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In Sound Mind non è il vostro gioco ideale per Halloween | Recensione

La credibilità di un horror passa anche dalla capacità di mantenere sempre alta la tensione, ma qui si è deciso di percorrere altre strade. Vi raccontiamo questo nuovo horror/thriller nella nostra recensione

Quando ci presentarono per la prima volta In Sound Mind fummo incuriositi dapprima dal pressante marketing che voleva dipingerlo come il primo horror davvero next-gen, e in seguito dal fatto che la storia potesse davvero essere sui generis e rappresentare qualcosa di diverso nel panorama di un genere in cui le buone idee sono oggettivamente pochine.

In Sound Mind

Piattaforma:
PC, PS5, SWITCH, XSX
Genere:
survival-horror
Data di uscita:
29 Settembre 2021
Sviluppatore:
We Create Stuff
Distributore:
Modus Games

La conferma arrivò poco dopo, quando riuscimmo a provare una sezione di gioco che mostrò alcune dinamiche estremamente interessanti, ma anche tanti elementi che sembravano fuori posto e non in grado di rappresentare tecnicamente quanto gli sviluppatori declamavano con un certo orgoglio.

Se l’anteprima di giugno (che potete leggere qui) aveva evidenziato alti e bassi, lo stesso vale purtroppo per la versione completa, che in fin dei conti non si distanzia granché dagli standard mostrati in fase preliminare. Eppure In Sound Mind alcuni motivi per non farsi dimenticare facilmente li dà, ma dovrete scendere a compromessi con l’idea di orrore puro solitamente associato al genere.

In Sound Mind – La storia

Togliamoci subito il dente e confermiamo ciò che in sostanza era già emerso qualche mese fa: In Sound Mind non ha assolutamente nulla di avveniristico e non è affatto un’opera pensata avendo in mente la nuova generazione; ma ci torneremo dopo, quando sarà necessario mettere in evidenza un comparto tecnico pienamente nella media e senza particolari meriti.

Nonostante le apparenze, il gioco raramente vi mette armi a disposizione.

La storia di In Sound Mind, a dimostrazione del fatto che si tratta di una via di mezzo tra horror e thriller psicologico, narra le vicende di Desmond, psicologo che all’inizio della sua disavventura si ritroverà in uno scantinato senza riuscire a ricordare i motivi che lo hanno condotto in quel luogo.

Dotato di una torcia per fendere il buio e di un gran senso del coraggio che lo spinge a muoversi con disinvoltura all’interno di uno stabile – invaso tra l’altro anche da fumi e sostanze tossiche -, Desmond si rende conto di essere braccato da creature (e da una figura incravattata e sfuggente) che pare vogliano metterlo alle strette e far emergere dal suo subconscio dei dissidi interiori che verranno ben presto a galla.

Il momento in cui il giocatore capisce di essere in una sorta di non-luogo è quando un telefono fisso e senza fili squilla. Quando una voce cavernosa, cupa e modificata annuncia che per Desmond non c’è scampo dalla sua follia, il protagonista si rende conto di essere in uno spazio multiforme che si agita convulso all’interno della sua stessa mente.

Sebbene l’incipit sia intrigante, si realizza ben presto che si tratta di uno stratagemma per sballottarvi in zone a compartimenti stagni e senza ambientazioni di raccordo a fare da collante. Al contrario, è narrativamente che questi salti sconnessi vengono giustificati. Ma in che modo?

Una delle soluzioni migliori di gioco adottate da In Sound Mind.

Considerate che Desmond avrà a che fare con quattro casi di suoi ex pazienti, passati a miglior vita a causa di atti reprobi o per azioni e pensieri derivati da condizioni mentali piuttosto gravi. Per farvi vivere di riflesso e in modo credibile la parte finale delle loro vite, In Sound Mind vi consente di ascoltare le registrazioni inquietanti di alcune cassette e di trovarvi dunque all’interno degli incubi che si palesavano nelle loro menti offese dal disagio e dalla malattia.

Nel rappresentare queste condizioni, In Sound Mind mette in scena impalcature che assumono forme inquietanti non tanto per il terrore che vedrete, ma più per le angosce altrui che vi ritroverete a testimoniare.

Se da una parte è in qualche modo ammirevole il modo in cui In Sound Mind tenta di proporre qualcosa di davvero diverso, dall’altra è innegabile che ci siano sin troppe intrusioni in territori che non competono al genere (né tanto meno agli sviluppatori).

Badate bene: non stiamo puntando il dito contro la volontà di proporre un’alternativa, ma contro l’incapacità di dargli una forma ben precisa. Oltretutto, ci sono dei momenti in cui una sciocca ironia e dei momenti fuori contesto vanno a spezzare in modo netto l’atmosfera, che resta comunque molto buona per larghi tratti dell’avventura (che vi porterà via meno di dieci ore).

Gameplay

Se dunque In Sound Mind va viepiù virando verso ciò che smette di essere terrore puro, per esplorare le strade misteriose del thriller psicologico, ciò non significa che manchino situazioni in cui ansia, timore e senso di incertezza diventino predominanti.

Tuttavia i cliché si fanno spazio con prepotenza, molte soluzioni sono una reiterazione di quanto già visto in innumerevoli horror e per quanto concerne il sistema di gioco si registra una timidezza che tiene a freno le ambizioni dello studio di sviluppo.

Come già evidenziato in sede di anteprima, In Sound Mind ha in effetti delle sezioni di discreto interesse, come quando dovrete usare una grossa scheggia di vetro per avanzare mentre vi guardate costantemente le spalle. Ci sono altri esempi che abbiamo trovato ingegnosi per sviluppare l’avanzamento di gioco, e in fin dei conti anche il modo in cui vengono proposti certi enigmi è particolare e per nulla comune.

Non mancano di certo momenti assai inconsueti e inquietanti.

Va tuttavia ammesso che In Sound Mind sfoggia però alcune soluzioni di gameplay spesso infelici: alcune sono a cavallo tra quello che in letteratura definiremmo di stampo “new weird“, con un misto di surrealismo e stranezze in cui bisogna sospendere l’incredulità, mentre altre sono proprio controproducenti.

Si può tornare indietro per raccogliere oggetti che prima abbiamo ignorato, ma bisogna ripetere il livello in un modo che ci è parso assai artificioso e discutibile, anche al netto dell’idea del riavvolgimento della cassetta che è forse l’unica soluzione con un logica di fondo.

Lo stealth è sviluppato sommariamente e non è mai il metodo migliore per avere la meglio, tant’è che abbiamo sempre trovato assai più utile agire in modo diverso. Tutto ciò va a braccetto, dunque, con l’ignorare bellamente il parametro associato.

Migliorare salute e resistenza è forse l’unica via che il giocatore saggio seguirà, anche se avrete di base altre preferenze di approccio al gioco. Approccio che tra l’altro mira chiaramente a farvi esplorare, risolvere puzzle ed evitare più situazioni spiacevoli possibili, a dimostrazione del fatto che In Sound Mind non è affatto il gioco che preferisce far menare le mani al protagonista.

In questa scena vi ritroverete più volte davanti allo stesso manichino, ma in posti diversi della stessa stanza. Eppur si muove...

Questo è certamente un gran bene, viste le circostanze in cui Desmond si trova. Eppure, in questo caso specifico avremmo preferito agire diversamente, soprattutto perché alcune meccaniche tendono a disinnescare le (poche) possibilità di interpretazione di gioco da parte dell’utente. Va aggiunto però che In Sound Mind sceglie di far perdere la sua carica orrorifica tendendo invece a svoltare verso l’azione, con buona pace di chi ama ritmi molto più cadenzati e ragionati.

Tecnicamente In Sound Mind è un gioco nella norma, con una grafica appena discreta e una modellazione poligonale di qualità altalenante. Alcuni modelli sono nella media, mentre altri ci hanno convinto meno, come quelli di certe creature che non riescono a incutere mai timore e che risultano essere assai banali e non esattamente ben rifinite.

Gli ambienti sono realizzati avendo ancora in mente la generazione passata, ed emergono a più riprese texture in bassa risoluzione e un aspetto generale opposto rispetto a quanto volevano lasciar intendere gli sviluppatori in sede promozionale.

Abbiamo provato In Sound Mind unicamente su un PC che monta in i5 di fascia alta, 16 GB di Ram e una RTX 3060, quindi ben al di sopra dei requisiti consigliati. I risultati non sono mai stati strabilianti, si sono registrate alcune incertezze legate al frame rate e non sono di certo mancati i bug (non gravi, ma comunque visibili e figli di una fase di pulitura finale poco attenta).

In Sound Mind non è un un brutto gioco, sia chiaro, ma non è nemmeno il gioco horror ideale per il vostro mese di Halloween. Considerata la mole di titoli a tema usciti e quelli in arrivo, dategli una chance solo se siete davvero degli insaziabili appassionati del genere.

Versione recensita: PC

Se volete accaparrarvi un buon portatile da gaming dotato di una RTX senza spendere troppo, vi consigliamo di approfittare al più presto di questa offerta a tempo.

7,0

In Sound Mind

Piattaforme: pc, ps5, switch, xsx
In Sound Mind sfrutta alcune soluzioni creative per raccontare la storia e per presentare i suoi puzzle frenetici e talvolta inconsueti, ma non riesce a decidere fino in fondo cosa vuole essere: di horror puro non ha moltissimo, e anzi sceglie di sposare l'azione in molti frangenti. Ci sono poi delle scelte di design che non convincono affatto, e altre che sono scarsamente sviluppate o poco utili. Verrete tirati dentro dalla storia, ma non è detto che ci resterete dentro a lungo, soprattutto per delle virate poco logiche e delle idee incapaci di convincere in toto.

Pro

  • Storia tutto sommato intrigante
  • Alcune buone e creative soluzioni di gameplay...

Contro

  • ... Ma altre sono poco sviluppate o poco utili, come lo stealth
  • Decisamente lontano dalle bellezze current gen che raccontava di avere
7,0