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Kojima sull’importanza della prima PlayStation e sul videogioco: “nessun’altra industria è come questa”

È stata la prima PlayStation ad avere il maggior impatto sui videogiochi, secondo l'esperienza di Hideo Kojima: l'autore spiega perché e racconta cosa si aspetta dal futuro

Sono molti i videogiocatori che portano bei ricordi dei tempi della prima PlayStation – sia per l’età e le giornate che vivevano quando si divertivano con la prima console di casa Sony, sia per i titoli che vi hanno visto i natali, con tante saghe che hanno trovato proprio su PSX la loro massima fortuna. È anche il caso del primo Metal Gear Solid, arrivato nel 1998 (a inizio 1999 in Europa), che segnò il definitivo punto di svolta per il franchise di Hideo Kojima Konami.

Proprio il game director, oggi indipendente, il 26 gennaio sarà insignito del Legend Award Winner ai New York Game Awards e, in un video realizzato per questa occasione, ha chiacchierato di videogiochi con nientemeno che Reggie Fils-Aimé, ex presidente di Nintendo of America. Così, l’autore giapponese è tornato anche ai tempi della prima PlayStation, definendo la console come «la più interessante» tra tutte quelle su cui ha potuto sviluppare videogiochi.

Metal Gear Solid arrivò in Europa nel 1999

Come dichiarato da Kojima:

Credo che la più interessante sia stata la prima PlayStation. Prima di quel punto, i videogiochi erano come gli spettacoli di marionette: concentravi tutti i tuoi sforzi nel realizzare una singola immagine piatta. Non avevi modo di guardare l’immagine da altre angolazioni, niente del genere. Con l’arrivo di PlayStation, queste immagini in due dimensioni sono diventate dei poligoni e, come risultato, abbiamo avuto la possibilità di iniziare a lavorare con l’inquadratura.

La gestione dell’inquadratura è stata fondamentale, secondo Kojima, non solo per chi come lui ama dilettarsi con la regia, ma anche per i giocatori stessi, che da lì hanno potuto a loro volta decidere come muovere la telecamera in numerosi titoli già sulla prima PlayStation.

Kojima prosegue la sua riflessione:

Questo aspetto era vero dal punto di vista dello sviluppo, ovviamente, ma ora anche gli utenti potevano spostare l’inquadratura, era come un sogno. La prima PlayStation aveva una dimensione completa diverse rispetto alle vecchie console per videogiochi.

Oltretutto aveva il suono lineare, che permetteva di avere della musica orchestrale o delle voci di attori reali. La portata di quello che potevamo fare si espanse in modo imponente.

I videogiochi del futuro secondo Kojima

Il fatto che abbiamo avuto grandi cambiamenti in passato non significa che non avremo un’industria sempre più auto-consapevole e destinata a crescere anche in futuro. In merito a cosa ci attenda, ora che siamo all’alba di nuove generazioni di tecnologie, Kojima non ha dubbi: l’industria videoludica si espanderà sempre di più.

«Sempre più persone ne saranno coinvolte, la tecnologia continuerà a migliorare, e la prospettiva di quello che si potrà realizzare con un videogioco diventerà sempre più grande» ha spiegato Kojima. «Questo renderà la creazione di videogiochi anche più profonda e più godibile. Non penso che ci sia nessun’altra industria come questa».

Hideo Kojima

Al momento Hideo Kojima e la sua Kojima Productions stanno lavorando a un videogioco misterioso: le indiscrezioni suggeriscono che potrebbe trattarsi di un horror, ma è difficile esprimersi con certezza, conoscendo il game director e il suo amore per i teaser.

La prima opera del team dal divorzio con Konami, Death Stranding, è disponibile su PC e PlayStation 4 e, secondo le informazioni lasciate trapelare da un dipendente Sony, potrebbe essere stata accolta sul mercato meglio del previsto.

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