Ubisoft punta tutto su The Division 3 per riconquistare il mercato degli looter shooter, e le prime dichiarazioni dal team di sviluppo suggeriscono ambizioni che vanno ben oltre il semplice sequel.
Julian Gerighty, executive producer del franchise presso Massive Entertainment, ha definito il progetto "un mostro" in fase di realizzazione, paragonandone il potenziale impatto a quello del primo capitolo, che nel 2016 frantumò ogni record di vendite per la casa francese.
In un momento delicato per Ubisoft, segnato da chiusure di studi e ristrutturazioni profonde, questo titolo rappresenta una scommessa cruciale per il futuro dell'azienda nel segmento multiplayer online.
Il riferimento al capostipite della serie non è casuale. Tom Clancy's The Division debuttò all'E3 2013 con uno dei trailer più discussi della manifestazione, generando un hype raramente visto per una nuova IP.
Dopo diversi rinvii, il gioco arrivò nei negozi l'8 marzo 2016, stabilendo nuovi benchmark commerciali per Ubisoft e definendo gli standard del genere looter shooter in ambito PvPvE.
The Division 2, uscito nel 2019, non riuscì a replicare l'impatto del predecessore al lancio, pur mantenendo una solida base di giocatori nel tempo grazie a un supporto post-lancio costante.
Durante il New Game+ Showcase 2026, Gerighty ha fornito un aggiornamento breve ma significativo sullo stato dei lavori: "The Division 3 è in produzione, non è un segreto. È stato annunciato. Si sta configurando come un mostro. Non posso dire molto di più. Ma qui dentro, tra le mura di Massive, stiamo lavorando duramente su qualcosa che penso avrà lo stesso impatto di Division 1".
La pressione su Massive Entertainment è palpabile. Lo studio svedese ha recentemente attraversato una fase turbolenta, introducendo due mesi fa un controverso "programma di transizione di carriera volontaria" che ha sostanzialmente chiesto ai dipendenti di candidarsi per essere licenziati.
La mossa faceva parte di una riorganizzazione volta a concentrare le risorse sul franchise The Division e sul motore grafico proprietario Snowdrop.
Il contesto è quello di una Ubisoft in profonda ristrutturazione, con molteplici chiusure di studi e ondate di licenziamenti che hanno scosso l'industria negli ultimi mesi.