La saggezza di Miyamoto: l’industria videoludica non deve essere avida, c’è anche una questione culturale

A cura di Stefania Tahva Sperandio - 23 Agosto 2018 - 0:00

Shigeru Miyamoto, una delle personalità più iconiche del mondo dei videogiochi, ha ragionato sull’industria nel corso della Computer Entertainment Developers Conference, dove ha lanciato un monito: è importante che i publisher non diventino troppo avidi. Abituare gli utenti a pagare una determinata cifra per dei prodotti che ritengono validi è anche una questione di cultura, il che non va sottovalutato.«Siamo fortunati ad avere un mercato così enorme, quindi il nostro pensiero è che se riusciamo a portare dei videogiochi sul mercato a un prezzo ragionevole per raggiungere più persone possibili, allora otterremo un grande profitto» ha ragionato Miyamoto. «Non posso dire che il nostro modello a costo fisso sia stato un vero successo, ma continueremo a portarlo avanti fino a quando non diventerà consolidato. In questo modo, tutti potranno sviluppare videogiochi in un ambiente confortevole. Concentrarci sul portare i videogiochi al pubblico più ampio possibile ci consente anche di continuare a spingere sul nostro business di videogiochi mobile.» Miyamoto ha spiegato che i videogiochi dovrebbero imparare da quanto accaduto all’industria musicale, che ha vissuto un momento di grande difficoltà (che continua) quando gli utenti hanno scoperto di poter scaricare gratis i brani che preferivano su Internet. Ora il problema sta venendo arginando dai servizi in abbonamento per l’ascolto di musica, poiché l’utente ha la sensazione che il prezzo valga ciò che viene offerto: un percorso che potrebbero seguire anche i videogiochi. La chiave, però, è culturale: dobbiamo sviluppare costumi tali per cui i videogiocatori siano convinti che, se hanno davanti un bel gioco, allora sia giusto pagare per averlo.«È importante che gli sviluppatori imparino ad andare d’accordo con gli abbonamenti. Quando ci si mette in cerca di un partner per seguire questo modello, è importante affidarsi a qualcuno che comprenda il valore dei vostri giochi. A quel punto, anche il consumatore sentirà che c’è del valore in quello che create, e svilupperà l’abitudine di pagare per averlo» ha aggiunto Miyamoto-san.Pensate che la pirateria sia ancora molto diffusa o le diverse fasce di prezzo e gli sconti digitali stanno, secondo voi, aiutando il mercato dei videogiochi? Fatecelo sapere nei commenti.Fonte: MyNintendoNews




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