Oddworld: Munch’s Oddysee, il tripedonte ci riprova su Switch – Recensione

Abe e Munch tornano in azione, ma non tutto è andato per il meglio.

RECENSIONE
A cura di Marcello Paolillo - 14 Maggio 2020 - 16:00

Nel lontano 2001, sulla prima Xbox, vide la luce Oddworld: Munch’s Oddysee, la nuova avventura creata da quei geniacci di Oddworld Inhabitants, già autori di due tra i più acclamati puzzle platform usciti in epoca 32-bit, vale a dire Oddworld: Abe’s Oddysee (uscito per PlayStation e PC nel 1997) e Oddworld: Abe’s Exoddus (apparso solo un anno dopo, nel 1998). Convertito in seguito con una riedizione HD su PlayStation 3, PC, PlayStation Vita, iOS, Android e Mac, il gioco era il primo, vero tentativo della serie di approcciarsi a un vero 3D, mantenendo intatte le qualità dei due giochi precedenti.

Il risultato fu decisamente inferiore alle aspettative (vuoi anche per un utilizzo piuttosto pasticciato della tridimensionalità, che mal si sposava con l’enigmistica ambientale tipica della serie di Sherry McKenna e Lorne Lanning, tanto che solo con Oddworld Stranger’s Wrath – uscito poco tempo più tardi – la serie riguadagnò l’attenzione che meritava, anche e soprattutto da parte della stampa specializzata.

Ora, grazie a un accordo firmato con il publisher francese Microids, la bizzarra avventura di Munch e Abe arriva anche in versione Nintendo Switch. Sarà bastata questa edizione per la piattaforma ibrida a ridare lustro e spessore al più sfortunato tra i capitoli della saga di Oddworld?

Oddworld: Munch’s Oddysee, il tripedonte ci riprova su Switch – Recensione

Riprovaci, Munch!

Meglio dirlo subito: Oddworld Munch’s Oddysee non presenta nuovi contenuti di alcun tipo, proponendosi di fatto come un porting diretto dell’edizione ad alta definizione uscita diversi anni fa. Come accennato poche righe più in alto, è il primo titolo della serie a offrire una veste grafica tridimensionale, oltre a essere il primo Oddworld nel quale è possibile controllare di fatto due personaggi ben distinti, ciascuno con abilità peculiari e switchabili – è proprio il caso di dirlo – in qualsiasi momento, con la semplice pressione di un tasto. Abe – protagonista storico dei due episodi originali – e la new entry Munch (un cosiddetto tripedonte) hanno come obiettivo principale quello di salvare quanti più mudokon possibili, risolvendo vari enigmi e rompicapo.

L’edizione Switch è quindi in tutto e per tutto identica alle precedenti: il mondo esplorabile di Mudos permetterà alla coppia di protagonisti di muoversi in lungo e in largo per le (spoglie) ambientazioni di gioco: Abe potrà correre, saltare e raccogliere determinati oggetti, cosa questa che limiterà giocoforza le possibilità offerte al giocatore. Se in Abe’s Oddysee ed Exoddus le fasi platform erano un elemento decisamente importante della struttura ludica, qui il tutto è semplificato all’inverosimile: scordatevi i geniali puzzle visti in passato, visto che per tutta la durata dell’avventura sarete chiamati a usare la vostra materia grigia sì e no tre volte. Ed è un vero peccato, considerando le potenzialità.

Resta la possibilità di prendere possesso del corpo dei vari nemici, con l’obiettivo di spingerli verso una trappola o usarli per aprirsi un varco. A tal proposito sarà fondamentale raccogliere quanti più semi Spooceshrubs sparsi per la mappa, distinguibili dal loro caratteristico colore verdastro, utili – per non dire essenziali – all’utilizzo delle abilità magiche del mudokon (oltre che per consentire l’apertura di determinate porte e cancelli).

Un’avventura… a metà.

Anche Munch potrà usare questi frutti sparsi qua e là per le foreste di Mudon, visto anche che grazie a un’antenna posta sopra la sua testa, il piccolo tripedonte potrà controllare a distanza vari macchinari elettronici (come robot o gru), oltre a potere utilizzare una piccola sedia a rotelle per aumentare la propria velocità. Anche le superfici d’acqua non saranno un problema, visto che il nuoto sembra essere una caratteristica vincente del piccolo protagonista. Due protagonisti, due eroi, sensibilmente differenti tra loro: un po’ un peccato quindi che Oddworld Inhabitants non abbia pensato di dare maggiore importanza alla cooperazione tra i due, magari con un’enigmistica che desse maggiore risalto alle abilità della coppia.

Così com’è, i puzzle saranno infatti asfissiati da una ripetitività di fondo, cosa questa che si ripercuote inevitabilmente anche sul level design del gioco, piatto e senza alcun guizzo creativo: oggetti messi a caso, un’IA avversaria mai troppo sveglia e più in generale una mediocrità generale che l’universo di Oddworld non si merita. Senza contare che anche quel retrogusto leggermente gore con venature new age, che tanto è piaciuto ai fan dei primi due capitoli della serie, in Munch’s Oddyssee è quasi del tutto assente.

Oddworld: Munch’s Oddysee, il tripedonte ci riprova su Switch – Recensione

Nonostante l’alta definizione e la maneggevolezza di una console performante come Switch, il lavoro svolto con il porting del titolo è a malapena sufficiente. Il mondo di gioco, così come i buffi personaggi che lo popolano, appaiono sempre piuttosto scarni e privi di dettaglio. Ovviamente, parlando di un gioco di quasi 20 anni fa è anche lecito soprassedere su alcuni difetti, ma considerando che con Stranger’s Wrath l’opera di ammodernamento ci è parsa sicuramente più convincente (oltre al fatto che il gioco è migliore sotto quasi tutti i punti di vista), sarebbe stata cosa buona e giusta proporre un titolo che non puzzasse di vecchio lontano un miglio. Si salva in extremis il comparto audio, con un doppiaggio surreale (in lingua inglese) che ben si sposta con l’atmosfera grottesca – e un po’ malata – dell’universo di Oddworld.

Insomma, nonostante faccia comunque piacere essere riusciti a mettere mano su una nuova avventura della serie su Switch, sorprende come gli sviluppatori abbiamo scelto di convertire il capitolo meno riuscito della serie, piuttosto che dare spazio magari al remake ufficiale in HD del primo capitolo della saga, vale a dire il notevole Oddworld: New ‘n’ Tasty!. La speranza, seguendo anche il classico «del non c’è due senza tre»,  gli Inhabitants decidano di rispolverare in futuro esperienze più intense e memorabili rispetto alla soporifera avventura di Abe e Munch.

+ Abe e Munch sono una coppia piuttosto divertente...
- ... se non fosse per la mediocrità generale.
- Tecnicamente blando.
- Ripetitivo e ridondante.

5.5

Oddworld: Munch’s Oddysee su console Nintendo Switch è un titolo che replica in maniera piuttosto goffa e imperfetta le meccaniche da platform puzzle dei capitoli 2D della serie, non brillando sotto nessun punto di vista. Ad eccezione della simpatia dei protagonisti, di un’atmosfera piuttosto stramba e pervasa dalla tradizionale comicità agrodolce che da anni caratterizza la serie di Oddworld, l’avventura di Abe Munch per la piattaforma ibrida è un gioco invecchiato piuttosto male, che già ai tempi della sua uscita originale non sorprese per chissà quali trovate ludiche o narrative. Sarà per la prossima volta, forse.




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