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Nintendo Switch OLED | Recensione – Una botta di vita

Nintendo Switch non ha un’erede ma una sorella a suo modo maggiore: abbiamo passato un po’ di giorni con Switch OLED e vi raccontiamo com’è andata

Nintendo Switch OLED è una botta di vita. Potevamo usare frasi a effetto varie ed eventuali per aprire questa recensione, ma troviamo che questa espressione riassuma pienamente quanto tenti di fare la nuova versione della console di casa Nintendo.

Nuova versione che, vale la pena ricordarlo, non cambia nulla in termini di potenza di calcolo: su Switch OLED i giochi girano come su Switch. È diverso il modo in cui si presentano, il punto di contatto tra virtuale e reale rappresentato dallo schermo. Non cambia tutto il resto. O, almeno, quasi tutto il resto.

Abbiamo ricevuto la nostra OLED redazionale direttamente da Nintendo e, approfittando anche del doverci avventurare in Metroid Dread, abbiamo passato un bel po’ di ore in compagnia della nuova nata, scoprendo che ha un’anima che si presta sorprendentemente bene al giocare in portabilità, nonostante il peso e le generose dimensioni rispetto, ad esempio, a una Switch Lite appositamente progettata per l’uso on the go.

Il primo impatto con OLED: design

Non ci sono sorprese o sconvolgimenti, quando si apre Switch OLED, che si presenta in una scatola di dimensioni contenute e dal design verticale. 

Nella confezione trovate:

  • 1 x Nintendo Switch OLED
  • 1 x cavo di alimentazione
  • 1 x cavo HDMI
  • 1 x Joy-Con Grip
  • 2 x Joy-Con (del colore scelto, nel nostro caso bianchi) con set laccetti
  • 2 x Joy-Con 
  • 1 x base dock per ricarica e collegamento alla TV.

https://www.youtube.com/watch?v=Ll05T7V8Y-M&ab_channel=SpazioGames.it

 

Nel nostro caso, abbiamo ricevuto OLED nella nuova colorazione bianca e siamo rimasti colpiti dai Joy-Con perlati. È vero che, personalmente, ho un debole per le console in colorazione bianca, ma la sensazione, che rimarcheremo in tutta la recensione, è quella di avere di fronte un hardware più sopraffino e meno “giocattoloso” rispetto alla controparte standard.

Peccato che in men che non si dica uno dei nostri Joy-Con bianchi si sia macchiato quando abbiamo provato a inserire OLED sulla dock del vecchio modello, quindi vi raccomandiamo di non farlo o di non optare per il modello bianco se siete sbadati e potreste finire, in chissà quale modo, con lo sporcare ben presto i vostri Joy-Con, che in questo colore nasconderebbero ben poco la cosa.

A colpire di più è il design della dock. Elegante, con gli angoli smussati, il logo in bassorilievo per niente invadente e discreto, una fenditura curva per ospitare i cavi sul retro: la base è molto più ricercata e gradevole alla vista, e dobbiamo dire che fa un’ottima figura in una postazione da gaming ricercata, rispetto alla sorella più anziana del 2017.

Dettaglio della nuova dock di Switch OLED

Infine, il design della console. Prima di analizzarne le caratteristiche, siamo rimasti piacevolmente colpiti dal feeling del display, contornato di vetro lucido e finiture che richiamano il metallo, rispetto alla “plasticosità” che invece  caratterizzava la normale console Nintendo Switch. È soprattutto alla luce di questo che parliamo di una console che dà la sensazione di essere più adulta, quasi un modello premium negli intenti dei designer.

Insospettabilmente, anche il retro è stato migliorato, con una finitura satinata opaca che investe anche il logo della console e che abbiamo trovato più agile per l’impugnatura della console. Per dirla in termini semplici, la sensazione è che la presa scivoli leggermente meno rispetto alla finitura liscia di Switch, ma al di là del fattore puramente ergonomico l’occhio vuole la sua parte e qui l’occhio di chi ama i design più rifiniti sarà sicuramente contento.

La stessa console, ma con un OLED

Accennavamo che Switch OLED monta le stesse caratteristiche hardware della sorella più anziana, all’infuori del display OLED e di altri dettagli che vedremo a breve.

Parliamo di un display touchscreen da 7” con risoluzione 1280×720, che come ben si lega alla tecnologia OLED si fa notare per i colori estremamente vividi e per neri profondi che consentono di giocare senza troppi patemi anche, ad esempio, in scenari bui come quelli di Gone Home, dove invece si finiva con il vedersi perlopiù riflessi sulla console originale o la Lite.

 
Switch Switch OLED Switch Lite
 Display 6,2″ LCD 7″ OLED 5,5″ LCD
 Risoluzione 1280 x 720 1280 x 720 1280 x 720
 Dimensioni 102 x 239 x 13,99 mm 102 x 242 x 13,9 mm 91,1 x 208 x 13,9 mm
 Peso 297 grammi 320 grammi 275 grammi
 Archiviazione 32 GB (espandibili) 64 GB (espandibili)  32 GB (espandibili)
 Chipset Nvidia Tegra X1 Custom Nvidia Tegra X1 Custom Nvidia Tegra X1 Custom
 Connettività USB-C, jack audio 3,5 mm, microSD USB-C, jack audio 3,5mm, micro SD, porta LAN USB-C, jack audio 3,5 mm, micro SD
 Batteria Tra 4,5 e 9 ore Tra 4,5 e 9 ore Tra 3 e 7 ore
 Joy-Con estraibili x
 Collegamento a TV x

La resa cromatica di mondi come The Legend of Zelda: Breath of the Wild è un piacere per gli occhi – una botta di vita, appunto – e non abbiamo notato difetti, aberrazioni o burn-in di nessun tipo, ora come ora, ma è anche vero che i giorni trascorsi prima di questa recensione non sarebbero mai stati sufficienti (e ci mancherebbe) a evidenziare quella che sappiamo essere l’altra faccia della medaglia della bellezza di tutti i pannelli OLED. 

Il burn-in, ricordiamo, è una possibilità che può capitare quando si usa uno schermo OLED nell’ordine delle migliaia di ore, ma non necessariamente. Sicuramente, le interfacce statiche di molti videogiochi potrebbero favorirlo più dell’uso di uno schermo OLED per vedere un film, ma è esattamente lo stesso discorso che si potrebbe fare per le icone delle app sugli smartphone OLED, che si poteva fare a suo tempo per PlayStation Vita e che quindi è strettamente legato non tanto a Switch OLED di per sé, quanto alla tecnologia dei pannelli a cui la console si affida.

È anche vero che Nintendo ha integrato nelle impostazioni della console una voce “Riduzione burn-in” che, se attivata, riduce automaticamente la luminosità della console dopo cinque minuti di inutilizzo, e che la trovate esattamente allo stesso modo anche sugli altri modelli di Switch.

Ovviamente, uno schermo più ampio e dalla luminosità invidiabile accende il campanello dell’allarme della batteria e della sua durata. Switch OLED monta la stessa batteria da 4310mAh del modello standard: se già in quel caso, a seconda del gioco, la durata non era stupefacente, qua rimaniamo più o meno sulla stessa soglia con poche oscillazioni.

Con un gioco come Metroid Dread, ad esempio, la batteria richiede urgentemente la carica dopo un periodo compreso tra le tre le quattro ore di gioco (raggiungibili solo se siete in una stanza buia e avete la luminosità dello schermo non al massimo). Non si tratta di un cambiamento notevole rispetto alle performance della batteria su Switch standard, anche perché nominalmente uno schermo LCD consuma di più per via della sua retroilluminazione – ma questo è molto più grande della controparte su Switch.

In altre parole, però, almeno in questo caso gioverete della dark mode dell’interfaccia di Switch: gli schermi OLED, vi ricordiamo, non devono far filtrare una retroilluminazione e per rendere il nero, semplicemente, spengono quella parte di schermo.

Cos’altro cambia in Switch Modello OLED

Quando presentò Switch OLED, Nintendo sottolineò una nuova dotazione per audio stereo e dobbiamo dire che siamo rimasti piacevolmente colpiti. L’audio, alzando il volume, è tonante e cristallino, e si percepisce abbastanza nitidamente il doppio canale.

La novità che però si fa notare di più nell’uso effettivo, al di là del display, è sicuramente il nuovo stand posteriore. Switch aveva una semplice “gamba” che era possibile estendere dalla parte posteriore, per poggiarla in modalità tavolo, mentre Switch OLED ha uno stand che si estende per tutta la sua lunghezza e che può essere inclinato a piacimento.

Il risultato è che, per fare un esempio, abbiamo giocato con Switch a letto e Joy-Con scollegati semplicemente poggiandocela sulle gambe, perché il nuovo stand permette di tenerla inclinata il giusto lungo tutta la sua lunghezza – laddove con la gambetta singola di Switch la console si sarebbe ribaltata in una superficie irregolare.

Può sembrare una novità di poco conto, ma aggiunge comodità per chi è solito giocare soprattutto lontano dalla TV e si rilassa di più tenendo le braccia basse, un Joy-Con in ogni mano, mentre la console è poggiata stabilmente.

https://www.youtube.com/watch?v=N8BXsSkdq3U&ab_channel=SpazioGames.it

Lo stand su standard e su OLED

Cambia anche lo spazio di archiviazione interno: se su Switch avevamo 32 GB espandibili, qui abbiamo 64 GB espandibili, pensati per chi scarica tanti giochi e vuole avere più tempo prima di dover correre ai ripari con una micro SD extra. Una scelta che abbiamo apprezzato e che si spiega da sola, senza troppi commenti.

Infine, tra le novità tecniche, che non coinvolgono i Joy-Con (sono esattamente gli stessi di sempre, con anche gli stessi difetti) troviamo anche una porta LAN per la connessione a internet sulla dock. 

Di certo, il suo uso è raccomandato a chi gioca competitivamente a giochi come Splatoon 2 o Mario Kart 8 Deluxe, ma francamente non ci sentiamo di dire che sia questo il motivo di acquisto che potrebbe spingere un utente a scegliere OLED rispetto alla standard. 

Tutte le altre specificità, infatti, sono votate al gioco handheld, e comprare OLED per lasciarla nella dock in modo da approfittare dell’ethernet sembrerebbe quasi una contraddizione. Un comodo plus, questo sì, il motivo principale dell’acquisto, questo nella nostra esperienza immaginiamo di no.

Nintendo Switch OLED in colorazione bianca nella sua base

Giocare con Switch OLED

Nintendo Switch OLED sembra vivere di una doppia anima: la console ha un display più bello, ma di cui approfitterete solo a patto di non usarla collegata alla TV, ma per ospitarlo aumenta il suo peso.

Lo fa di poco, è vero (320 grammi rispetto a 297 della standard e ai 275 della Lite) e dobbiamo dire che console alla mano non abbiamo accusato particolare stanchezza anche in sessioni di gioco molto lunghe. 

In sintesi, insomma, OLED ha la sua novità migliore votata al gioco in portatile, ma per poterla proporre si rende meno portatile e sicuramente non sarà la soluzione scelta da chi stava soppesando la maneggevole Lite. 

Di contro, il suo stand posteriore e la dock migliorata la rendono la soluzione premium per chi, invece, era orientato sul modello standard, perché seppur non cambino le performance effettive questo modello la supera un po’ in tutto – design, grip, resa del display.

Con la nuova base, sicuramente OLED fa un'ottima figura in qualsiasi postazione da gaming

Sembra lecito, allora, aspettarsi un futuro in cui l’originale Switch diventi a suo modo un oggetto del passato, con OLED che potrebbe imporsi come il nuovo modello ibrido e con Lite ad affiancarla come l’economica variante per chi gioca solo in portatile. Al momento, infatti, se non avete nessuna Nintendo Switch non c’è nessun motivo per cui dobbiate optare per la standard anziché per il modello OLED.

Se, invece, avete già una standard, è curioso che OLED riesca anche nel verso opposto – perché come disse Nintendo stessa non c’è nessun motivo per cui dobbiate cestinare la standard in favore della OLED, se non per approfittare dello stand più comodo e del bel display. L’assenza ampiamente preannunciata di rivoluzioni, però, rende questa decisione anche più soggettiva di quanto sarebbe già di solito.

Se preferite una versione di Nintendo Switch votata al gioco portatile, allora potete risparmiare acquistando la maneggevole Lite.

Nintendo Switch Modello OLED

Piattaforme: switch
Nintendo Switch OLED è come quelle pennellate di sfumature finali a un quadro che andava già bene prima. La nuova variante delle console non cambia l’hardware sotto la scocca, evitando frammentazioni nella libreria ludica come fu ai tempi di New 3DS, ma si prodiga di affinare tutto quello che c’è sopra, a partire dal display, dallo stand e passando per l'archiviazione. Il risultato è una console che dà la sensazione di essere a suo modo più ricercata nelle finiture, ma che in assenza di rivoluzioni è sia quella a cui dovrebbero guardare i nuovi utenti, sia un upgrade di cui chi possiede Switch non ha strettamente bisogno, a meno di non volere fortemente un (bellissimo) display OLED come finestra da cui affacciarsi sui mondi virtuali di casa Nintendo.

Pro

  • Molto più elegante e sofisticata, al tocco, dell’originale
  • Display OLED piacevole e ipnotico
  • L’audio stereo effettivamente si fa sentire
  • Il nuovo stand posteriore è molto più comodo del vecchio

Contro

  • Con sorpresa di nessuno, non vuole rivoluzionare nulla rispetto a Switch
  • Se la scegliete in colorazione bianca, attenti perché può tendere a macchiarsi facilmente