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Mafia Definitive Edition | Video Provato – Un’offerta che non potrete rifiutare

Dopo aver ritirato il premio per il titolo più originale, vi raccontiamo com'è andato il primo ritorno a Lost Heaven

Mafia Definitive Edition è il classico gioco che non sai di volere fino a quando non viene annunciato.

Piattaforma:
PC, PS4, XONE
Sviluppatore:
Hangar 13
Distributore:
Cidiverte

Il suo reveal è arrivato come un fulmine a ciel sereno a pochi mesi dalla conclusione di una generazione ricca di soddisfazioni, seguito da modalità di lancio con la Mafia Trilogy fulminee o quasi, e sin dalle prime immagini il sentito comune è stato di grande apprezzamento, persino sorpresa, per il lavoro di ringiovanimento condotto da Hangar 13 su uno dei titoli seminali del filone degli open world.

Da appassionati dell’originale, che nel corso degli anni abbiamo giocato e rigiocato per amore della storia, dei personaggi, dell’ambientazione e last but not least del suo gameplay, eravamo ammaliati dai contenuti della presentazione di Mafia Definitive Edition, scettici per il remaster estremamente nei ranghi di Mafia II, e impauriti per l’eredità che i creatori di Mafia III si erano ritrovati d’un tratto a gestire ad un passo dalla nuova IP cui tanto anelano.

Adesso che manca circa un mese alla sua uscita, 2K Games ci ha dato la possibilità di mettere l’inaspettatamente ambizioso remake alla prova in anteprima, attraverso un codice preview che conteneva una porzione del gioco abbondante, o comunque più che sufficiente per farci un’idea iniziale di come siano andate le cose col delicato rifacimento di un prodotto molto amato dai gamer e per questo difficilmente perfettibile.

Ambientazione e contenuti della demo

1930. Gli Stati Uniti d’America affrontano le conseguenze del crollo di Wall Street in quella che passerà alla storia come la Grande Depressione, con l’intermezzo del Proibizionismo a complicare ulteriormente le vite dei cittadini, impossibilitati persino ad affogare nell’alcol i dispiaceri di un’economia stagnante e un tasso di disoccupazione invece alle stelle.

Questo quadro, in Mafia Definitive Edition, viene ricostruito con dovizia di particolari persino aggiuntiva rispetto al gioco originale, con ritagli di giornale sparsi per l’ambientazione che trattano in maniera ravvicinata i temi caldi dell’epoca e dialoghi aggiuntivi che forniscono un contesto più dettagliato alla vicenda mafiosa di Thomas Angelo.

Nella versione dimostrativa che abbiamo potuto assaporare, abbiamo chiacchierato sul nostro taxi con un cliente che aveva dedotto ci sarebbe stata una grossa crisi del mercato azionario e aveva venduto tutto in tempo, e – rispondendo alla nostra osservazione che manca il lavoro – ora lamenta seccato che la disoccupazione è solo un problema di gente che non ha voglia di darsi da fare e lavorare. Un altro dialogo sottolinea come la gente non prenda più il taxi perché non se lo può più permettere, ponendo un piccolo tassello che “motiva” ulteriormente il passaggio del povero, in ogni senso, Thomas tra le fila dei gangster.

Uno dei giornali che troveremo sparsi per l'ambientazione.

I contenuti della demo comprendevano i primi cinque capitoli più il decimo, per un totale di circa tre ore di gioco. Non ci è stata data la possibilità di affrontare la modalità Fatti un Giro ma, grazie ai menu che hanno la voce dedicata oscurata, possiamo confermarvi che sarà della partita anche in questo rifacimento. Pure l’introduzione filmata è rimasta la stessa, rifatta a dovere per i tempi che corrono, sebbene adesso la posizione dell’investigatore Norman e quella del protagonista siano invertite, al pari di alcuni contenuti della discussione che dovremo capire dove porteranno, nella loro evocativa chiacchierata ad una tavola calda.

Questo ci introduce ad un parallelo tra remake e originale, ovviamente preliminare dal momento che non abbiamo testato il gioco nella sua interezza, e in particolare sulle differenze salienti che abbiamo dedotto tra i due. Ci sono passaggi battito per battito del gioco originale, e questo ha un effetto sulla struttura dei capitoli che a quanto abbiamo visto numericamente sarà la stessa.

La storia da gangster del tassista Angelo comincia, dopo la cut-scene dal grande impatto scenico alla tavola calda, la notte in cui incontra Sam e Paulie, due mafiosi della famiglia Salieri che gli “chiedono un passaggio” con delle maniere alquanto brusche ma efficaci. In questo frangente, come in tutto il resto della nostra demo, determinate scene sono rifatti in scala 1:1, evidenziando una grande fedeltà al materiale d’origine; quando Hangar 13 si prende la libertà di fare alcune cose di testa sua, sembra farlo curandosi di lasciare citazioni e omaggi allo stile di quel prodotto, come quando sparge qui e lì inquadrature fisse all’arrivo ad un determinato punto oppure quelle libere sui veicoli in movimento.

Tutto ebbe inizio quella notte...

Già nella versione dimostrativa abbiamo apprezzato alcune missioni storiche di ritorno, come quella della corsa d’auto in cui viene ordinato al buon Tommy di rubare un’auto da gara per sabotarla, e questi dovrà scarrozzarla per le strade di Lost Heaven a tutta birra con un timer sulla testa per portarla da un meccanico amico della famiglia e riconsegnarla prima che il guardiano dell’autodromo lasci il suo turno.

Questo è un altro buon esempio di come stanno venendo condotte le operazioni sul progetto: la missione e persino la pista hanno lo stesso layout – con l’aggiunta di paglia a bordo pista e chiaramente un livello di dettaglio impensabile per l’epoca – ma in un certo momento ecco che arriva l’ampliamento.

Alla fine della corsa, il gioco originale presentava una piccola premiazione e poi staccava, riportandoci automaticamente al bar di Salieri; qui, invece, abbiamo del tempo per cercare Paulie ubriaco perso e nel mentre conversare con numerosi personaggi e sapere che ne pensino del nostro apporto alla famiglia o della competizione, cui abbiamo partecipato per un contro sabotaggio ai danni del vero pilota. Senza scendere troppo nei dettagli, inoltre, abbiamo un primo assaggio del ruolo ampliato della donna che diventerà la moglie di Thomas, Sarah.

Il nuovo, vecchio Thomas Angelo.

Un’altra scena aggiuntiva si è presentata alla fine del decimo capitolo e prevedeva che, anziché finire subito dopo una scena d’intermezzo al termine di una sparatoria in una stalla, buttassimo giù decine di auto che ci davano la caccia e seminassimo un veicolo blindato, stando nel retro di un camion e sparando nei suoi punti deboli (una torretta e un parabrezza) prima di lanciarci dentro una molotov per farlo esplodere.

L’impressione che abbiamo avuto dopo aver messo mano a queste sequenze addizionali è che, come dichiarato nella sequenza d’apertura del gioco, Mafia Definitive Edition sia un gioco nuovo di Hangar 13 basato sul Mafia originale, che ne segue la storia pedissequamente ma la amplia per spiegare meglio alcune situazioni (interpersonali, caratteriali o dettate dal contesto) e fornire nuovi elementi di gameplay.

Nei capitoli che abbiamo testato, l’estensione – e persino i cambiamenti: lo scambio tra l’investigatore e Angelo alla tavola calda è avvenuto evidentemente per rendere meglio l’idea di un uomo messo alle strette e alla ricerca disperata d’aiuto, sfumatura che nell’originale non veniva colta perché sembrava che fosse il protagonista a stare in una rilassata posizione di vantaggio nei confronti della polizia, cosa che, conoscendo la storia, è palese fosse abbastanza innaturale – piuttosto bene al flusso del gioco, e il fatto che siano aggiunte vere e proprie si è notato leggermente quando ci siamo ritrovati il blindato di cui sopra davanti, stupiti nel vederlo proprio come i nostri “eroi”.

Esplorazione e combattimenti

A Lost Heaven, saremo chiamati a guidare, e guidare molto. Per questo motivo, era importante dare una svecchiata alla componente dell’esplorazione così da mantenerla fluida e piacevole, e Hangar 13 ha intrapreso degli step anche piuttosto aggressivi per assicurarsi che fosse davvero così.

La Lost Heaven di Mafia Definitive Edition offre scorci suggestivi dietro ogni angolo.

Di base, ad esempio, sono stati aggiunti dei cartelli virtuali nelle strade, che ci indicano in quale direzione spostarci per muoversi verso la missione che stiamo seguendo, all’infuori della minimappa: questi cartelli si aggiornano in tempo reale per dirci se andare dritti o svoltare, e andando in una direzione sbagliata li vedremo colorarsi di rosso per indicarci che stiamo commettendo un errore. Tipicamente, però, quando capita di sbagliare strada, la rotta viene rapidamente rielaborata per accomodare la navigazione del giocatore, come capita negli altri capitoli del franchise.

Guidando, noterete che nelle curve l’inquadratura prenderà una leggera inclinazione per dare un taglio cinematografico all’azione e rendere meglio – in un contesto che già vede una grande sensazione di fluidità – il movimento dei veicoli. Il quantitativo di inclinazione, al pari di altre opzioni “sensibili”, può essere personalizzato, nel caso in cui ci desse particolarmente fastidio.

Le laboriose strade della metropoli fittizia americana sono anche piene di cantieri, che potremo sfruttare nelle missioni e in generale negli spostamenti per seminare gli inseguitori: una volta entrati in un piccolo cantiere che sta magari sistemando delle buche nell’asfalto, partirà una rapida sequenza cinematica che mostrerà gli inseguitori schiantarcisi contro, mentre Tommy diventerà in poco tempo uccel di bosco.

Un po' ammaccato, ma sempre il nostro taxi.

Ciò detto, quand’anche ci fosse capitato di fare incidenti, abbiamo notato che, almeno in questa build preliminare, il sistema dei danni non dà grande soddisfazioni da un punto di vista estetico, giacché sono visibili soltanto alcune ammaccature al cofano e nient’altro, pure in presenza di schianti notevoli. Sotto un profilo meccanico, invece, l’ammontare dei danni varia a seconda della difficoltà che avremo scelto (e potremo cambiare al volo durante la partita).

Non si corre soltanto in auto, naturalmente, e proprio come nel Mafia originale ci siamo già approcciati ad inseguimenti a piedi: scappando via dai nemici a ridosso dell’inizio della storia, ad esempio, abbiamo potuto apprezzare come funzionerà scavalcare gli ostacoli, così come torna l’elemento della verticalità per aggirare blocchi ed entrare in zone altrimenti accessibili. Questi tratti sono molto fedeli e, a parte un aggiornamento delle animazioni, sono perlopiù come li ricordate.

Abbiamo avuto un primo contatto con le moto, che invece rappresentano un elemento di novità rispetto al gioco di Illusion Softworks. Ne abbiamo provati due modelli, uno reperito nel nostro garage e un altro sul ciglio della strada, e in entrambi i casi abbiamo notato quanto siano veloci e molto più fluide a livello di movimento nella trafficata Lost Heaven. Lo stesso dicasi della guida in sé, che è rimasta solida e gradevole, con la possibilità di passare dal modello normale a quello simulativo in tempo reale.

'Na tazzulella 'e cafè in pausa è il massimo, anche se in auto forse non comodissimo!

Uno dei timori che avevamo era che rompessero l’immersione nell’esperienza di traversata così com’era stata immaginata al tempo, tra layout delle strade, semafori e polizia, ma pare essere filato tutto liscio; ci siamo già portati a casa un paio di schianti importanti, che hanno sbalzato il povero Thomas Angelo lontano decine di metri dal luogo dell’incidente, lasciandolo steso al suolo per qualche secondo visibilmente infortunato. Come sulle auto, i freni non sono granché ed è sempre bene premunirsi parecchio alla guida, rallentando per tempo e mantenendo le distanze di sicurezza… pure qui.

In strada, esattamente come nel classico, possiamo doverci confrontare con diverse condizioni climatiche, per il momento almeno collegate alla missione che dovevamo affrontare nella demo: giorno e notte, sole, pioggia leggera e pioggia intensa, con fulmini di grande effetto in un particolare capitolo, contribuiscono tutti a tratteggiare una cartolina deliziosa da Lost Heaven, e lo approfondiremo tra poco. Un dettaglio sono le pozzanghere lasciate sull’asfalto dalla pioggia, che reagiscono dinamicamente al nostro passaggio in auto o moto.

Un fattore storicamente complesso nella serie Mafia è la gestione della polizia e della sua intelligenza artificiale, in genere feroce quando c’è da punire il giocatore per qualche reato. Giocando al livello di difficoltà medio, gli agenti non ci hanno dato parecchio fastidio – siamo lontani anni luce dall’esperienza abbastanza opprimente che abbiamo vissuto di recente in Mafia II Definitive Edition -, e adesso c’è anche un indicatore a schermo che segnala se ti stanno osservando con intensità che aumenta mano a mano che la cosa si fa più rischiosa. La loro aggressività è regolata dalla difficoltà selezionata ad inizio partita o variata al volo, ma può essere regolata attraverso uno slider indipendente.

Tornano le sfide a tempo previste da alcune missioni.

Alla difficoltà Classica, però, la sfida più elevata delle quattro, era già disponibile nella nostra demo e l’abbiamo testata per alcuni atti dopo la prima run. Qui gli inseguimenti sono molto più complessi da portare a termine, già nel primo capitolo, perché i nemici sono duri a farsi seminare e sparano con grande precisione verso di noi. La polizia, che di base tollera i crimini non penali come passare col rosso, in questo caso si mette sulle nostre tracce per qualunque infrazione, diventando molto seria come nel prodotto d’origine.

Sempre su ispirazione dell’originale, a questo livello di difficoltà i proiettili avanzati non restano nel caricatore una volta eseguita la ricarica, la rigenerazione automatica della salute (che pure a medio è relativa soltanto ad una piccola porzione della barra) è ridotta al minimo e i veicoli stessi resistono a meno danni, mentre mancano i cartelli stradali dinamici e i nemici non vengono segnati sulla minimappa.

Il sistema di combattimento è stato anch’esso rivisitato in chiave moderna, proponendo una meccanica di schivata che prevede la pressione del tasto Y (controller Xbox), fatto comparire all’interno di una ruota visibile sullo schermo, col giusto tempismo. Farlo troppo presto o troppo tardi significherà farsi colpire e subire danni massicci, per cui è sempre bene prestare attenzione all’indicatore.

Nel bar di Salieri.

In un paio di sequenze siamo stati chiamati, similmente al primo Mafia, a cimentarci in brevi sezioni stealth, che hanno evidenziato – come fu per il più moderno dei tre originali, Mafia III – un’intelligenza non particolarmente agile a livello di routine di movimento, e l’identificazione del giocatore come minaccia richiede sempre un po’. È possibile nascondersi dietro una copertura ed eseguire un’uccisione da un angolo, per cui ci è successo spesso di istigare il movimento delle guardie facendoci vedere brevemente, per poi tornare dietro la copertura e aspettare il momento giusto per farle fuori.

Lo shooting ha avuto un esordio forse un po’ leggero, dal momento che abbiamo iniziato con la tradizionale pistola e in movimento, un’accoppiata che rende abbastanza complesso prendere la mira e colpire con efficacia. Mano a mano che abbiamo reperito armi più massicce, come il Thompson e la carabina, e abbiamo potuto muoversi agilmente tra le coperture, specie nel capitolo 10, la situazione ha preso a migliorare in termini di solidità, per cui quest’aspetto – e lo stesso vale per lo stealth – andranno provati con calma nel gioco completo, per comprenderne la bontà e l’assimilazione.

Personaggi e grafica

In apertura abbiamo menzionato quanto siamo rimasti colpiti dagli screenshot che hanno accompagnato prima il leak, poi la presentazione di Mafia Definitive Edition, accogliendoli quasi come qualcosa di un’altra generazione o semplicemente impossibile. Ingolositi da quel reveal, ci siamo approcciati all’offerta audiovisiva del gioco con grande curiosità, per capire se sarebbe stata davvero all’altezza di uno standard posto così in alto.

Con questo remake, Hangar 13 ha mescolato un po’ le carte, lo avrete capito, e il cambiamento più grande è relativo all’aspetto del protagonista, che ha assunto le fattezze e la recitazione dell’attore italo-australiano Andrew Bongiorno. Il primo impatto con il nuovo volto del vecchio Tommy è stato abbastanza singolare, di quelli che capitano di fronte al recast di una serie longeva o a cui siamo particolarmente legati, e in questo caso la differenza è dettata anche da un viso, quello di Bongiorno, che ci è parso dai lineamenti meno dolci dell’originale.

Tuttavia, la prova attoriale è parsa già di un buon livello, e il suo carattere è emerso in una manciata di sequenze filmate in cui Angelo si presenta in grado di coprire uno spettro di emozioni più ampio, pure grazie all’avanzamento tecnologico che permette di occuparne ogni sfaccettatura sullo schermo: in avvio è vistosamente scosso e preoccupato, in altri passaggi appare più deciso e di poche parole rispetto a come ce lo ricordassimo. Aspettiamo di mettere gli occhi sul prodotto completo per valutarne la performance sul lungo termine, sia in rapporto alla fedeltà che al copione della nuova sceneggiatura.

La build che abbiamo testato era completa di doppiaggio in Italiano che, per quello che abbiamo potuto ascoltare, ci è parsa di buona fattura praticamente sotto tutti i punti di vista, con la sola eccezione forse di Paulie, che presenta un accento siciliano un po’ troppo marcato per non sfociare nel macchiettistico. C’è da dire che si tratta comunque di un personaggio quasi sempre da comic relief, quindi non è da escludere che si sia optato per quel tipo di parlata proprio per questa finalità.

Lo avete riconosciuto? È il nostro partner Paulie!

Abbiamo già avuto a che fare con diversi personaggi, tra cui i già menzionati Sam e Paulie, rimasti pressoché immutati nelle loro caratterizzazioni ma che adesso vedono i loro stretti rapporti con Tommy “giustificati” maggiormente da dialoghi aggiuntivi che si scambiano in auto e non solo; il primo è posato ed elegante, il secondo invece sguaiato e una testa calda, ed entrambi, grazie ai loro nuovi attori, ci hanno dato l’impressione di aver guadagnato qualche anno, immaginiamo per tenerli connessi più da vicino al nostro personaggio.

Don Salieri è la figura più carismatica che si incontra nella fase iniziale, un uomo d’onore presentato con una serie di cut-scene, fra le quali una in cui, curiosamente, istruisce il protagonista su come ci si comporta al suo bar e nella sua famiglia – non si dicono parolacce et similia, osservazioni tipiche di un uomo d’onore tutto casa e chiesa qual era un boss italo-americano del tempo. Verso la fine della demo abbiamo intravisto anche Don Morello, che è invece l’esatto opposto di Salieri, irascibile e spesso così impulsivo da prendere decisioni avventate che vanno contro persino i suoi stessi business, come uccidere persone che di norma gli garantiscono lauti guadagni con le loro attività.

Mafia Definitive Edition non ha mancato di stupirci da una prospettiva estetica, presentandosi all’altezza del materiale promozionale esibito al reveal, ad un livello superficiale almeno, già in questa prima versione dimostrativa non rifinita come sarà quella conclusiva attesa per metà settembre.

Il livello di dettaglio ci ha sorpreso più volte nel corso della demo.

Il gioco gode di primi piani – il dialogo iniziale con Norman è uno spettacolo – ed espressioni facciali di alto livello, sebbene qualche personaggio sia più riuscito di altri, ed è in particolare la tecnica d’illuminazione adoperata che sembra aver fatto compiere al gioco un salto di qualità importante; che si tratti dei modelli poligonali e della fattura dei loro abiti o delle ambientazioni, di giorno e di notte, al chiuso del bar di Salieri dove le finestre filtrano la fortissima luce del giorno o nell’aperto di una Lost Heaven ora bollente, ora bagnata da una pioggia evocativa, Mafia ci è parso più bello che mai, e sarà interessante capire se manterrà questo effetto wow fino all’ultimo.

Le transizioni tra scene d’intermezzo e giocato sono ancora abbastanza grezze, ma girare per la città è un’autentica delizia per gli occhi, che già in questo stato dice molto dell’achievement tecnico raggiunto dal team di Hangar 13. La cosa ci ha sorpreso abbastanza sia per la bellezza dello scenario, e come dicevamo di alcuni volti e delle loro animazioni, sia per la riuscita dell’ottimizzazione: abbiamo giocato senza alcun singhiozzo al livello massimo di dettaglio alla risoluzione 2560×1080, con il 21:9 già supportato (tranne che nelle cut-scene), su una Nvidia GTX 980.

Mafia Definitive Edition sarà disponibile dal 25 settembre ma, intanto, potete portarvi avanti col lavoro e prenotarlo su Amazon al prezzo minimo garantito.

Piattaforme: pc, ps4, xone
Questo primo provato di Mafia Definitive Edition ci ha fatto comprendere quanto e come Hangar 13 abbia messo mano al classico per aggiornarlo agli standard moderni e arricchirne la narrativa e, così come per l'esaltante estetica, abbiamo finito la nostra demo con il desiderio di scoprirne di più. Restano alcuni nodi da sciogliere, imperfezioni tipiche del franchise delle ultime iterazioni come l'IA e il nuovo materiale ludico che andrà valutato caso per caso, ma il progetto più ambizioso della Mafia Trilogy ha tutte le carte in regola per sorprendere a settembre - a patto che sia davvero ancora una sorpresa.

Pro

  • Gli innesti narrativi sembrano calarsi alla perfezione nel racconto
  • Visivamente è delizioso
  • Il nuovo Thomas Angelo è partito bene
  • Difficoltà ed esperienza altamente personalizzabile

Contro

  • L'IA non pare particolarmente agile
  • Da valutare caso per caso le integrazioni ludiche