Modern Combat 5: Blackout, la Recensione per Nintendo Switch

Blackout a Venezia per Modern Combat 5

Modern Combat: chi è solito giocare con il proprio smartphone si sarà incappato certamente in questo nome. Per gli ignari, parliamo della serie first-person shooter più popolare di sempre, almeno per quanto concerne il capriccioso mercato del mobile gaming. Sono i ragazzi di Gameloft ad aver inaugurato la saga in questione, che nel luglio 2014 ha visto il lancio del suo quinto e ultimo capitolo su iOS, Android, Windows Phone e persino BlackBerry.

La domanda sorge dunque spontanea: perché vi stiamo parlando di un gioco uscito quasi cinque anni fa? Perché tale Modern Combat 5: Blackout è appena approdato su un altro store digitale, quello di Nintendo Switch, dove Gameloft ci propone una campagna dal marcato taglio cinematografico e il sempre apprezzato comparto multigiocatore. Per lo sviluppatore è l’occasione perfetta per (ri)lanciare lo sparatutto di stampo militare su una console che di sparatutto, ad oggi, ne mastica ancora poco.

Blackout?

Grosso guaio a Venezia

Sì, sappiamo cosa state pensando e possiamo confermarvelo: anche il quinto capitolo di Modern Combat trae non poca ispirazione dai più celebri episodi di Call of Duty. Un paragone inevitabile, del resto il franchise di Activision ha avuto molto da insegnare al genere shooter con le sue intriganti storyline e l’azione al cardiopalma; e c’è da dire che Gameloft è stata molto attenta durante le lezioni, come ha dimostrato con la campagna di Blackout.

Muoveremo i primi passi in quel di Venezia, messa a ferro e fuoco da un’organizzazione terroristica nota come l’Esercito di Liberazione Mondiale. Fra una sparatoria e un avvincente inseguimento tra i canali veneziani, il protagonista scoprirà ben presto che il nemico è stato supportato nientepopodimeno che dalla Gilman Security, il nostro datore di lavoro. Dopo aver ingerito il primo (prevedibile) plot twist ci ritroveremo a viaggiare da un capo all’altro del mondo, portando avanti la nostra crociata e approfondendo una trama tutt’altro che originale. Ciononostante, la campagna di Blackout non pecca di varietà e ci offre l’occasione di esplorare diverse location e di sperimentare numerosi approcci al gameplay.

I veri difetti di Modern Combat 5: Blackout risiedono invece nella sua natura intrinsecamente mobile. L’eccessiva sinteticità di ciascuna missione si presta molto bene ai controlli limitati di uno smartphone o di un tablet e, purtroppo, molto meno a quelli fisici di Switch; a proposito di controlli, questi si scontrano con un sistema che ci è apparso alquanto impreciso durante la nostra prova, il che ci ha spinto a preferire l’occasionale uso del giroscopio. Altro ostacolo è incarnato dal livello di sfida, che ci dà il benvenuto con una difficoltà pressoché assente per poi impennare in alcune fasi a dir poco frustranti.

Venezia, Modern Combat

Se è vero che ogni operazione non ci terrà impegnati per più di qualche minuto, il numero complessivo di missioni sarà sufficiente a giustificare il prezzo del titolo – 19,99€ sul Nintendo eShop – e a portare l’avventura ad una longevità finale di circa 8-9 ore. Non va ignorato, inoltre, il sistema di progressione, che premierà i nostri sforzi con crediti spendibili nello Store in-game e con nuove armi e accessori che potremo impiegare sia nella campagna singleplayer che nelle partite PvP online.

Il comparto multigiocatore può contare su un’ottima varietà di mappe e modalità, partendo dal classico Deathmatch a squadre fino ad arrivare all’immancabile Tutti contro tutti. Come sempre sarà l’abilità del giocatore a fare la differenza, ma un sistema di personalizzazione sorprendentemente profondo ci convincerà a sperimentare i numerosi perk che caratterizzano ciascuna Classe e le diverse combinazioni di accessori disponibili per ogni bocca da fuoco. Attenzione però: per giocare al multiplayer di Modern Combat 5 sarà richiesta una sottoscrizione a Nintendo Switch Online.

Tra i canali

Tu vuò fà l’americano

Tornando sulla spinosa questione ‘gioco mobile su console’, Modern Combat 5: Blackout si presenta agli utenti di Switch con il medesimo comparto tecnico introdotto su smartphone e tablet, arricchendo la formula originale con qualche effetto grafico aggiuntivo. Quest’operazione non è comunque servita a migliorare il colpo d’occhio, egregio per un gioco mobile del 2014, ma assolutamente inaccettabile per un titolo rilasciato nel 2019 su console. Come se ciò non bastasse, il lavoro di restauro ha avuto uno spiacevole effetto collaterale, ovvero un ‘dimezzamento’ del framerate che passa dai 60fps della versione mobile ai 30 della riedizione per Switch – persino con qualche sporadico calo.

Sono difetti che non sono passati facilmente inosservati che, uniti alla già fastidiosa legnosità del gameplay, ci fanno rimpiangere i ben più meritevoli Wolfenstein II: The New Order e DOOM del duo Bethesda/Panic Button.

+ Campagna variegata e longeva
+ Sistema di progressione offline e online
+ Profonda personalizzazione di Classi e armi
- Storyline dai risvolti prevedibili
- Missioni fin troppo brevi
- Gameplay legnoso e poco appagante
- Comparto tecnico fortemente limitato

6.2

Non si può definire un porting brillante quello confezionato da Gameloft per il suo Modern Combat 5: Blackout, tanto acclamato al tempo della sua prima release su smartphone e tablet. L’eccessiva brevità delle missioni, i comandi farraginosi e il comparto tecnico datato mettono a nudo gli evidenti limiti di un gioco progettato per dispositivi mobili, e non per console. Insomma, un antipasto non proprio promettente in vista della Remastered attesa su PlayStation 4 e Xbox One per il prossimo mese.