Mortal Kombat 11 Aftermath tra Robocop, fanservice e viaggi nel tempo – Recensione

Una lettera d'amore per celebrare il primo anno del titolo

Recensione
A cura di Francesco Corica - 30 Maggio 2020 - 12:21

È ormai passato un anno dall’uscita di Mortal Kombat 11, l’ultimo capitolo della violenta saga di picchiaduro che è in qualche modo riuscita a reinventarsi. Già dopo che venne rilasciato l’ultimo personaggio del Kombat Pack, Spawn, avevamo la sensazione che ci sarebbero state nuove aggiunte: NetherRealm non aveva mai fatto mistero della volontà di continuare a supportare il gioco, tenendo conto di molte richieste della community e con la volontà continuare a mantenere il titolo rilevante per il maggior tempo possibile.

Ecco quindi arrivare Aftermath, una vera e propria espansione per il gioco base e per la storia principale. Come premessa, dobbiamo però precisare che tanti contenuti sono arrivati sotto forma di aggiornamento gratuito: questo significa che non sarà necessario fare alcun acquisto per godere di alcune delle ultime novità del titolo.

L’espansione a pagamento vera e propria include invece la seconda parte della storia (con relative skin sbloccabili) e tre nuovi personaggi (Sheeva, Fujin e RoboCop). Al momento non è possibile comprare nessuno di questi contenuti separatamente, il che rende l’acquisto del pacchetto obbligatorio per chiunque non volesse rinunciare ai personaggi o alla storia.

In viaggio nel tempo con uno stregone

La nostra avventura riprenderà pochissimi istanti prima che si concluda la prima parte e si concentrerà principalmente sui personaggi che non abbiamo avuto modo di impersonare durante quest’ultima, con particolare enfasi su Shang Tsung.

Mortal Kombat 11 Aftermath tra Robocop, fanservice e viaggi nel tempo – Recensione

Lo stregone negli ultimi tempi era stato messo da parte e la sua particolare importanza durante tutto l’arco di questa storia farà sicuramente felici i fan di vecchia data: poco prima che Liu Kang possa riavvolgere il tempo dopo aver sconfitto Kronika, appare infatti Shang Tsung attraverso un misterioso portale, accompagnato da Fujin e Nightwolf. Questi rivela che provare a riavvolgere il tempo senza avere la corona di Kronika (andata distrutta durante la battaglia) farà solo collassare la realtà attuale, condannando tutte le persone nel processo. Il piano è dunque quello di coinvolgere delle persone che non sono state parte attiva durante gli eventi della storia originale (i tre strani alleati sopracitati), in maniera tale da non modificare eccessivamente gli eventi passati e fare in modo che la corona non venga distrutta.

Trattandosi di un piano di Shang Tsung, è normale che gli eroi siano sospettosi, ma si rendono conto di non avere altra scelta che formare questa strana compagnia, seppur tenendolo costantemente d’occhio durante tutto il viaggio nel tempo. Ed inizia così un time travel che, fin dai primi istanti, non sembra affatto andare come dovrebbe.

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Il tempo è relativo

Purtroppo la qualità della trama in sé, che ha in questa sinossi la sua premessa, lascia a desiderare: risulta infatti prevedibile dall’inizio alla fine (sopratutto per i fan di vecchia data) e senza reali novità, dato che la maggior parte degli scenari sono infatti già stati visti durante la prima parte.

Tuttavia la presentazione è come sempre di livello eccelso ed il fan-service la fa da padrone: c’è qualcosa che probabilmente riuscirà a soddisfare tutti i fan dei personaggi che hanno l’occasione di mettersi in evidenza, cattivi e non.

Da sottolineare, inoltre, la presenza di due finali alternativi: esattamente come accadeva su Injustice 2, scegliere il personaggio con cui affrontare l’ultima battaglia cambierà completamente il destino di tutto l’universo. Sebbene nessuna delle due conclusioni proposte ai giocatori sia nulla di eclatante (anche se prevediamo che la versione alternativa farà particolarmente felici i fan di tale personaggio), viene fornita comunque la risposta alla domanda che in molti ci eravamo posti alla conclusione della prima parte: “quale sarà il futuro della serie adesso?”.

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È facile immaginare, senza far spoiler di alcun tipo, quale dei due finali alternativi possa potenzialmente essere considerato “canonico” e, se NetherRealm decidesse di ripartire da questo punto per un dodicesimo capitolo ci sarebbero tutte le basi per nuovi spunti.

Purtroppo la durata è di sole due ore e mezza circa: davvero molto poco, sopratutto se proporzionato al prezzo proposto per tutto il pacchetto (40 euro al momento della stesura di questa recensione).

Vivo o morto, tu verrai con me

Dei tre nuovi personaggi proposti, quello che ha generato più hype prima del lancio è stato RoboCop: il poliziotto robotico era da tempo uno dei più richiesti, sopratutto in virtù dell’aggiunta del Terminator nello scorso pack. Scontri letali tra i due personaggi appartengono infatti all’immaginario collettivo di tutte le persone cresciute negli anni ’80 e ’90 – con fantasie da cui si sono generati perfino una serie a fumetti ed un videogioco.

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Sfortunatamente, il suo stile di combattimento non è così entusiasmante ed accessibile: si tratta infatti di uno zoner, abbastanza “macchinoso” (come siamo spiritosi! ndr) da utilizzare e senza tantissime mosse fisiche con cui fare la differenza, ma con la preferenza allo sfruttamento di trappole e proiettili. Entrambi i set competitivi a sua disposizione fanno uso dell’attesa e dei proiettili, con qualche piccola differenza nelle mosse utilizzabili, ma senza modifiche profondamente allo stile di gioco. Parliamo di un personaggio che sicuramente richiederà tanta pratica e che, anche dopo averne fatta, non sarà adatto a tutti.

Lo riteniamo il meno interessante della compagnia a livello di gameplay, ma sottolineiamo che il personaggio è stato rispettato adeguatamente, come personalità, interazioni, aspetto e move-set (come tutti gli altri guest characters prima di lui): farà sicuramente piacere sapere che NetherRealm ha anche chiamato Peter Waller, l’attore originale, per prestare la voce allo storico sbirro.

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Riteniamo, al contrario, Fujin e Sheeva molto più divertenti da utilizzare. Il Dio del Vento era assente dal roster di Mortal Kombat da diverso tempo: è un personaggio molto aggressivo, con tante mosse in grado di mettere pressione all’avversario (particolarmente usando il secondo set, che sacrifica alcune opzioni per dare la possibilità di allungare ulteriormente alcune kombo) e dotato di diverse armi a distanza, utili per mantenere il controllo del combattimento il più a lungo possibile.

Il tutto viene controbilanciato da una scarsa quantità di danni inflitti a colpo; si tratta sicuramente del personaggio che cambia maggiormente l’approccio dei giocatori alle battaglie, motivo che ci spinge a dire che è stato quello, nel trittico dei nuovi, che ci ha convinto di più.

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Questo non significa però che la regina degli Shokan, Sheeva, vada sottovalutata: se il primo set di mosse ci regala lo stile di gameplay che ci aspettiamo da lei, dotato di pestoni direzionabili e forza bruta, il secondo le offre maggiori opzioni contro nemici abbassati e diventa in grado di assumere una posa combattiva molto particolare e di difficile utilizzo, con cui può lanciare proiettili con tutte e quattro le mani. Sheeva è dunque un personaggio bilanciato che può radicalmente cambiare approccio a seconda del tipo di mosse utilizzato.

Non solo violenza

Come già sottolineato in sede di apertura, vi sono inoltre numerose aggiunte accessibili a chiunque possieda il gioco, senza necessariamente aver acquistato il pacchetto Aftermath. Sono stati aggiunti quattro nuovi scenari giocabili, tra cui non possiamo non citare la Proiezione Arcade: una vera e propria lettera d’amore degli sviluppatori ai fan di lunga data che, durante il combattimento, raffigura sullo sfondo tanti scenari storici in 16 bit.

Mortal Kombat 11 Aftermath tra Robocop, fanservice e viaggi nel tempo – Recensione

Vero piatto forte di questo aggiornamento gratuito sono le stage fatalities ed il ritorno delle Friendship, tutte molto spassose e presenti per ogni singolo personaggio del roster; si passerà da Fujin che vola “col suo bell’aquilon”, con tanto di musichetta richiamante Mary Poppins, ad un Joker che si vede costretto a tirare fuori dei palloncini dopo che la sua pistola gli viene tolta di mano da un batarang lanciato a distanza.  Anche le fatality di scenario sono uniche per ogni personaggio, ma ovviamente sarà possibile eseguirle solo su livelli appositi.

Non dimentichiamo che è stato inoltre fatto un corposo bilanciamento dei personaggi: c’è ancora qualcosina da sistemare, ma gran parte dei problemi dovrebbero essere stati risolti. Sicuramente, insomma, c’è tanta carne al fuoco per tutti i tipi di giocatori, che essi siano casual o fan di vecchissima data.

+ Tantissimo fan service, soprattuto nella nuova storia...
+ Ritornano le friendship e le stage fatality, gratuitamente
+ I nuovi personaggi sono tutti interessanti...
- ... che purtroppo è troppo breve e poco originale
- Il prezzo ci sembra fuori portata
- ...anche se RoboCop non piacerà a tutti

7.6

Con Aftermath, NetherRealm ha voluto fare una vera e propria lettera d’amore ai propri fan: tantissime delle aggiunte richieste sono infatti state rese disponibili gratuitamente a tutto il pubblico – il che ci rende paradossalmente difficile valutare la vera e propria espansione. Sebbene il fanservice sia graditissimo e tutti e tre i personaggi siano decisamente interessanti, è difficile giustificare l’acquisto di questa espansione a prezzo intero per chiunque non sia un irriducibile fan della serie.

Ma, anche se decideste di non spendere soldi (o più semplicemente di rimandare l’acquisto), c’è diversa carne al fuoco che permetterà a chiunque di tornare a godere nuovamente di un Mortal Kombat 11 leggermente rinnovato.




TAG: aftermath, Mortal Kombat 11