione del quarto episodio uscito ad aprile 2018 quest’ultima è una mossa abbastanza intelligente. Il nuovo capitolo è infatti collegato con precisione alla precedente trilogia, tanto che l’averla giocata condiziona l’impatto emotivo di certe sequenze. In tal senso si recuperano dall’obsolescenza cose non da poco, come le edizioni in alta definizione non solo dei primi due episodi della God of War Collection HD, ma anche i due capitoli per PSP Chains of Olympuse Ghost of Sparta. Questi due erano stati ai tempi pubblicati su PlayStation 3 con la raccolta God of War Origins Collection (qui in Europa rinominata banalmente God of War Collection Volume II). Proprio questi ultimi due titoli erano quelli che rischiavano di più l’obsolescenza.

Ma per rimanere in tema tanto di esclusive quanto di remaster anelate e mai confermate, a stupire è l’assenza dall’elenco di Demon’s Souls. Il capostipite di uno dei franchise dark fantasy più amati, odiati e ricordati di questo decennio non è infatti presente. Rimane una cosa un po’ inspiegata e inspiegabile, anche in funzione della piccola aura di riscoperta che c’è stata (paradossalmente) a a ridosso dello spegnimento dei server meno di un anno fa. Giocando un po’ di complottismo, potremmo quasi vederla come una mezza conferma che alla Sony hanno altri piani per l’opera prima di Miyazaki, forse proprio una remaster.

God of War

La carica dei mosou… ma gli altri?

Allontanandoci per un momento dalle esclusive, il catalogo PS3 ospita anche opere di sviluppatori “esterni”. Abbiamo buona parte dei videogiochi LEGO (Harry PotterIndiana JonesPirati dei CaraibiStar Wars e Batman) i Resident Evil (anche i Revelations), i tre Bioshock e una carrellata di videogiochi Koei. Quest’ultima casa giapponese ha schierato praticamente tutte le sue pubblicazioni su settima generazione, dai Dynasty Warriors (6, 7, 8 e relative opere derivate) ai Samurai Warriors, fino ad arrivare anche a opere semi-sconosciute come il (secondo chi vi scrive sottovalutatissimo) Warriors Legends of Troy.

Anche qui però le “assenze” si fanno un po’ notare. Mancano infatti sia LEGO Il Signore degli Anelli che LEGO Lo Hobbit, quest’ultimo ai tempi pubblicato anche su PS4. In questo caso possiamo tranquillamente ipotizzare che sia una questione di diritti con la New Line Cinema e la Middle-Earth Enterprises, quindi non è da escludere che possa essere risolta in futuro. Anche perché molti sono d’accordo sul fatto che LEGO Il Signore degli Anelli non si meriti affatto l’obsolescenza. Sempre per una questione di licenze è stato probabilmente lasciato fuori anche il primo Bayonetta, quando invece è presente tutta la saga di Devil May Cry (c’è la HD Collection e il quarto capitolo). Volendo pensare un po’ più a fondo può essere che la strega di Kamiya abbia declinato l’offerta del PlayStation Now a causa della versione PS3, la cui bassa qualità venne ammessa persino da chi ai tempi ci lavorò.

Dal canto suo, Bethesda ha dato il benestare per un po’ di “pezzi grossi” della settima generazione. Ci sono infatti i Fallout (il 3 e New Vegas) e sorprendentemente anche The Elder Scrolls IV: Oblivion. Proprio perché ai tempi segnarono il debutto di questo sviluppatore su console, è un po’ da valutare quale sarà la resa in streaming di tali prodotti. Proprio Oblivion su PS3 generò molte controversie, in quanto il porting era veramente molto poco ottimizzato, quasi a confermare che le console gli andavano strette già a fine anni Duemila. Altro grosso assente è la Square Enix: non ci sono né i Final Fantasy né le collection dei Kingdom Hearts, e conseguentemente neanche gli ultimi Tomb Raider.

Devil May Cry 4

PlayStation 4, dove sei?

Nonostante tutto, PlayStation Now contiene anche videogiochi del catalogo PS4. Una promessa che è stata nei fatti mantenuta, e in tal senso l’elenco diffuso (se osserviamo solo i numeri) è secondo solo a PlayStation 3. In questo caso tuttavia le cose sono leggermente più controverse, almeno per il momento in cui scriviamo. L’inossidabile Bloodborne (passato per i best-of e pure per una release gratuita per gli abbonati PlayStation Plus un anno fa) è presente, ma mancano molti tasselli recenti di brand storici, anche esclusivi (uno per tutti: non c’è Uncharted 4). Il panorama PS4 è quindi prevalentemente terra per i prodotti non tripla A, la maggior parte dei quali sono presenti in veste di remaster (come i due Darksiders; il terzo capitolo, quello più recente, non c’è). Proprio questa condotta genera però qualche strano paradosso: oltre ad alcuni videogiochi presenti sia in remaster che in remake (Shadow of the Colossus) God of War III è riproposto sia in versione PS3 che in versione PS4, generando un “effetto doppione”.

Shadow of the Colossus

Essendo una generazione ancora “in corso” era prevedibile che le pubblicazioni più recenti non sarebbero state incluse, ma così com’è questa “lista degli invitati” presenta assai meno nomi altisonanti rispetto a quella PlayStation 3. Infine, non possiamo che accennare la parte più controversa, quella tecnica. Le informazioni in nostro possesso ci dicono che i titoli PS2 e PS4 saranno anche scaricabili sull’hard disk della console, mentre quelli PS3 saranno fruibili solo in streaming. La spiegazione ufficiale è per via delle differenze di architettura hardware ed è plausibile, del resto ci ricordiamo tutti che su PS3 era una piattaforma molto difficile su cui lavorare. Il dettaglio meno entusiastico è che in ogni caso i videogiochi PS3 gireranno tutti a 720p, nonostante ai tempi questa non fosse una risoluzione comune a tutti. Anche qui la spiegazione è stata per adattarsi a ogni tipo di connessione, i cui problemi di stabilità e velocità non sono ancora del tutto risolti specialmente in Italia.

In questo primo speciale a caldo abbiamo ripercorso (senza alcuna pretesa di essere esaurienti) l’elenco dei videogiochi disponibili su PlayStation Now. Alla fin fine, quanto questo PlayStation Now può risultare appetibile? È ancora troppo presto per dare un giudizio. Certo è che la branca dedicata a PlayStation 3 è quella più corposa, anche al netto di assenze di rilievo. Di contro la line-up di PlayStation 4 sembra ritagliarsi degli anni “cuscinetto” (per adesso quattro) per non compromettere l’avanzare di una ottava gen ancora in divenire. Ci sarà anche da capire cosa decideranno di fare con la risoluzione, perché siamo sicuri che il 720p non sarà qualcosa che andrà bene a tutti. Rimanete con noi per la seconda parte dedicata a PlayStation 2!