Recensione 3 min

Mosaic, lo specchio dei tempi moderni – Recensione

L'avventura grafica sviluppata da Krillbite Studio è un'aspra critica contro la società moderna e contro la disumanizzazione del lavoro.

Mosaic sono io che vengo invitato ad un aperitivo fra coetanei e mi ritrovo ad ascoltare discorsi su performance, task, presentazioni e clienti. La grigia avventura sviluppata da Krillbite Studio, con la sua estremizzazione, mette in evidenza il trionfo attuale del lavorismo e la vacuità delle imperterrite routine svolte in uffici spesso spersonalizzanti, un continuo rincorrere traguardi che si possono solo sfiorare e che trasformano l’uomo in un mero ingranaggio. I toni grigi, i pesanti silenzi e il ripercorrere ossessivamente sempre le stesse azioni raccontano con drammatica forza la direzione intrapresa dalla nostra società ma, proprio nel loro essere sistemiche, queste (non)meccaniche di gioco rendono Mosaic un titolo in cui è difficile trovare degli stimoli per andare avanti.

Il giorno della marmotta

Mosaic

Piattaforma:
MOBILE, PC
Genere:
avventura-grafica
Data di uscita:
5 Dicembre 2019

Tutte le giornate iniziano nello stesso modo: il suono delle sveglia e le dita che scivolano quasi incoscientemente sul cellulare per visualizzare i messaggi mandati da persone senza volto o per leggere qualche notizia sensazionalistica e priva di importanza. Con fatica ci si tira su dal letto già sapendo che quelle che abbiamo davanti saranno ore dettate da un lavoro senza stimoli e incapace di coprire le bollette che si accumulano sul tavolo della cucina, scartoffie che obbligano a consumare lo scarso pasto direttamente sul divano. Una veloce sistemata ai capelli, una spazzolata ai denti e si è pronti per uscire di casa ed essere inghiottiti da un sistema che ha trasformato le persone in automi capaci solo di stare con gli occhi fissi su uno smartphone, in ascensore, in strada o in metro.

Presa di coscienza

Le quattro giornate che racchiudono la storia narrata da Mosaic seguono imperterrite le stesso canovaccio. Il fardello è pesante e costringere a riflettere sulle storture del mondo del lavoro e delle relazioni sociali, sfere della vita guidate oramai da freddi numeri che calcolano i 32 secondi di ritardo di un treno, i tre minuti di assenza dall’ufficio che ci separano dal licenziamento o quel match che potrebbe riempire la vita sentimentale confinata in una app installata sul telefonino.

Le stesse mansioni da svolgere una volta arrivati al lavoro sono una metafora dell’insensatezza e il compito che ci si trova davanti si esaurisce in reiterati e frenetici click utili per riempire una griglia e alimentare così la pietra miliare, un termine di certo non casuale e tanto caro al gergo aziendalista delle grandi corporazioni. Per fortuna il messaggio di Mosaic non è solo un urlo di disperazione e in mezzo alla totale apatia degli impiegati il protagonista riesce a scoprire delle voci di speranza sempre più insistenti, frammenti di vitalità che irrompono nella monotonia sotto forma di un gatto arrampicato su un albero, di un musicista di strada o di un onirico pesce rosso che vive nel lavandino e che sbatte in faccia la realtà con domande dirette.

Routine di gioco

Mosaic ha per sua scelta un ritmo estremamente lento e dettato da sistemi di gioco presi in prestito dalle avventure grafiche, un punta-e-clicca purtroppo non molto preciso e che costringe a insistere sul mouse troppe volte. Al di là di questi difetti tecnici, è però la ridondanza delle azioni a essere il più grande ostacolo, una meccanica ripetizione in cui è facile perdere la voglia di vedere i titoli di coda e dietro cui potrebbe sparire lo stesso messaggio.

Nonostante il pesante incedere, Mosaic ha la forza sufficiente per non essere etichettato come un pedante esercizio di stile e sono i tanti piccoli dettagli, assieme ad una direzione artistica quanto mai azzeccata, a trasmettere con più vigore l’intento degli sviluppatori.  I momenti più riusciti sono dunque quei cartelli affissi e che riportano decine e decine di divieti, tristi rimandi agli avvisi che sempre più spesso sono piazzati all’ingresso dei giardinetti e dei parchi, oppure una news appena arrivata sul cellulare che, con tanto orgoglio, proclama la tolleranza zero contro il degrado e contro chi non si adegua allo stile di vita imposto dal capitalismo 2.0, come barboni o artisti di strada.

Ogni elemento di Mosaic è calibrato alla perfezione e ha un suo valore diegetico, come la lineare e asettica interfaccia di gioco oppure BlipBlop, un clicker game presente sullo smartphone e parente non troppo lontano di quelle app che intasano la memoria e le poche ore libere, con tanto di continue richieste di acquisti.

+ Mette in evidenza le assurdità che ci circondano
+ Artisticamente ispirato
+ Tanti piccoli dettagli drammaticamente reali
– Veramente troppo lento e pesante
– Impreciso nei comandi

7.0

Mosaic è innanzitutto un avviso: il distopico futuro raccontato da Krillbite Studio non è così lontano. La tediosità e la ripetitività delle azioni rischiano di abbassare la soglia dell’attenzione e l’insensatezza delle giornate alle volte pare un’iperbole, ma i particolari sbattono con forza in faccia il pericoloso percorso intrapreso dalla nostra società.