Perché non stanno arrivando (tutte) le recensioni di Borderlands 3?

Facciamo il punto della situazione, senza allarmismi o illazioni precoci.

Speciale
A cura di Valentino Cinefra - 10 Settembre 2019 - 13:11

Ormai dovrebbe essere chiaro come funzionano le cose da queste parti, anche per voi che seguite noi e tutti gli altri portali di informazione videoludica, italiani e non. I publisher inviano i videogiochi in anticipo alle redazioni, in genere nell’ordine di una/due settimane al day one, per poter provare il titolo e fornire un’analisi finale al lettore. In mezzo ci sono embarghi, cose che si possono dire e non dire a volte addirittura dopo la recensione, direttive per quanto riguarda gli streaming e contenuti video, ed anche su cosa pubblicare o meno sui social network delle testate (e a volte anche quelli personali), e così via. Il discorso è leggermente diverso quando si parla di piattaforme online come Destiny o The Division, in cui è necessario che il gioco sia popolato e quindi spesso, ma non sempre, il videogioco arriva ai giornalisti con pochissimo anticipo perché, di fatto, non avrebbe senso lavorare un titolo a cui manca la sua feature fondamentale.

Perché non stanno arrivando (tutte) le recensioni di Borderlands 3?

Queste dinamiche sono ormai abbastanza note anche ai lettori dicevamo, perché l’azzeramento della barriera tra “noi e voi” fa sì che ci sia uno scambio continuo di informazioni. In tutto questo bailamme che vi ho descritto, che è fatto di codici review per la maggior parte, a volte press kit e rarissimamente copie fisiche (succede più che altro per i siti meno rilevanti, che ricevono le copie successivamente ed il più delle volte in formato fisico) ci sono ovviamente i rapporti lavorativi tra gli organi di informazione e le aziende che producono, ma soprattutto distribuiscono i videogiochi stessi.

Ricorderete infatti il caso di 2K Games che, a seguito di una serie di leak, decise qualche tempo fa di non inviare più i codici dei propri titoli con largo anticipo ai giornalisti. Una scelta legittima, del tutto comprensibile, che però crea problemi a chi deve lavorare in fase di analisi. D’altro lato, un embargo troppo vicino alla data di uscita di un titolo a volte, e lo sottolineiamo solo “a volte”, significa che c’è qualcosa che non va. I publisher sanno che il loro titolo non verrà recepito benissimo e quindi non vogliono rischiare di rovinarsi le vendite, perché magari i pre-order sono già piazzati ed una recensione troppo lontana dalla data di lancio farebbe cambiare idea agli utenti.

Questo preambolo è fondamentale per capire perché 1) non state ancora leggendo la recensione di Borderlands 3 che è in uscita tra pochissimi giorni e 2) le recensioni che sono già uscite lasciano presagire che, al di là di illazioni che non ci permettiamo di fare in quanto ci riteniamo dei professionisti, c’è ineluttabilmente qualcosa che non va, na non più di tanto.
Perché non stanno arrivando (tutte) le recensioni di Borderlands 3?

Il gioco delle tre carte o semplice damage control?

Al momento, Borderlands 3 gode di un goloso 85 di Metacritic su PC, mentre le versioni console non hanno ancora avuto recensioni. Gli outlet che finora hanno potuto esprimere il loro giudizio, e quindi hanno ricevuto un codice di Borderlands 3 in tempo utile, sono stranieri. PC Gamer, IGN, Forbes, Destructoid, Game Informer, USgamer, Gamespot, e così via. C’è anche Polygon, mentre Kotaku è rimasto a bocca asciutta come noi.

Verrebbe da pensare che siano stati preferiti solo portali statunitensi o comunque non europei. Invece ci sono anche IGN Spain, Hobby Consolas, XGN, Gamer.nl, ed altri portali della nostra zona del mondo tra cui alcuni che onestamente, senza nulla togliere alla validità delle redazioni ci mancherebbe altro, erano sconosciuti o quasi fino ad oggi.

In primis è strana questa selezione degli outlet a cui affidare la recensione sotto embargo di Borderlands 3. Di solito, quando si tratta di grandi publisher come 2K, se viene deciso di fare una distinzione netta tra “categorie” di outlet è sempre una questione che contrappone gli USA con l’Europa. I portali statunitensi, che per ovvie ragioni hanno una rilevanza molto più pesante a livello mondiale, godono di contenuti esclusivi e in generale della possibilità di poter fornire un’analisi che sia in anticipo, più approfondita o diversa rispetto agli altri portali. In questo caso però, come vedete, tra Kotaku che è rimasta fuori dal giro e la selezione di alcuni portali europei (tra cui nessun italiano) è difficile interpretare cosa sia potuto succedere.

In più, 2K ha deciso di fare un’ulteriore stranezza in questo caso. Invece di inviare il classico codice review, che è l’esatto equivalente di ciò che voi videogiocatori potete comprare negli store (al massimo viene fornita una “complete edition” di qualche tipo, così che si possa continuare la copertura anche di contenuti aggiuntivi e DLC, come stiamo facendo per The Division 2, ad esempio), 2K ha dato ai recensori un account Epic Games Store speciale, con una build di Borderlands 3 ancora precoce ed in fase di lavorazione. Un comportamento particolare, e che accade solo in caso di press tour o anteprime quando, comprensibilmente, gli sviluppatori fanno giocare ai giornalisti una build parziale suggerendo magari di non fare certe cose e di non creare specifiche interazioni perché magari non sono complete.

Ed è questo che è successo nel caso di Borderlands 3, con Polygon che riporta di aver ricevuto delle particolari indicazioni da Gearbox e 2K:

“2K Games e Gearbox non ci hanno mandato il codice review di Borderlands 3. Invece, hanno impostato ai recensori un nuovo account Epic Games Store con il gioco sbloccato, e ci hanno dato alcuni avvertimenti riguardo il fatto che il gioco è ancora in fase di lavorazione. Ci hanno chiesto di stare lontani dalle implementazioni DirectX 12, per esempio, e ci hanno detto che il nostro progresso in questa build potrebbe o non potrebbe essere portato poi nel gioco finale.”

Inoltre, da alcune delle recensioni giunte finora sono emersi anche dei problemi tecnici (lo ricordiamo, per la sola versione PC), di cui alcuni anche considerevoli. Insieme a crash casuali e problemi tecnici tutto sommato sormontabili, c’è chi ha riportato di aver perso anche sei ore di progresso (leggi “sei ore di lavoro”) per un problema non risolvibile, ed è stato costretto a ricominciare da capo. Altri, invece, sono riusciti a giocare Borderlands 3 senza problemi. In ogni caso la media delle votazioni di metacritic è molto alta, per cui il gioco non sembra vittima di un trattamento dovuto e proporzionale alla bontà dello stesso.

Ad oggi sappiamo che riceveremo il codice di Borderlands 3 il 12 settembre, quindi con un anticipo risicato rispetto alla data di uscita che è il giorno dopo. Non aspettatevi chiaramente una recensione al day one, ma lavoreremo per raccontarvi il titolo Gearbox con degli articoli di approfondimento, sicuramente delle dirette streaming e, quando saremo pronti, con una recensione. Rimanete su queste pagine quindi, per dipanare una volta per tutte il “mistero” dietro ad uno dei videogiochi più attesi dell’anno.

2K e Gearbox hanno dichiarato che il loro comportamento riguardo le recensioni di Borderlands 3 è unicamente imputato a ragioni di sicurezza, atte a non voler far trapelare nulla del gioco finale prima dell’uscita. Comprensibile, ma va anche detto che alcune vicende emerse durante il lavoro dei nostri colleghi stranieri non possono che lasciare con qualche dubbio. Ha poco senso dare ai recensori una copia ancora incompleta del gioco, eppure la critica ha premiato finora il nuovo titolo della serie. Con questo articolo abbiamo voluto raccogliere un po’ di idee riguardo ciò che è successo in queste ore, nella speranza che possiate avere le idee chiare per formulare un vostro pensiero. Dal nostro lato il consiglio è sempre lo stesso, soprattutto in questo caso: cercate di essere un po’ pazienti ed aspettare qualche giorno. Nel bene o nel male, avrete un’idea completa di cosa aspettarvi da Borderlands 3.




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