I videogiochi accelerano in Italia: ecco startup vincitrici del progetto gaming di Microsoft, OGR Torino e 34BigThings

Il progetto Quickload powered by OGR Torino entra nel vivo: supporterà sei idee a tema gaming, con Microsoft e 34BigThings.

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a cura di Redazione SpazioGames

Quickload powered by OGR Torino è entrato nel vivo per far fare un balzo in avanti al mondo videoludico anche in Italia: parliamo, infatti, del primo programma di accelerazione 4.0 italiano, che apre le porte alle startup europee legate al mondo del gaming.

Il progetto, realizzato con 34BigThings e con il supporto di Microsoft e il suo ID@XBOX (che aiuterà l'iniziativa con 100.000 dollari), permette agli sviluppatori indipendenti di presentare le loro idee relative al mondo dei videogiochi, promuovendo così l'innovazione e i nuovi talenti.

A vincere, con le loro idee, un percorso di mentorship personalizzazione, che metterà loro a disposizione gli strumenti e le risorse utili per portare avanti la loro idea e costruirvi intorno il loro business, sono stati Deep MonolithDigitaly ArtsDragonkin StudiosDramatic IcebergMash&CoNovis Games.

Come ci viene spiegato nella nota ufficiale che accompagna l'annuncio, «la valutazione dei candidati è stata affidata a una commissione internazionale, composta da esperti nominati da OGR Torino, 34BigThings e Microsoft, che a conclusione di un lungo e attento processo di analisi, ha selezionato 6 tra le oltre 40 startup provenienti da tutta Europa sottoposte all’attenzione della giuria. Numerosissime le tecnologie utilizzate, le ambientazioni, i generi e i valori che hanno ispirato i team di lavoro vincitori del progetto, e composti da un numero di membri e collaboratori che va dalle 3 alle 22 unità».

Ci viene anticipato anche qualche dettaglio sulle idee videoludiche che hanno permesso alle startup di conquistare le attenzioni di OGR, Microsoft e 34BigThings:

«Si parte con l’idea di Deep Monolith, startup torinese, che trova ispirazione in un gioco caratterizzato da una forte componente narrativa e dinamiche multiplayer, con un modello innovativo basato sulla blockchain con l’obiettivo di creare modi nuovi di giocare unendo diverse idee e generi differenti; atmosfera survival horror e narrativa in terza persona per la startup avellinese Digitaly Arts che, con il suo progetto Moon Plague, propone un gioco di esplorazione e azione ambientato in una suggestiva e futuristica stazione lunare.

Si prosegue con il team di Dragonkin Studios, proveniente da Siracusa, che porta in Mongrels Arena il desiderio di realizzare un RPG basato sul combattimento con elementi tipici del gioco di ruolo, muovendosi in un’arena le cui caratteristiche cambiano dinamicamente in ogni partita, rendendo quindi l’esperienza di gioco sempre nuova.

Racoonie: Legend of the Spirits è invece il nome del progetto della startup torinese Dramatic Iceberg, composta da un gruppo affiatato di ex-studenti con il desiderio di omaggiare i grandi RPG del passato che hanno fatto scaturire in loro l’amore per i videogiochi durante l’infanzia, cercando di migliorare e crescere all'interno del mercato italiano».

C'è tanto spazio anche per la diversità e l'inclusione nelle esperienze ludiche, nelle idee che saranno sviluppate:

«Trasmettere valori come l'inclusione, la diversità, l'empatia, l'ecologia e il patrimonio culturale a bambini e famiglie, con lo scopo di coltivare il pensiero critico e l'intelligenza emotiva, è invece l’obiettivo di Super Sofia, a cura della squadra Mash&Co di Taormina.

Inclusione, impatto sociale e accessibilità sono, infine, i valori che hanno ispirato il team torinese di Novis Games il quale, con l’omonimo progetto, desidera creare un ecosistema di gioco per consentire agli sviluppatori di dar vita a contenuti fruibili da persone non vedenti, ipovedenti e vedenti attraverso l’integrazione con un software proprietario tramite una serie di plugin accessibili gratuitamente».

Rimaniamo ora in attesa di vedere come evolveranno le idee di tutti questi creativi nostrani, che diranno la loro in un mercato che, essendo sempre più grande, non può che fare tesoro della pluralità degli autori e delle loro vene creative.

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