Just Cause 4, il caos in anteprima!

By |1 mese fa|Categories: ANTEPRIME, IN EVIDENZA|Tags: |

Dopo l’annuncio a E3 2018, quello che sapevamo di Just Cause 4 era ancora frutto di semplici presentazioni, qualche video gameplay, una demo hands off e poco altro. Mancava all’elenco la prova dei fatti, il classico hands-on chiarificatore che anticipa l’annuncio di una particolare novità o, come in questo caso la recensione del gioco.
A un mese da questo evento conclusivo verso la scoperta del titolo fuori dagli schemi di Avalanche, siamo stati chiamati a Londra per toccare con mano il tutto, in particolare il nuovo engine e i cataclismi che lo popolano.

Andiamo con ordine, però, e facciamo un recap generale di quello che ci aspetta nella Solìs di Just Cause 4 a partire dall’8 dicembre su PS4, XBoxONE e PC.

La mano nera, un’organizzazione paramilitare che controlla l’intera isola di Solìs, sta coprendo il proprio operato militare con la giustificazione di esperimenti di ricerca sul riscaldamento globale. In realtà il loro dominio si sta rivelando una vera e propria tirannia sulle popolazioni locali che, guidate dall’indomabile Rico, hanno finalmente deciso di ribellarsi e riportare la libertà nelle loro case. Essi non sono dei soldati, ma sotto la guida del designato capitano, e il nome di esercito del caos, possono fare quello che da solo Rico non sarebbe mai in grado di fare.

Comincia così la nostra avventura con Just Cause 4: alle prese con una ribellione che abbiamo incominciato, ma che dobbiamo ancora imparare come gestire. Nell’esplorazione della mappa di gioco, divisa in quattro biomi caratteristici, a loro volta divisi in sottobiomi, siamochiamati ad affrontare missioni principali e secondarie, tutte utili a far avanzare passo dopo passo il fronte di espansione della ribellione. Di tanto in tanto, passando sopra il fronte, o in alcuni domini governati dalla mano nera, si attivano attività contestuali, che ci portano a supportare un gruppo di ribelli o interrompere un rifornimento nemico. Il tutto conferisce un ritmo marciante alle varie fasi di gioco e l’impressione che nei pressi della linea di frontiera l’incessante ribellione sia molto accesa e sempre necessitante il nostro aiuto.

In quanto agli scontri, non è molto entusiasmante la fase di shooting, si hanno a disposizione due armi, entrambe con una seconda modalità d’utilizzo. Sappiamo che ce ne saranno di eccentriche, ma nelle fasi di gioco iniziali, ancora non abbiamo avuto modo di vederle. Ma spesso la nostra testa sarà alla ricerca del “metodo alternativo” per risolvere gli scontri, utilizzando la fisica caratteristica del titolo (molto più divertente) per far esplodere oggetti o sparare in cielo gli ignari mercenari avversari. L’open-world stesso non è particolarmente innovativo, ma dalla prima sezione affrontata si dimostra ricco di attività. Questo anche grazie a una mappa ben congegnata sull’asse verticale e a un rodato sistema di movimento che tra paracadute, rampino, tuta alare e veicoli rende agile qualsiasi tipo di spostamento.

Le fasi iniziali dell’avventura servono per fare la conoscenza delle tre mod per il rampino: la prima che funziona da tirante su due oggetti legati fra di loro, la seconda che fa sollevare in aria gli oggetti e la terza che li munisce di mini propulsori. A loro volta queste tre possono essere modificate in intensità e dotate di effetti aggiuntivi, per poi essere combinate fra di loro in tre diversi preset. La quantità di mix è infinita, così come i risultati che potete ottenere utilizzandole sugli oggetti di gioco, tutti dotati di fisica in game e legati a doppio filo con il nuovo fiammante motore. In realtà sulle fiamme non ci sbilanciamo, anche perchè abbiamo giocato il titolo su PC, e il lavoro di rifinitura su molti aspetti ancora non c’era, tra cui quello sulla grafica. Ciò che però abbiamo assolutamente notato, è la mole di contenuti fisici che il nuovo APEX engine può gestire contemporaneamente, lasciando al giocatore la libertà di sperimentare come mai finora. Se già con il terzo capitolo della serie abbiamo visto in moto meccanismi mirabolanti, siamo ancora più curiosi di capire fin dove possa spingersi il gioco in questo quarto capitolo. Ricordiamo infine che è sempre possibile richiamare con il rifornimento armi e veicoli per utilizzarli in ogni momento, ma bisogna sbloccarli pian piano per poterli richiamare.

Just Cause 4

Sicuramente non solo il rampino può dare nuovo sfogo alla fantasia, ma anche l’ambiente di gioco. La mappa è sicuramente molto vasta, ma in Just Cause 4 è accattivante principalmente per due motivi. Primo perchè la sua esplorazione è completamente libera e il titolo mette a disposizione tutti gli elementi per girarla in lungo e in largo; secondo perchè i cataclismi, unici per ogni bioma, hanno una rilevanza all’interno dei meccanismi in-game decisamente superiore a quanto ci si possa immaginare, sia per la storia, come anticipavamo, sia proprio per l’esplorazione. Nella seconda parte della demo, con molte più abilità sbloccate, abbiamo potuto viaggiare liberamente per la mappa e affrontare la parte “sandbox” del gioco, facendo volare macchine e costruendo catapulte con cartelli pubblicitari e moto. Ci siamo poi diretti nella zona di pianura, in cui il cataclisma è rappresentato dal tornado. A rappresentare gli altri biomi troveremo poi la bora nella zona montagnosa centrale, la tempesta di sabbia nel deserto, e la tempesta tropicale nella foresta.

Il vortice ventoso distrugge fisicamente tutto ciò che trovava sul cammino e lo prende all’interno del suo vortice per poi scagliarlo ad estrema velocità una volta uscito dalla forza centripeta della rotazione. Allo stesso modo anche noi siamo saliti per le correnti con la tuta alare, ma fin da una certa distanza l’influenza sul movimento aereo era già percepibile. L’attenzione degli sviluppatori a creare un motore di gioco perfetto per supportare la deriva sandbox del gioco è ora più che mai evidente, e abbiamo apprezzato che il gioco la abbracci in maniera così netta. Anzi, la nostra impressione è che forse il gioco potrebbe essere ancora più azzeccato trovando la sua cifra proprio nell’eccesso oltre ogni logica, ma la volontà di non perdere certi elementi più classici della serie gli impedisce di fare questo passo.

+ Sempre più fisicamente esagerato
+ Il limite sembra sempre di più la fantasia
+ Cataclismi ben congegnati
- Potrebbe spingersi oltre
- Graficamente ancora da sistemare

Just Cause 4 è la naturale evoluzione della serie. Sandbox e fisica sono fondamentali per mettere in mostra le potenzialità del nuovo engine che, pur non particolarmente accattivante graficamente (perlomeno prima del polishing) permette al giocatore di trasformare un’isola nel caos più totale.
I cataclismi nella mappa di gioco non fanno altro che contribuire a questa sensazione, mentre le premesse della storia ci sembrano il giusto pretesto per trasformare la tranquilla isola di Solìs, o così pensiamo che fosse prima della mano nera, in una terra di guerriglia senza sosta, bisognosa di un eroe fuori dagli schemi come Rico Rodriguez.

Just Cause 4 - PlayStation 4
Ancora più distruzione!