Anteprima 5 min

King of Seas | Provato – La dura vita del pirata

Sviluppato da 3DClouds, King of Sea è un gioco di ruolo dall'impronta action, tutto a base di pirati e scontri lungo i sette mari

I pirati, un losco manipoli di farabutti dediti al saccheggio delle navi imperiali, amanti del rum e del gioco d’azzardo, brutti, sporchi e cattivi… Tutta gente di cui diffidare e da cui è meglio stare alla larga. O meglio, quasi tutta. Quelli presentati in King of Seas sono infatti l’esatto opposto rispetto alla vulgata popolare e il titolo creato dagli italiani 3DClouds ribalta gli stereotipi in un oceano di colori e in uno stile da cartone animato, in cui i pochi pirati rimasti a solcare lungo le onde vivono confinati in uno striminzito sperone roccioso e braccati ovunque dalle navi del Re dei Mari.

Piattaforma:
PC, PS4, SWITCH, XONE
Genere:
action-adventure, gioco-di-ruolo
Data di uscita:
Sviluppatore:
3DClouds
Distributore:

Grazie ad una breve anteprima – durava letteralmente solo 45 minuti – abbiamo potuto tastare con mano le basi di questo action-rpg, farci un’idea della strada intrapresa dal team nostrano e cerchiare in rosso gli spunti più interessanti e le varie incertezze.

Una losca storia

L’incipit narrativo di King of Seas coincide con l’indispensabile tutorial, unica via per apprendere al meglio le tecniche per governare la propria nave, leggere la mappa e sfruttare in modo sapiente l’orientamento dei venti. Prima di intraprendere la missione iniziale occorre scegliere il proprio avatar, ossia Marylou o Luky, i due figli del Re dei Mari in persona.

I mercanti, una delle fazioni di King of Seas

Questa selezione appare però un po’ troppo superficiale e priva di qualsiasi ricaduta, visto che in entrambi i casi le vicende proseguono nella medesima maniera, con una semplice missione di consegna che, nemmeno troppo casualmente, coincide con il compleanno e con il passaggio alla maggiore età dei protagonisti.

Tutto sembra filare per il verso giusto e il semplice compito viene portato a termine senza troppi sforzi, sia per la facilità in sé dell’obiettivo sia per un sistema di comandi molto semplice, intuitivo e senza troppi fronzoli, comodo sia impugnando un joypad sia optando per un sistema mouse e tastiera. Se cercate la complessità e la profondità di Naval Action siete insomma nel posto sbagliato, ma questo non è necessariamente un difetto.

Sull’orizzonte terso iniziano però presto ad apparire nubi minacciose e, proprio mentre siamo lontani dalla nostra fortezza, avviene il colpo di scena: il Re dei Mari viene assassinato tramite un misterioso rito voodoo. Tutto ha l’aria della più classica cospirazione da palazzo, tramata nell’oscurità dai perfidi consiglieri del sovrano che, non contenti del loro operato, decidono di far cadere la colpa sul giovane – o sulla giovane – protagonista.

Una nuova vita da pirati

L’ingiusta accusa assume i contorni di una spietata sentenza di morte e, proprio all’imbocco del porto appena raggiunto, la nave dell’incolpevole erede al trono viene affondata. Il caso vuole che sia proprio una ciurma di pirati a raccogliere il corpo del malcapitato e a trasportarlo nel proprio covo, la nuova base da cui l’ormai ex marinaio reale partirà alla ricerca della verità e, ovviamente, inizierà la sua nuova vita da filibustiere.

Issate le vele

Chiaramente è troppo presto per farsi un’idea chiara di come proseguirà la storia, ma l’orientamento di King of Seas ci è sembrato più propenso all’azione che non alle parole ed infatti, a bordo di una rapida imbarcazione nuova di zecca, il nostro primo incarico è coinciso con un duello all’ultima palla di cannone proprio contro una nave reale.

Sin da questo primo incrocio è emersa la componente tattica dei duelli. Per avere la meglio non basta infatti affiancarsi accanto al vascello nemico o speronarlo con la prua, ma esistono tre tipologie di cannoni con cui far fuoco, con altrettante palle di cannone adatte a perforare lo scafo, a squarciare le vele o, ancora, a decimare la ciurma. Ciascuna modalità ha degli effetti ben visibili e, ad esempio, abbattere le vele nemiche equivale a garantirsi un perenne vantaggio in termini di velocità e manovrabilità.

I relitti nascondono sempre ricchi bottini

La ricetta viene poi arricchita da una componente ruolistica solo sfiorata in questa versione alpha, ma che si prospetta ricca di sfaccettature e capace di modificare in modo sostanziale la propria imbarcazione. Oltre agli svariati modelli da nave da guidare, ognuno di essi può essere personalizzato a fondo, andando a modificare i cannoni o rimpinguando le file dei marinai e, perché no, aggiungendo anche un pizzico di sovrannaturale con tanto di colpi magici o altre diavolerie che solo dei pirati strampalati potrebbero maneggiare.

Un destino a cui è difficile sfuggire

La spensieratezza dei toni e quei colori accesi e vibranti potrebbero però trarre in inganno, perché King of Seas è un titolo che mette a dura prova le abilità da capitano, forse fin troppo. Già dopo pochi minuti in mezzo a quelle distese blu è infatti emerso un evidente problema con il bilanciamento, con un’eccessiva fragilità della nostra nave al cospetto di avversari sempre aggressivi e pronti a darci la caccia e ad inseguirci senza un alcuna sosta.

La terraferma tende ad assomigliarsi sempre un po' troppo

A questo fattore si aggiungono poi la proceduralità degli ambienti – vabbè, sono sempre altri “pezzi” di mare – e l’incognita che avvolge l’esplorazione, con un inaspettato game over che potrebbe spuntare proprio dietro al prossimo scoglio, sotto forma di un galeone reale che non mollerà la sua preda fino a che questa non toccherà il fondale sabbioso.

Come se non bastasse, la velocità di crociera pare identica fra tutte le navi, che sia un agile sloop o un possente veliero e quindi anche la fuga diventa un’opzione difficilmente attuabile. La ciliegina sulla torta sono infine i kit di riparazione, un bene tanto prezioso quanto raro e che finisce fin troppo in fretta quando i legni diventano una forma di groviera dopo l’ennesimo scontro finito male.

I compiti di un pirata

Sono tutti inceppi abbastanza naturali per un titolo ancora in fase di sviluppo e che ha davanti a sé ancora parecchi mesi per tarare la rotta. Quello su cui invece solleviamo dei dubbi più consistenti è il sistema delle missioni, per ora limitate ad incarichi che finirebbero del classico elenco delle fetch quest. Nell’ora scarsa alla guida della ciurma piratesca abbiamo infatti seguito in modo pedissequo l’elenco dei cliché: abbiamo saccheggiato una nave mercantile, abbiamo fatto affari trasportando delle merci fra alcune isole e, immancabili, abbiamo scavato sotto la sabbia per riportare alla luce dei tesori durante delle rapide cacce al tesoro.

La direzione artistica ha il suo fascino

Tutte queste azioni mancano però di spessore e ci auguriamo che quando si entrerà più nel vivo della cospirazione le missioni assumeranno un maggior peso, allo stesso modo della navigazione. Il comparto artistico è impreziosito dall’ottima realizzazione delle onde del mare e dei riflessi del sole sull’acqua, ma aggirarsi fra i vari atolli ci è sembrata un’esperienza che oscilla tra il vuoto e il rischio mortale nel momento in cui si incontra la marina reale, il tutto inframezzato da bottini dispersi qua e là e qualche relitto da cui recuperare dei preziosi materiali.

Il mondo di gioco che si rivela poco a poco, i fari e i cartografi che aggiungono ulteriori pezzi alla mappa e quelle X tanto care ai pirati sono tutti segnali che dovrebbero indicare l’importanza della scoperta, ma il condizionale è d’obbligo quando i 45 minuti passati assieme a King of Seas si sono somiglianti tutti quanti. Le uniche note positive – si fa per dire – e che hanno movimentato il lento oscillare dello scafo sono state le inaspettate eruzioni vulcaniche o i faccia a faccia con qualche mostro marino, momenti di tensione che hanno spezzato l’esplorazione.

In conclusione, manteniamo al momento sospeso qualsiasi tipo di considerazione. 45 minuti sono infatti decisamente troppo pochi anche solo per capire quale sarà lo sviluppo futuro di King of Seas, un titolo che ha faticato a far emergere il suo potenziale in questo primo confronto, ma che comunque ha dalla sua alcune idee parecchio interessanti.

Se volete giocare King of Seas su un portatile da gaming, trovate qui un’ampia proposta.

Piattaforme: pc, ps4, switch, xone
Abbiamo avuto solo un piccolo assaggio di King of Seas – giusto un breve sguardo per prendere confidenza con l'opera di 3DClouds, capirne il potenziale e i numerosi spunti interessanti. Accanto a queste note positive convivono però al momento alcuni inevitabili interrogativi, come la varietà delle missioni e il bilanciamento degli scontri. Attendiamo quindi di toccarlo con mano più approfonditamente per raccontarvi di più.

Pro

  • Combattimenti tattici
  • Gameplay immediato e facile da padroneggiare
  • Direzione artistica accattivante

Contro

  • Bisognerà valutare la varietà a lungo andare
  • Occorre parecchio lavoro sul bilanciamento dei duelli