Journey to the Savage Planet, anteprima

Un viaggio bizzarro su un pianeta altrettanto bizzarro

Anche l’ultima chance per la Terra è andata perduta. C’è bisogno di trovare un nuovo pianeta per l’umanità. Una prospettiva che sembra tanto lontana quanto vicina per l’uomo del terzo millennio, che assume un sapore divertente se la si vive con lo stile goliardico che abbiamo trovato fin dal primo trailer in Journey to the Savage Planet. Si parte per un viaggio folle sul pianeta inesplorato, di nome AR-Y 26, ai margini dell’Universo per capire se potrà mai essere adatto alla vita. Il programma spaziale della Kindred Aerospace che ci porta in luoghi remoti e sperduti ha quel che di parodistico che non sa di nuovo, ma che inserito nel contesto di un gioco d’avventura esplorativo può avere qualcosa da dirci. Typhoon Studio è alla guida di questo progetto: un giovane team di veterani pronti a rimescolare le carte dell’esperienza per trovare un po’ di brio nell’attuale panorama videoludico. A dare fiducia al team in qualità di publisher troviamo l’italianissima 505, divisione di Digital Bros, che assieme a Control lancerà Journey to the Savage Planet su PS4, Xbox One e PC sullo store di Epic, in esclusiva per un anno, a inizio 2020.

Settimana scorsa abbiamo avuto modo di vedere una demo hands-off del gioco, con gli sviluppatori pronti a raccontarcelo con l’obiettivo di farci scoprire di più del titolo. Ed ecco le nostre prime impressioni sul gioco.

Journey to the savage Planet

Molto di più della semplice esplorazione

Incastrare Journey to the Savage Planet in unico genere è molto difficile. Ci proveremo comunque. Immaginatevi un’avventura esplorativa con una decisa componente platform e una marcata vena action, che talvolta sfocia nello shooting. L’avanzamento è scandito da elementi narrativi che identificano le fasi progressive dell’esplorazione, che non è dunque fine a se stessa, come invece in altri esponenti del genere esplorativo ci hanno abituato. L’avanzamento nella storia, oltre che nell’evoluzione del gameplay, è definito da strumentazioni e gadget, che consentono di risolvere gli enigmi proposti, andandosi a sbloccare in sequenza secondo le regole non scritte dei metroidvania. Il tutto viene vissuto dal giocatore in prima persona.

Journey to the savage Planet

Un pianeta, mille domande

Il giocatore si trova dunque a iniziare il suo viaggio esplorativo sul pianeta AR- y 26 con come guida solamente la curiosità. Man mano che si avanza nelle prime fasi di gioco ci si rende conto che il pianeta è già stato colonizzato. Addirittura è presente un’imponente torre che sovrasta tutta la mappa, e il compito del giocatore diventa capire cosa sia successo sul pianeta prima del suo arrivo, e come mai si verificano strane anomalie. Non ci è stato detto in che cosa nulla di più, ma sappiamo che sono il punto nevralgico attorno a cui ruota tutta la narrativa del gioco. Narrativa che come anticipavamo in apertura d’articolo ha delle tinte davvero leggere e divertenti, con esilaranti filmati pubblicitari della compagnia spaziale Kindred Aerospace a dare le indicazioni al giocatore su ciò che deve fare e il perché. Non saremo guidati da un susseguirsi degli eventi lineare, ma saremo noi a portare avanti l’esplorazione secondo i nostri i tempi e l’intrecco andrà a dipanarsi scoperta, dopo scoperta, perlomeno così ci è stato detto.

Monster World

L’ambientazione di Journey to the Savage Planet è ricca di mostri dalle forme strambe e dai colori sgargianti. La vegetazione è altrettanto particolare, rigogliosa e colorata. Entrambe sono foriere di materiali e risorse. Per recuperarle, uno dei metodi è quello di ricorrere alla pistola che teniamo fissa nella mano destra, oppure agli oggetti che possiamo cambiare in quella sinistra. Ci sono bombe e altri gadget offensivi, tutti che incarnano la vena ironica del titolo, che si ritrova in ogni singolo elemento di gioco. Anche il gameplay, i movimenti, il timing dello shooting hanno un che di giocoso e “finto”, non inteso in modo negativo, ma che ben si amalgama con lo stile generale del gioco. Nonostante lo sviluppo sia ancora agli albori speriamo che questo stile distintivo venga mantenuto perché anche senza averlo toccato con mano ci ha intrigato.

Journey to the savage Planet

A livello tecnico, la build mostrata aveva una certa solidità, pur essendosi dimostrata abbastanza grezza. D’altra parte sapendo che manca ancora un anno al lancio, già ci sentiamo confortati da quanto visto, anche considerato quanto altre volte il risultato a questo punto dello sviluppo si possa essere nel baratro tecnico più totale. La scelta dello stile grafico cartoonesco aiuta ad avere un’immagine pulita ed efficace senza ricorrere a modelli poligonali stratosferici.

+ Ironia marcata ed efficace
+ Non solo esplorazione
+ Idee chiare e tecnicamente valido
- Il genere esplorativo può cadere nel clichè

Journey to the Savage Planet è un gioco che fa della sua vena ironica il perno attorno a cui tanti meccanismi di gameplay noti possono mettersi insieme e creare qualcosa di potenzialmente molto divertente. Quello che è certo è che non si tratta del solito titolo esplorativo, dove crafting e meccaniche noiose dominano la scena. C’è molto action, qualche fase platform, un pizzico di shooting e una marcata ironia di fondo li sostiene. Il team Typhoon Games, di recente creazione ma di grande esperienza, sa bene quello che vuole e la demo hands off ci ha confermato uno stato dei lavori galoppante che porterà il gioco sugli scaffali a inizio 2020 per PS4, Xbox One e PC, a meno di ritardi.