Oddworld Stranger’s Wrath per Nintendo Switch – Recensione

Un piccolo classico dell'era a 128-bit rivive sulla piattaforma ibrida di Nintendo.

RECENSIONE
A cura di Marcello Paolillo - 16 Marzo 2020 - 10:06

Sono trascorsi quindici anni da quando Oddworld: Stranger’s Wrath approdò sulla prima Xbox. Un titolo, quello realizzato dai ragazzi del team di sviluppo americano di Oddworld Inhabitants, che abbandonava il suo protagonista storico Abe, proponendosi come un vero e proprio parallelo alla saga del simpatico – e un po’ sfortunato – Mudokon. Impostato come un’avventura dalle tinte western, il gioco riuscì a ritagliarsi il giusto grado di visibilità, tanto che negli anni fu poi convertito per una moltitudine di piattaforme differenti (si va infatti da PS3, passando per PS Vita e PC). Difatti, dopo il mezzo passo falso di Munch’s Oddysee, la saga aveva bisogno di ritornare in auge. Quale miglior modo se non quello di gettarla nelle polverose lande del selvaggio west?

Oddworld Stranger’s Wrath per Nintendo Switch – Recensione

Il buono, il brutto e… lo Straniero

Disponibile da poche settimane anche per console Nintendo Switch, Stranger’s Wrath si ripropone come il riuscito ibrido tra un classico adventure in terza persona con elementi platform, unito a meccaniche tipiche degli sparatutto in soggettiva. Chiunque abbia provato il gioco nelle sue precedenti iterazioni, si sentirà subito a casa: il misterioso Straniero deve farsi strada armato di balestra in un mondo decisamente poco ospitale, un Far West in salsa Oddworld popolato da strane creature e banditi pronti a farci la pelle.

Il nostro scopo, infatti, sarà quello di metterci sulle tracce di alcuni fuorilegge sparsi nei vari angoli della regione, con l’obiettivo di catturarli – vivi o morti – e di incassare così un bel gruzzoletto di Moolah (la moneta sonante del mondo di Oddworld).

Oggi come ieri, il protagonista possiede una sola arma, la balestra, equipaggiabile con alcune speciali munizioni da recuperare sul terreno di gioco. Si tratta, infatti, di piccole creature viventi, ognuna delle quali dotata di un’abilità o caratteristica specifica. Gli scoiattoli esca serviranno infatti per tendere trappole ai nostri nemici, attirandoli in un punto specifico, così come i ragni riusciranno ad immobilizzare le prede grazie alla loro tela. E ancora, api, formiche e degli strani (e famelici) roditori. Insomma, parliamo una gamma di nove tipi diversi di munizioni, tutte utili al nostro bounty hunter.

Lo sai che la tua faccia assomiglia a quella di uno che vale 2000 dollari?

Al netto della sua anzianità (parliamo infatti di un gioco vecchio di almeno due generazioni), Stranger’s Wrath riesce a difendersi ancora piuttosto bene, grazie anche e soprattutto ai vasti scenari di gioco, piccoli ritocchi grafici e l’illuminazione generale (decisamente migliore rispetto al passato). Pollice in su anche per i 60 fotogrammi al secondo costanti, oltre alla compatibilità con il giroscopio di Switch. Peccato solo per un level design piuttosto elementare e un gameplay generale che – seppur alternando sapientemente fasi sparatutto ad altre tipicamente platformiche – non sembra brillare mai veramente come dovrebbe.

Oddworld Stranger’s Wrath per Nintendo Switch – Recensione

Oddworld Stranger’s Wrath è quindi una conversione più che dignitosa di un gioco piacevolmente “alternativo”: sicuramente non parliamo del miglior capitolo della saga, ma neppure del più deprecabile o insulso. Forse, se si fosse optato magari per la realizzazione di un remake vero e proprio, piuttosto che di una semplice remastered in alta definizione per Switch di un gioco ormai lontano – per non dire lontanissimo – dagli alti standard attuali, le cose sarebbero potute andare anche decisamente meglio di così.

+ Oddworld è sempre Oddworld
+ Ottimo mix tra sparatutto e platform
- Poche novità rispetto alla versione originale
- Sente il peso degli anni

7.0

Quindici anni non sono pochi, nonostante Oddworld Stranger’s Wrath faccia di tutto per farsi apprezzare su una console piacevolmente genuina come Nintendo Switch. Un buon comparto grafico e un discreto sistema di controllo – oltre ovviamente a un look western popolato da creature strampalate in perfetto stile Oddworld – faticano però a camuffare una certa “vecchiaia” di fondo, nonostante il suo essere un ibrido tra FPS e platform in terza persona funzioni ancora piuttosto bene. Provatelo, potrebbe comunque sorprendervi.




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