Nintendo Labo VR Kit Recensione | La realtà virtuale secondo Nintendo

Il giocare viene prima di tutto

Recensione
A cura di Valentino Cinefra - 12 Aprile 2019 - 4:44

La magia di Nintendo Labo è ormai nota, e non serve certo questo quarto kit, il Toy-Con 4, per dimostrarci quanto l’idea di mescolare il gaming a delle periferiche di cartone costruite dal giocatore stesso sia brillante per inventiva e capacità di divertire. Probabilmente Labo non sarà mai l’esperimento più remunerativo della Casa di Kyoto (di fatto i dati di vendita non sono noti), ma resterà per sempre l’emblema di quella Nintendo che continua ad osare e fantasticare, forte soprattutto di una Nintendo Switch sugli scudi in termini di successo. La stessa azienda che, facendo l’ingresso nel mondo della realtà virtuale, non poteva che farlo a modo suo: ovvero con Labo VR Kit.

La formula è sempre la stessa per quanto riguarda il kit completo che abbiamo avuto modo di provare (esiste una seconda versione con il solo blaster come accessorio, oltre al visore): un software in grado di interagire con una serie di strumenti di cartone da costruire. Sono sei, compreso il visore che strizza l’occhio a Google Cardboard: il citato blaster, una macchina fotografica, un cigno e la proboscide di un elefante. In aggiunta è possibile costruire altri due mini-gadget, un pedale ed una girandola, che per complessità costruttiva sono decisamente inferiore agli altri, ed allo stesso modo i minigiochi ad esso dedicati rappresentano più un fugace passatempo che altro.

Nonostante non ci si possa aspettare chiaramente la complessità degli altri visori VR sul mercato, perché di fatto Labo VR Kit rappresentano delle lenti che vanno a simulare la realtà virtuale sullo schermo di Switch, dobbiamo dire che la realtà virtuale di Nintendo ci ha convinti abbastanza. A patto di avere ben chiaro in mente a chi si rivolge e cosa rappresenta: un ingresso nel mondo della realtà virtuale per un pubblico giovane e/o giovanissimo.

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Monta, Gioca, Scopri

La filosofia di Labo VR Kit è altresì la stessa, basata sul trittico di esperienze portanti di ogni kit Labo: Monta, Gioca, Scopri. Gli approfonditi (a volte anche troppo, ma nell’ottica di un bambino va benissimo essere un po’ pedanti ma chiari) tutorial di costruzione guidano il giocatore, giovane o adulto che sia, nel processo di creazione delle meravigliose costruzioni. “Meraviglia” non è un termine che usiamo con leggerezza, perché quando si apprende con mano come siano stati pensati i Toy-Con a livello ingegneristico non si possono non definire diversamente. Il blaster, pezzo inevitabilmente forte del kit, richiede fino a 180 minuti di tempo per essere costruito sulla carta (noi, adulti con una manualità buona, ne abbiamo impiegati 150 circa), e gli altri si attestano poco sotto, nell’ordine dell’ora l’uno, almeno.

Una volta completato, al di là dell’ovvio senso di soddisfazione, si ha in mano un oggetto sorprendentemente solido che, come al solito, non fa uso di colla ma solo di sapienti incastri e, quando serve, elastici. Davvero soddisfacente è anche l’effetto della carica sotto alla canna, con relativo pulsante per lo sparo, che in generale restituisce il feeling di un fucile giocattolo imponente e pesante. Anche gli altri oggetti sono ben fatti, confermando la qualità elevata dei materiali con cui i kit Labo vengono costruiti, ma il blaster è decisamente su un livello superiore.

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Ognuno dei Toy-Con sblocca un gioco principale per così dire, più una serie di minigiochi a tema. In totale sono più di sessanta, e solo in pochi casi vanno oltre l’esperienza fugace. Giusto i giochi principali di ogni Toy-Con offrono un’esperienza più interessante, con tanto di livelli ed extra da sbloccare. Come detto nell’introduzione il Labo VR Kit non vuole essere un prodotto su cui passare ore ed ore di gioco, e lo si capisce subito anche la prima volta che si indossa il visore. La risoluzione è molto bassa, in alcuni casi con delle scritte quasi illeggibili ma, nonostante ciò, il fatto di avere degli oggetti fisici (in alcuni casi anche generosi come dimensioni e peso) in mano aiuta a sostenere il coinvolgimento e superare le criticità a livello tecnico.

Con il visore non viene rilevato ovviamente il movimento nello spazio, ma la visuale è a 360°, anche se sfortunatamente non è previsto nessun supporto con la testa, pertanto quando si gioca con i minigiochi dedicati al solo visore (perché gli altri Toy-Con servono a supportarlo meglio) prevale subito la stanchezza del dover tenere sempre una mano impegnata a sorreggere le lenti. E non solo, perché quando si usa un solo Joy-Con con l’altra mano le cose peggiorano ulteriormente. Anche per questo, ribadiamo come Labo VR Kit non sia adatto per sessioni medio-lunghe di gioco, ma è perfetto invece per far coinvolgere nella realtà virtuale chiunque, in velocità e senza grossi vincoli. Piccole esperienze che nonostante tutto fanno sussultare per un attimo, divertire e sorridere soprattutto chi magari non è troppo avvezzo al mondo videoludico, anche se pure i giocatori più scafati troveranno il loro momento di sano divertimento nel fingere di dipingere nell’aria, nell’andare in cerca di uccelli da fotografare, o nell’abbattere miriadi di alieni in uno shooter su binari.

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Quando Labo sale in cattedra

L’ultima sezione, Scopri, è quella che ci ha sorpreso di più. Labo VR Kit infatti fa una cosa tanto semplice, quanto complessa nella realizzazione. Questa sezione è una corposissima enciclopedia dedicata al visore, ad ogni Toy-Con, ed ogni minigioco. Ognuno di questi elementi viene spiegato nei minimi dettagli, dalla costruzione di ogni giocattolo di cartone al funzionamento dei minigiochi, con tanto di trucchi e piccoli segreti di gameplay (alcuni di questi davvero brillanti). Per chi magari ha l’ingegneria nel sangue e vuole modificare un Toy-Con, la sezione Scopri fornisce tutti gli strumenti per capire come funziona tutto quanto.

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E non solo, perché anche la parte creativa è stata enormemente curata. Ci sono tanti suggerimenti sul come decorare i propri Toy-Con, dalla pura estetica agli strumenti più adatti da usare, quali colori o adesivi sono più indicati per il cartone di Labo, e così via. Ancora una volta, i creativi e gli amanti del bricolage, che siano adulti o giovani aspiranti artisti, avranno davvero di che lavorare e divertirsi. A questo proposito ci permettiamo di fare un piccolo consiglio per gli acquisti. Come detto esistono due kit per la realtà virtuale, quello completo che abbiamo analizzato, e quello con visore più blaster solamente. Il kit più esiguo viene commercializzato a circa quaranta euro, mentre il kit completo a circa il doppio. Ottanta euro possono sembrare molti, ne conveniamo, ma in termini di quantità dei prodotti al suo interno, ma soprattutto per la longevità che in mano alle giuste persone Labo VR Kit può arrivare a garantire, ci sentiamo di consigliare il kit completo sotto ogni punto di vista.

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Infine, insieme ai tantissimi minigiochi ed il banale tempo speso a montare ogni kit che rappresenta comunque un’esperienza divertente ed appagante, anche da fare in famiglia, Labo VR Kit propone ancora una volta la modalità Garage. Per chi non conoscesse l’argomento in questione, si tratta di una sezione in cui si può programmare letteralmente il proprio gioco o esperienza. Ovviamente, in questo caso si aggiunge un secondo Garage, interamente dedicato alla realtà virtuale, uno strumento davvero ben fatto che permette anche di poter muovere le proprie creazioni in uno spazio 3D per analizzarle meglio, proprio come farebbe una versione light di un software di programmazione.

+ Materiali superlativi, alcuni Toy-Con sono piccole opere d’arte
+ Tanti giochi e cose con cui divertirsi
+ Reparto creativo con possibilità potenzialmente infinite
- Realtà virtuale modesta dal lato tecnico
- Buona parte delle attività sono poco più che tech demo

L’approccio con Labo VR Kit è soddisfacente, perché riesce a creare un’esperienza di realtà virtuale immediata, facile, giocosa e senza tutta quella complicatezza tipica degli altri visori. Certo, la realtà virtuale di Nintendo paga il pegno di una realizzazione tecnica modesta, e di giochi che rappresentano poco più che dei passatempi fugaci, con rari picchi di esperienze leggermente più durature. Quindi, possiamo dire che è esattamente ciò che ci potevamo aspettare dall’annuncio ad oggi, il matrimonio tra la magia di Labo, la perizia di Nintendo nel saper far divertire genuinamente chiunque, e le potenzialità della realtà virtuale in termini di “effetto wow”.




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