Monster Hunter World: Iceborne a caccia su PC – Recensione

La caccia ai gelidi mostri è aperta anche su PC: come si comporta il titolo Capcom?

VIDEO RECENSIONE
A cura di Luca Bianchi - 24 Gennaio 2020 - 10:41

Monster Hunter World: Iceborne, uscito a settembre su PlayStation 4 e Xbox One, si è rivelata essere l’espansione che l’intera community di cacciatori stava aspettando, in grado di sistemare quelle carenze nell’endgame e nel bilanciamento che avevano impedito all’ultimo capitolo della famosa serie Capcom di raggiungere lo status di capolavoro.

Dai primi di settembre, il popolo dei cacciatori console sta solcando le Distese Brinose e si sta impegnando in quello che una volta veniva denominato g-rank (ora Master Rank), un ulteriore livello di difficoltà in grado di mettere alla frusta anche le abilità dei più temerari. Il popolo PC invece è rimasto nuovamente a bocca asciutta – e, esattamente come accadde con con il gioco originale, ha dovuto aspettare diversi mesi, in cambio di una versione sicuramente molto più godibile da giocare.

Il 9 gennaio è finalmente scoccata l’ora di Iceborne anche su Steam e, dopo una settimana e oltre 40 ore passate nel nuovo mondo, siamo finalmente pronti a dirvi con quanta cura sia stato realizzato questo porting.

Bufera di neve e fiamme

Diciamo fin da subito che, a livello contenutistico, questa versione PC appare identica alla controparte console di settembre.
Parliamo di settembre non a caso, dato che le varie aggiunte arrivate tramite aggiornamenti nei mesi passati arriveranno su PC solamente da febbraio, a cadenza mensile.

Precisiamo anche un’altra cosa: per quanto Iceborne venga catalogato e venduto come tale, non può semplicemente considerarsi un’espansione. I 40 euro richiesti per l’acquisto, infatti, aggiungono al titolo una mole di contenuti paragonabile a quella di un gioco completo, con una campagna principale terminabile in una trentina di ore abbondanti (affrontando solo gli incarichi principali) e un endgame in grado di intrattenere per centinaia di ore.

Monster Hunter World: Iceborne a caccia su PC – Recensione

Nello specifico, Iceborne introduce un intero nuovo continente, con nuove zone come le Distese Brinose – area grande circa due volte le Guglie Selvagge – e un nuovo hub chiamato Seliana, che ha sovrastato Astera sotto tutti i punti di vista.

Capcom ha ascoltato attentamente le lamentele della community legate alla disposizione su più piani dei vari punti d’interesse, che costringevano i giocatori a inutili andirivieni fra le varie zone di Astera: per questo, con la nuova cittadina innevata ha cercato di raggruppare il più possibile la forgia, la cucina e i vari NPC con i quali è prassi interagire fra una caccia e l’altra.

La campagna principale di Iceborne ci farà rimbalzare continuamente fra le zone già viste e il nuovo continente, intervallando le varie cacce con cut-scene e dialoghi che tratteggiano un racconto ancora una volta abbastanza mediocre, ma comunque leggermente più interessante di quello visto nel gioco vanilla.

Monster Hunter World: Iceborne a caccia su PC – Recensione

I nuovi mostri inseriti sono stupendi e, pur basandosi sugli stessi scheletri già utilizzati nel gioco base, riescono a stupire con un’aggressività e dei pattern d’attacco in grado di far sembrare i mostri del gioco base lenti e impacciati. Molte di queste nuove creature sono in realtà mutuate da precedenti capitoli della serie, ma è più legittimo considerarli graditi ritorni, piuttosto che un riciclo: pur mantenendo le stesse caratteristiche che li hanno resi noti (sia come move-set, sia come equipaggiamento craftabile con il loro loot), ci hanno stupito con una cura nelle animazioni straordinaria.

Oltre a queste nuove aggiunte, Capcom ha inserito molte varianti dei bestioni già esistenti, come il Tobi Vipera o l’Anjanath Tonante, semplici reskin (visivamente parlando) corredati però di nuove meccaniche e nuove abilità che li rendono un’esperienza decisamente diversa dalle loro versioni base.

Chiudono il cerchio delle nuove mosse, disponibili per quasi tutte le armi del gioco, e il rampino con il quale potremo attaccarci ai mostri e sferrare dei coreografici attacchi che danneggeranno (rendendo deboli) alcune parti, o che faranno cadere dei frammenti da usare successivamente con la fionda.

Monster Hunter World: Iceborne a caccia su PC – Recensione

L’arte del set perfetto

Dove però Monster Hunter: Iceborne mostra gli artigli è nell’endgame, l’elemento più criticato nella versione base del gioco. Come detto in apertura, questa espansione aggiunge il Master Rank (il vecchio G-Rank), un nuovo livello di difficoltà che presenta uno stacco simile a quanto visto con il passaggio da low ad high rank.

Il Master Rank porta nuove armi, nuove armature, un ulteriore livello di affilatezza delle armi e un nuovo tipo di gioielli di livello 4, ognuno corredato da 2 punti abilità, talvolta uguali talvolta diverse. Le armi elementali sono state bilanciate, è stato rimosso il cap che le rendeva quasi inutili e finalmente sono diventate una parte fondamentale delle migliori build utilizzate anche dagli speedrunner.

Tutto queste modifiche contribuiscono a creare un maggior ventaglio di possibilità e lasciano più spazio alla creatività nella costruzione dei vari set da utilizzare nelle cacce più impegnative. Gli stessi componenti più avanzati dell’equipaggiamento richiedono ora anche alcune componenti di mostri di livello più basso, un cambiamento che non costringe a cacciare sempre le stesse tre o quattro creature come accadeva con i draghi antichi, ma lascia un minimo di attenzione anche ai mostri affrontati a inizio avventura.

Monster Hunter World: Iceborne a caccia su PC – Recensione

Uno splendore zoppicante

Tecnicamente parlando, Monster Hunter World: Iceborne non si discosta molto da quanto visto finora su PC, rendendo il balzo grafico rispetto alle versioni console impietoso. In questa versione tutto è più fluido, ma soprattutto più definito, e la quantità di dettagli che si riesce a scorgere nei fondali (che su console completamente offuscati dal blur) dà quella marcia in più, capace di regalare a Monster Hunter World: Iceborne scorci mozzafiato.

Il pacchetto di texture in alta definizione rilasciato da Capcom a inizio 2019 sopperisce anche alle carenze nei dettagli ravvicinati, al costo però di un deciso impatto sulle performance. Con l’ultimo aggiornamento è anche stato introdotto NVIDIA DLSS, attivabile però solamente con risoluzioni superiori al 1080p – limite che non ci ha reso possibile testarlo visto il nostro monitor Full HD.

Monster Hunter World: Iceborne a caccia su PC – Recensione

Quest’ottimo impatto visivo però, porta con sé gli stessi problemi di ottimizzazione già visti al lancio della versione base. La nuova zona innevata, specialmente utilizzando le DirectX 11, è riuscita a mettere in crisi anche una RTX 2070 Super, specialmente nei momenti in cui i vari bestioni andavano a sollevare nuvole di neve con le loro piroette. Passando alle DirectX 12 la situazione è generalmente migliorata. con un incremento medio di quasi venti fotogrammi al secondo.

Nonostante non si siano verificati nella nostre prove, molti utenti hanno riscontrato problemi di saturazione della CPU dovuti, a quanto sembra, al nuovo sistema anti-cheat introdotto con Iceborne. Questi inconvenienti hanno causato freeze di quattro o cinque secondi e numerosi crash. Un altro problema abbastanza diffuso è anche quello della cancellazione dei salvataggi al primo avvio di Iceborne. Capcom, conscia del problema, ha creato preventivamente, all’interno della directory del gioco, una cartella con i salvataggi pre-Iceborne e ha annunciato di essere al lavoro su una patch per risolvere questi fastidiosi inciampi.
Tra parentesi: se doveste incappare in questo inconveniente, il consiglio è quello di disattivare il DLC dalle impostazioni di Steam, utilizzare il salvataggio presente nella cartella di backup, entrare nel gioco, effettuare un salvataggio, uscire e riattivare Iceborne.

Monster Hunter World: Iceborne a caccia su PC – Recensione

Sul fronte connettività, invece, i problemi del lancio sono un lontano ricordo e in una settimana non si è presentato nessun fenomeno di lag o disconnessione.

+ Quantità di contenuti paragonabile a quella di un gioco completo
+ Endgame ampliato e bilanciato
+ Il salto grafico rispetto alle versioni console è impressionante
- Scarsa ottimizzazione, con pesanti problemi di performance in alcune configurazioni
- Un bug può causare la cancellazione del salvataggio al primo avvio
- Il comparto narrativo resta mediocre, e ne avremmo fatto volentieri a meno

9.2

Monster Hunter World: Iceborne è esattamente l’espansione che tutti i fan di Monster Hunter stavano aspettando. Aggiunge un’enormità di contenuti, lima molti difetti, amplia il ventaglio di mosse disponibili e – soprattutto – dà nuova linfa vitale a un endgame sì ricco, ma non quanto quello dei vecchi Monster Hunter.

La versione PC si riconferma come la migliore: i 60 fps e la maggiore qualità visiva non sono semplici orpelli, ma riescono a migliorare significativamente l’esperienza complessiva. Sembrerebbe tutto perfetto, ma anche questa volta Capcom è caduta su un’ottimizzazione precaria e non è riuscita a limare alcuni pesanti bug che hanno fatto perdere diversi anni di vita a chi ci si è imbattuto.

Considerata però la celerità con cui problemi analoghi furono risolti con la versione vanilla del gioco, non ce la sentiamo di penalizzare troppo quella che è, a tutti gli effetti, una delle migliori espansioni degli ultimi anni e un must buy per tutti gli appassionati di Monster Hunter World.




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