My Friend Pedro, una faccenda di proiettili e potassio

Provato
A cura di Valentino Cinefra - 23 Agosto 2018 - 0:00

Le aperture degli articoli dovrebbero essere sagaci, introspettive, oppure romantiche ed accattivanti. Ci sta, ma in questo caso non c’è modo migliore di introdurre My Friend Pedro, che abbiamo provato alla Gamescom, di citare direttamente ciò che Devolver Digital racconta al riguardo sul suo sito: “My Friend Pedro è un violento balletto che parla di amicizia, immaginazione, ed un uomo che lotta per annientare chiunque nel suo cammino per ordine di una banana senziente”. Di solito le descrizioni dei videogiochi, così come dei film o di qualsiasi altro prodotto di intrattenimento, sono distanzi dalla realtà, fin troppo evocative o comunque ruffiane, spesso. In questo caso, la descrizione è incredibilmente calzante. Ma andiamo con ordine.
My Friend Pedro, una faccenda di proiettili e potassio
My Friend Pedro, dice lo sviluppatore che ha accompagnato la mia prova, è un gioco in cui ogni volta che ti chiedi cosa stia succedendo su schermo la risposta ideale è: “Perché no?”. Un tizio si risveglia in uno scantinato con una banana parlante di nome Pedro che gli dice che deve fuggire, e nel farlo di annientare tutte le persone che si trova davanti perché sono dei tizi pericolosi e cattivi. Effettivamente, i soggetti in questione non fanno nulla per accogliere calorosamente il protagonista ma, pur promettendo uno sviluppo narrativo sensato, ciò che sappiamo del gioco è questo. Inutile dire che My Friend Pedro è uno di quei classici prodotti in cui tutto è a favore di gameplay. Siamo di fronte, infatti, ad un twin stick shooter abbastanza peculiare. La telecamera segue l’azione dal lato, ma in realtà lo shooting diventa quasi tridimensionale in un certo senso. È possibile infatti sparare, attivare un ralenti dotato di una barra di energia limitata per le sezioni più concitate, esibirsi in una piroetta per schivare i proiettili, accucciarsi e scivolare, e dividere la direzione di sparo tenendo premuto il pulsante destro per mirare in due traiettorie diverse (quando si impugnano due armi). In tutto questo c’è la possibilità di fare dei salti a muri, calciare i nemici e gli oggetti (coltelli che vanno a finire in faccia agli avversari o tavoli da ribaltare per ottenere una copertura temporanea), e l’azione di gioco diventa effettivamente un balletto macabro e sanguinolento. Ci sono anche delle chicche come la possibilità di lanciare padelle in aria per poi spararci contro e sfruttare i rimbalzi dei proiettili, oppure effettuare la stessa cosa con un cartello stradale.
My Friend Pedro, una faccenda di proiettili e potassio
Immaginate la velocità di esecuzione di Hotline Miami con le dinamiche di un platform, per intenderci. Il titolo di Dennaton Games è effettivamente un’ispirazione per My Friend Pedro anche per quanto riguarda la colonna sonora e l’ambientazione, rispettivamente musica elettronica e scenario che strizza l’occhio all’estetica vintage anni ’80. Ma il titolo a base di potassio di Deadtost non è affatto un clone di Hotline Miami, e sarebbe sbagliato definirlo in tale modo. Durante la nostra prova abbiamo visto un paio di livelli molto classici, in cui il protagonista doveva massacrare gli uomini di tale Butcher. Successivamente, però, l’azione si è spostata a bordo di un’autostrada, in sella ad una moto nera, armati di una mitraglietta Uzi, una sequenza poi finita a combattere con lo stesso Butcher ed il suo furgone da venditore ambulante di carne. Se all’inizio è tutto abbastanza lineare, col tempo bisognerà calcolare le distanze, iniziare a prevedere le mosse migliori da fare in ogni stanza, quando attivare il ralenti e per quanto tempo, come uccidere nel modo più rapido (ma sempre stiloso) possibile i nemici, e così via.
My Friend Pedro, una faccenda di proiettili e potassio
Inoltre, ci sono anche dei momenti in cui è necessario risolvere dei piccoli enigmi ambientali, come una sezione in cui sfruttare dei tavoli per superare una griglia di laser indenni, pena il finire vittima di una mitragliatrice posta a difesa (comunque distruttibile).

In termini di gameplay, la prova alla Gamescom ci ha lasciato notevolmente divertiti, perché My Friend Pedro è uno di quei giochi che vorresti portare con te ovunque. Infatti esce anche su Switch, oltre che su PC (dove l’abbiamo provato), ma è indubbio che l’accoppiata mouse e tastiera sia inevitabilmente più performante. Il titolo sarà disponibile dal 2019, e la build da noi provata è infatti risultata un po’ scarna di pulizia generale e cura per i dettagli, anche se in termini di fluidità era già molto solida con sessanta frame per secondo quasi inamovibili.


– Gameplay brillante e solido
– Colonna sonora ed atmosfera non originali, ma comunque ben inseriti
– C’è una banana parlante che vuole uccidere tutti, e si chiama Pedro






My Friend Pedro è uno di quei giochi che, alla fine di un livello, ti dà l’immancabile voto in lettere frutto del punteggio ottenuto per le uccisioni più acrobatiche, ma genera anche una GIF che rappresenta il momento migliore e permette di condividerla istantaneamente sui social network. Gameplay puro, al servizio di una storia delirante ma che, dice lo sviluppatore, avrà un senso. Quello che è certo è che My Friend Pedro è una delle produzioni più interessanti tra la lineup di Devolver Digital. Non fatevelo scappare.




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