Mutant Year Zero, la strada per il paradiso passa per le console – Recensione

Strategici a turni e console: un amore difficile, travagliato, che in quest’ultima generazione ha dato vita a pochissimi esempi memorabili, soprattutto sulla console Microsoft, quella su cui abbiamo provato Mutant Year Zero Road to Eden, gioco di strategia spuntato quasi dal nulla e già recensito dal prode Spikedani qualche giorno fa nella sua versione PC.
In questa sede offriremo un secondo parere (spoiler: siamo d’accordissimo con quanto già scritto) approfittando del codice ricevuto per testare la versione Xbox One, utilizzato sulla versione X della console di Redmond.

Mutant Year Zero Recensione Console

Apocalisse alla svedese

Basato su un gioco di ruolo da tavolo che in Italia hanno giocato in quattro (e conoscono in cinque), il prodotto sviluppato da The Bearded Ladies Consulting (un nome, un programma) ha la colpa di non sfruttare appieno l’enorme potenziale narrativo che la proprietà intellettuale originale metteva a disposizione: nonostante una premessa trita e degli sviluppi ampiamente prevedibili, la Terra post-apocalittica di Mutant prevedeva diversi elementi originali rispetto alla maggioranza dei congeneri.
Dalla presenza di animali antropomorfi al massiccio utilizzo di umorismo nero, alternato a fasi decisamente più tragiche, il materiale di partenza avrebbe permesso di cucire una storia ancora più appassionante di quella narrata in Mutant Year Zero Road to Eden, che vede Dux e Bormin protagonisti.
L’uno, un’anatra con un’insana passione per le armi a lunga gittata e l’altro un facocero incurante del dolore, che si getta a capofitto in ogni sparatoria che gli capita a tiro: questi due improbabili eroi costituiscono due quarti del team che andremo poi a controllare effettivamente, e di mestiere recuperano relitti ed oggetti della civiltà degli Antichi (che poi è la nostra, andata in malora dopo il disastro termonucleare).
Il loro bottino viene poi riportato all’Arca, un assembramento di baracche e materiali di recupero sede della parvenza di società rimasta in piedi, centro nevralgico anche delle nostre scorribande.
Presto, le loro vite comuni e tutto sommate monotone (per quanto possa esserlo vivere in un futuro post-apocalittico), saranno sconvolte da una catena di eventi imprevista, che costituirà il fulcro delle vicende narrate e farà da colonna vertebrale alla (non lunghissima) campagna principale.
Pur risultando tutto sommato piacevole, grazie a qualche scambio al fulmicotone tra i protagonisti e a un paio di NPC spiritosi e ottimamente caratterizzati, il comparto narrativo lascia comunque in bocca un certo sapore di incompiutezza, che un eventuale seguito potrebbe aiutare a spazzare via.
E, come vedremo, un seguito con un budget di gran lunga più corposo è quanto di meglio potremmo chiedere per il titolo Funcom.

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Esplorazione e battaglie

Quando si tratta di sfoderare le armi, Mutant Year Zero mostra il meglio (e il peggio) di sé: l’idea di coniugare fasi di esplorazione in tempo reale, in cui rinvenire oggetti ed armi utili al prosieguo dell’avventura, con combattimenti tattici estremamente fedeli ai canoni codificati dai due XCom di Firaxis è vincente, e aumenta non solo la varietà di situazioni in cui ci si troverà invischiati, ma anche gli approcci possibili, visto che lo stealth e la pianificazione strategica giocano fin da subito un ruolo cruciale.
Già dopo due o tre missioni di ambientamento, selezionando una delle mappe a disposizione si ha la certezza pressoché assoluta di imbattersi in nemici in soverchiante superiorità numerica, i quali, peraltro, sopravanzano spesso di un paio di livelli i nostri combattenti: se questo, da un lato, costringe ad una riflessione strategica profonda prima di ogni mappa, impedendo tassativamente un approccio in stile John Rambo, dall’altro finisce presto con l’appiattire le scelte del giocatore, costretto nella quasi totalità dei casi ad agire nell’ombra.
Ci siamo trovati a dover ricaricare il salvataggio per essere stati visti dopo aver eliminato uno solo dei nemici in maniera furtiva, dato che, pur in parità numerica, non avremmo avuto alcuna speranza di uscire vittoriosi, e questo potrebbe non piacere a tutti gli appassionati di strategici a turni in ascolto.
Una volta esaurite le cartucce da sparare in stealth, quando cioè siamo costretti dal nemico ad un combattimento faccia a faccia, Mutant Year Zero non si vergogna a pescare a piene mani dal già citato XCom, unanimemente riconosciuto come il migliore esponente del genere, e non solo su console: dalla gestione dei turni e delle coperture, passando per la possibilità di tendere imboscate ai nemici sacrificando il turno di uno o più combattenti, il prodotto Funcom dimostra di aver digerito bene tutti i fondamentali, sacrificando l’originalità in nome della funzionalità.
Dove, però, la creatura di The Bearded Ladies Consulting mostra il fianco è proprio quando scimmiotta il prodotto 2K: in battaglia, le opzioni tattiche per i giocatori sono tremendamente limitate, a causa dell’assenza di classi specifiche per i personaggi, di un armamentario sufficientemente ampio e variegato e dalla generale pochezza di abilità disponibili per i personaggi, che faticano ad uscire dal ruolo assegnato loro dal team di sviluppo.
Come già sottolineato da Spikedani in sede di recensione della versione PC, Mutant Year Zero è un titolo promettente, che diverte e riesce ad unire brillantemente esplorazione e combattimenti, ma al team di sviluppo sono mancate le risorse per ampliare tutta la parte tattico/gestionale, che si sviluppa molto poco nel tragitto dalle prime ore di gioco fino alle battute conclusive.

Mutant Year Zero Recensione

Bene su più fronti

Paradossalmente, visto che la quantità di contenuti e la profondità dell’esperienza gestionale sembrano aver risentito del budget a disposizione, tutt’altro che faraonico, la componente tecnica di Mutant Year Zero in versione Xbox One X può dirsi molto soddisfacente, sintomo di una cura per i dettagli (e per le tre versioni immesse sul mercato contemporaneamente) lodevole per un team indipendente.
Non solo non siamo incappati in problemi di natura tecnica rilevanti, come rimandi alla dashboard, freeze o cali di framerate consistenti, ma abbiamo potuto apprezzare un Unreal Engine tirato a lucido, ben sfruttato per la costruzione degli ambienti e per valorizzare un discreto comparto animazioni, limitato in ampiezza ma ben fatto in quanto a movimenti.
Da segnalare solo una manciata di compenetrazioni poligonali e rallentamenti minimi in concomitanza con i salvataggi, ma davvero nulla che meriti la matita blu.
Altra sorpresa positiva è rappresentata dalla sottotitolazione italiana, non strabiliante ma priva di strafalcioni o storture evidenti, che si accompagna ad un doppiaggio inglese di primo livello, con poco da invidiare a produzioni assai più blasonate.
Più anonima, ma assolutamente non da disprezzare, la colonna sonora, con una selezione di tracce mediamente limitata ma con spunti interessanti soprattutto durante gli scontri, dove la tensione si taglierà a fette.

+ Costringe a pianificare invece di improvvisare
+ Sistema di combattimento non originale ma funzionale
+ Diverse buone idee
+ Buone performance tecniche in versione console
- Limitato a livello strategico
- Il budget ridotto ha inciso su diversi aspetti del gameplay

7.7

La buona resa su Xbox One X e una serie di buone idee messe in campo da Mutant Year Zero Road to Eden ci fa sperare che in futuro non troppo lontano al team di sviluppo venga concesso un budget assai più consistente di quello con cui si sono trovati costretti a confrontarsi in quest’occasione.

Solo così sapremo se alcune delle limitazioni al sistema di gioco e alla personalizzazione del team di combattenti dipendono dalla pochezza di risorse o da precise scelte di game design: in ogni caso, anche nello stato attuale, e soprattutto su console, dove gli strategici di qualità latitano, il prodotto pubblicato da Funcom si merita una raccomandazione.