Bit Reactor ha cominciato a richiamare gli sviluppatori sospesi dal lavoro prima dell'uscita di Star Wars Zero Company. Secondo le informazioni emerse, il numero dei dipendenti nuovamente retribuiti ha raggiunto oltre la metà dell'organico precedente alle sospensioni. Il dato riguarda il personale complessivamente a libro paga dello studio, senza indicare quanti dei lavoratori coinvolti siano stati richiamati.
Le sospensioni avevano interessato la maggior parte del personale a ridosso del debutto del gioco. Soltanto un piccolo gruppo di sviluppatori aveva continuato a ricevere lo stipendio, rimanendo operativo per intervenire sugli eventuali bug immediatamente successivi al lancio. Una parte dei colleghi è tuttora sospesa senza retribuzione.
Il CEO Greg Foertsch ha affrontato la situazione in un messaggio pubblicato sui canali social della società. Il dirigente ha attribuito la decisione a sviluppi aziendali inattesi e fuori dal controllo dello studio, descrivendo come estremamente difficile la scelta di chiedere ai membri del team di allontanarsi dal lavoro così vicino all'uscita.
Foertsch ha spiegato che quella misura era stata ritenuta necessaria per poter arrivare a richiamare più persone possibile. Nel messaggio ha inoltre espresso il proprio legame con la squadra e l'orgoglio per quanto realizzato insieme, accompagnando l'aggiornamento sul personale con un riconoscimento del lavoro svolto dagli sviluppatori.
Il dirigente ha ringraziato i giocatori per la risposta al lancio e per il sostegno ricevuto durante il percorso dello studio. Ha anche annunciato che saranno condivisi altri aggiornamenti su Bit Reactor e sul gioco, senza associare alla comunicazione una data precisa per i prossimi interventi pubblici.
L'esistenza delle sospensioni era diventata pubblica attraverso una causa in corso tra Foertsch e Alison Kelly, ex direttrice operativa della società. La vicenda del personale era quindi emersa nell'ambito di un contenzioso che coinvolge due figure della dirigenza dello sviluppatore.
Kelly accusa Foertsch di averla estromessa dall'azienda. Al centro della controversia c'è la questione della sua eventuale posizione di comproprietaria dello studio: il procedimento dovrebbe arrivare a processo nel 2027. Si tratta di un'accusa avanzata dall'ex dirigente nell'ambito della causa, non di un accertamento giudiziario.