KUNAI, un ninja a cristalli liquidi – Recensione

KUNAI è un solido metroidvania, difficile e veloce, a cui manca giusto lo spunto sul finale

Recensione
A cura di Daniele Spelta - 7 Febbraio 2020 - 9:00

La Terra è ridotta a un cumulo di macerie e i pochi superstiti di un’apocalisse tecnologico vivono confinati in sparuti gruppetti di ribelli. In questo panorama desolato regnano incontrastati i robot guidati dalla AI Lemonkus, un figlio tutto fili e ingranaggi che si è ribellato al suo padrone e inventore. Un monito contro la hybris umana? Il classico cliché sfruttato fino allo sfinimento? Per i ragazzi di TurtleBlaze solo un pretesto per dar il là a stragi, salti ed esplosioni, tutte raccolte nella frenetica pixel art di KUNAI.

Un ninja non ha bisogno di motivazioni

Come avrete intuito, fra narrativa e gameplay, KUNAI punta molto di più sul secondo polo, ma ciò non significa che non ci sia spazio per qualche trovata interessante utile a mantenere viva l’attenzione sulla storia. Durante l’avventura c’è spazio per delle comparse cybernetiche capaci di strappare qualche sorriso e soprattutto per delle cut-scene animate realizzate con una pixel art di primissima fattura. E poi il protagonista è un tablet ninja armato fino ai denti.

KUNAI, un ninja a cristalli liquidi – Recensione

Nulla di nuovo sotto un sole di pixel

In puro stile arcade dei bei tempi andati, la vera ragion d’essere di questo titolo risiede nel risultare una vera goduria pad alla mano, senza però che ci siano particolari guizzi rispetto a una formula già collaudata e adottata in numerose produzioni recenti, soprattutto nella scena indipendente. KUNAI è a tutti gli effetti un metroidvania in salsa action: se avete già consumato i vostri polpastrelli dando fuoco a tasti e se avete incollato le pupille sui monitor per evitare le ondate di nemici, sapete cosa vi aspetta in questo inferno digitale.

Le meccaniche di gioco si basano sull’esplorazione e, soprattutto sui combattimenti. Per quanto esteticamente interessanti, i livelli e le aree non brillano per il piacere della scoperta e, a parte qualche tesoro e una manciata di zone nascoste, lo stimolo a ricercare nuovi passaggi viene messo in secondo piano rispetto ai colpi sferrati e schivati. Il rovescio buono della medaglia è un backtraking del tutto assente, anche grazie a una mappa chiara e leggibile e alla presenza di svariati checkpoint. Un ulteriore segnale della subalternità della scoperta rispetto all’azione sono i poteri che si acquisiscono lungo il tragitto.

KUNAI, un ninja a cristalli liquidi – Recensione

Rispetto agli altri metroidvania, KUNAI svela quasi subito le sue carte: una katana, più avanti delle armi da fuoco e soprattutto due rampini – per l’appunto i kunai – indispensabili alleati per raggiungere gli anfratti di ogni schermata. In un crescendo di burroni, pareti, spuntoni e altri letali ostacoli, l’avventura si trasforma così in un parkour in 2D, un fluire senza sosta di balzi, arrampicate e movimenti in cui improvvisare con doppi salti e strani effetti catapulta. Grazie all’agilità del tablet guerriero, le sezioni platform si alternano senza soluzione di continuità rispetto ai combattimenti, fasi molto delicate in cui basta il minimo errore per finire in mille pezzi.

KUNAI non è un titolo impossibile, ma fa fatica a mantenere una curva costante della difficoltà, mischiando momenti che rasentano la passeggiata di salute a quelli dove i caricamenti si susseguono senza tregua.

KUNAI, un ninja a cristalli liquidi – Recensione

Bullet hell

L’ennesima esplosione, la fuga su un aereo, decine di porte da bypassare e interruttori da premere e infine il climax: la boss fight. KUNAI non si tira indietro quando si tratta di nemici da scagliare contro il giocatore, da lenti robot-computer quasi inoffensivi, fino a giganti api metalliche, passando da torrette e kamikaze di latta. L’antidoto migliore è un’affilata katana: respinge i proiettili ed è ottima per tagliare cavi, monitor e lamiere. Se non dovesse bastare, ci si può sempre affidare a delle fedeli pistole o, in puro stile ninja, a dei silenziosi shuriken, senza contare tutte le varianti possibili grazie ai poteri che si sbloccano raccogliendo delle monete rosse.

L’apice viene raggiunto durante battaglie all’ultimo respiro contro i boss sparsi per i vari livelli, nemici dalle fattezze mai uguali, un tripudio di mosse, contromosse e pattern che cambiano di frequente e che costringono a rispondere con prontezza ad attacchi provenienti da tutte le direzioni. Come per alcune parti platform, anche questi duelli vivono sul sottile confine che separa sfida e frustrazione, ma quando si assiste al crollo di un mech ragno ai propri piedi è impossibile trattenere un sussulto di gioia. E imprecazioni contro quella bestia assetata dei nostri circuiti.

KUNAI, un ninja a cristalli liquidi – Recensione

In altri casi i picchi di difficoltà, più che da passaggi ostici, sono generati da una certa confusione che rende meno leggibili gli scenari. Ad esempio, gli arpioni sono utilizzabili solo su certe superfici, che nel caos sono però difficili da distinguere da tutte le altre. Lo stesso discorso vale per spuntoni o pareti elettrificate, passaggi da interpretare in quel frangente di secondo che significa vita o morte.

Una concorrenza agguerrita

Un pizzico di esplorazione, un’abbondante spruzzata di azione, abilità necessarie per esplorare il mondo di gioco, quello stile in pixel art che non passa mai di moda e un livello di sfida tarato verso l’alto. Questi sono gli ingredienti principali di KUNAI e, fatto salvo qualche piccolo neo qua e là, svolgono egregiamente il loro lavoro.

Riescono anche a elevare la scia di morte lasciata dal tablet ninja rispetto alla pletora degli altri metroidvania? Sicuramente siamo ben sopra la media, ma anche qualche gradino sotto rispetto ai migliori esponenti del genere, come Hollow Knight, Dead Cell, o Guacamelee!, ciascuno capace di aggiungere quel qualcosa in più rispetto agli standard. In sostanza, KUNAI evita agilmente scivoloni e passi falsi, ma nel suo stare attento a dove mette i piedi resta fin troppo piantato su binari già battuti.

+ Boss fight varie e complesse
+ Tanta libertà di movimento
+ Level design semplice ma funzionale
- Tanto trial and error
- Pixel art alle volte confusa
- Manca quel tocco di fantasia

7.0

KUNAI è buonissimo un metroidvania che bilancia un’esplorazione tutto sommato contenuta con combattimenti all’ultimo respiro. Il mondo di gioco è variegato e affascinante, un perfetto parco giochi da attraversare fra salti e arrampicate, una scoperta spesso interrotta da un trial & error abbastanza marcato. In questo mondo popolato da letali robot è difficile trovare difetti evidenti, ma lo stesso può esser detto per quell’elemento caratterizzante che avrebbe fatto fare a KUNAI il salto di qualità decisivo.




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