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Metro Last Light Redux: la seconda metà della mela di 4A Games – Recensione Switch

Quando romanzi e videogiochi si fondono

Dopo un inizio dubbioso, in cui, guardando solamente alle specifiche tecniche della macchina, da parecchie parti si alzarono voci sulla presunta impossibilità di Switch di far girare i tripla A visti su PS4 e Xbox One, la piccola di casa Nintendo, grazie all’impegno degli sviluppatori, ha sfornato una serie di port impressionanti.
Metro Redux, raccolta dei primi due episodi della saga ispirata alle novelle di Dmitry Glukhovsky, si accoda a questa tendenza, con un lavoro di ottima fattura. Analizziamolo più nel dettaglio.

Mosca, 2034

Metro: Last Light Redux

Piattaforma:
SWITCH
Genere:
sparatutto, stealth-game, survival-horror
Data di uscita:
28 Febbraio 2020
Sviluppatore:
4A Games
Distributore:
THQ

Le vicende narrate in Metro Last Light Redux prendono il via esattamente dodici mesi dopo quelle del predecessore, e seguono ancora più da vicino la vicenda personale di Artyom, il protagonista, dopo che nel titolo d’esordio il team di sviluppo si era preso il tempo necessario per introdurre ambientazioni, personaggi e rapporti di forza.

Qui le fazioni e le loro motivazioni guadagnano in importanza, in un’analisi impietosa della natura umana quantomai attuale vista la psicosi collegata al virus di questi giorni: invece di preoccuparsi del sostentamento quotidiano, di rinforzare le barriere in vista di possibili attacchi dei mutanti, i Ranger e gli altri gruppi litigano su cosa fare con la razza aliena conosciuta come Tetri per via del colore della pigmentazione, con la quale Artyom sembra avere una sorta di legame psichico.
Senza svelare troppo della trama, nonostante in molti potrebbero conoscerla, ormai, a dieci anni dalla pubblicazione del primo gioco e a diciotto dal primo romanzo, basti sapere che anche Metro Last Light Redux è un titolo fortemente story-driven, dove le sequenze scriptate abbondano e le azioni dei personaggi principali sono tutte discretamente contestualizzate.

Il lieve miglioramento delle performance attoriali digitali dei protagonisti, con espressioni facciali un po’ meno asettiche e legnose del primo capitolo, favorisce l’immersione nel mondo di gioco e la godibilità della trama, che comunque, a nostro modesto avviso, perde un po’ del fascino e del mistero che caratterizzava il capostipite.

Siamo, in ogni caso, dinanzi ad un titolo dalla narrativa avvolgente, che spinge a esplorare i tunnel della metropolitana di Mosca, a discapito dei pericoli che essi celano, anche solo per vedere come proseguiranno le vicende, che giungeranno qui ad una conclusione abbastanza soddisfacente, preludio a ciò che si è poi visto nel più recente Metro Exodus.

Meno attacchi silenziosi, più pallottole

Ai tempi della pubblicazione originale, Metro Last Light Redux rappresentò un deciso passo per la serie nella direzione degli FPS a forti tinte horror, grazie ad una maggiore disponibilità di armi e, soprattutto, di proiettili, kit medici e mascherine antigas, in contrasto con le ristrettezze del capostipite: la fanbase si spaccò.

Se molti accolsero a braccia aperte il cambiamento, apprezzando le nuove dinamiche e dedicandosi senza scrupoli allo sterminio dei mutanti, molti altri videro la mossa come una mancanza di coraggio da parte del team di sviluppo, che si adeguò alla massa dei prodotti in uscita, in un periodo storico in cui gli sparatutto in prima persona spuntavano come i funghi tanto su PS3 quanto su Xbox 360.

Già la versione Redux pubblicata sei anni fa riuscì a porre rimedio a questa problematica, lasciando totale libertà al giocatore: entrambi i titoli potevano infatti essere giocati come si preferiva, alternando a piacere le modalità Survival o Spartan.
La prima, che rimane la nostra preferita e sposa meglio certe scelte di design del team di sviluppo, corrisponde al modo di giocare del primo Metro e può essere applicata anche a Last Light Redux per trovarsi a fare i conti con la scarsità di risorse e un costante senso di inferiorità nei confronti dell’ignoto.
La seconda, assai più vicina alla versione vanilla di Last Light, aumenta considerevolmente le risorse a disposizione del giocatore, consentendogli di affrontare le minacce armi in pugno.

Ad onor del vero, va sottolineato come la differenza non sia così marcata – ad esempio, come se si confrontassero il primo ed il quarto episodio della saga di Resident Evil, beninteso – ma la possibilità di scegliere liberamente come giocare ai due titoli non solo è gradita, ma aumenta anche la rigiocabilità degli stessi dopo una prima run.

Per il resto, complici la condivisione dell’HUD a schermo e dello stile dei menu, i due giochi si somigliano molto in quanto a meccaniche di gioco, con Metro Last Light Redux che offre un maggiore confronto con avversari umani nel corso della campagna ed un level design mediamente più articolato, che si apre alla risoluzione dei conflitti arma alla mano come anche allo stealth più spinto.

La presenza di un paio di boss fight non aggiunge molto a questo titolo, perché se è vero che aumenta la varietà delle situazioni, è vero anche che i pattern e le dinamiche connesse a questi incontri lasciano un po’ il tempo che trovano.
Nel complesso, comunque, al di là dei gusti personali e dell’approccio che si sceglierà di adottare, esattamente come il titolo che l’ha preceduto, Metro Last Light Redux è invecchiato benissimo, e potrebbe facilmente essere scambiato per un prodotto pubblicato anche solo un paio d’anni fa: chi non avesse mai avuto modo di provarlo dovrebbe rimediare al più presto.

Port eccellente due di due

Tutte le considerazioni fatte per l’eccellente lavoro svolto con l’altra metà del pacchetto sono ovviamente valide anche per Metro Last Light Redux, che rappresenta lo stato dell’arte dei port insieme ad altri titoli come The Witcher 3 e prodotti Bethesda come Doom e Wolfenstein II.
Siamo dinanzi a una versione che migliora le prestazioni di Xbox One base e si va a piazzare molto vicino a quelle di una normale PS4, fatta eccezione per la definizione di alcune texture di superficie e degli effetti di luce in tempo reale.

Tanto in versione docked quanto in portatile il gioco rimane fisso a trenta frame per secondo, e qui abbiamo notato che i minuscoli cali presenti in Metro 2033 Redux sono assenti, anche nelle aree dove si aggirano più nemici contemporaneamente.
La risoluzione scala dai 1080p su televisore fino ai 720 di quella portatile, che, nonostante le imitazioni in termini visivi, rimane, a nostro modesto parere, la modalità migliore in assoluto per godersi il titolo, alla faccia del 4K e del framerate raddoppiato.

Con un paio di auricolari di qualità, molte delle sequenze di Metro Last Light Redux diventano ancora più godibili, tra nemici sensibili alla luce, umani con le orecchie particolarmente fine e fasi di infiltrazione delle basi nemiche tesissime.
Abbiamo già citato nell’altra recensione anche la buona implementazione del motion aiming e dell’HD Rumble, due feature spesso sottovalutate e che, invece, in questa circostanza rappresentano la classica ciliegina sulla torta.

Ci piacerebbe che, da adesso in poi, tutti i port di titoli tripla A sulla macchina ibrida di Nintendo mantenessero questi standard qualitativi, perché se qualche anno fa sarebbe stato impensabile godersi giochi come Metro Redux dovunque, adesso ci abbiamo proprio preso gusto.
Come per Metro 2033 Redux, l’unico neo a livello tecnico è rappresentato da tempi di caricamento piuttosto estesi, che cozzano un po’ con tutti gli sforzi del team di sviluppo e della scrittura per calare il giocatore al massimo nell’universo di gioco: speriamo in una patch risolutiva nel futuro prossimo, ma, anche così, il lavoro sul port non può che essere promosso a pieni voti.

+ Narrativa ed ambientazione di primissimo piano
+ Port stellare, quasi alla pari con la versione PS4
+ Buona implementazione dei controlli di movimento
+ Acquistabile anche da solo per meno di 25 euro
– Tempi di caricamento mediamente lunghi
– Nessun contenuto inedito per questa versione

8.3

Il prezzo è giusto, la qualità del port eccellente (complimenti ai ragazzi di 4A Games che non hanno “appaltato” i lavori) la narrativa ipnotica e il gameplay estremamente personalizzabile. Cosa aspettate, quindi, a far vostro Metro Last Light Redux su Switch? Al netto di caricamenti piuttosto estesi e del fatto che non vi siano aggiunte esclusive per questa versione, non vediamo davvero altri motivi per non procedere all’acquisto se siete appassionati di stealth, giochi fortemente basati sulla narrativa, FPS o titoli horror. Sì, la forbice è così ampia: Metro Redux racchiude elementi da diversi generi videoludici in un unicum coeso e divertente, e giocato su Switch, magari a letto con le cuffie, offre davvero il meglio di sé.