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Il Principe Saudita ha acquisito una quota esorbitante di SNK, a sorpresa

Le acquisizioni sono ormai pane quotidiano per i giocatori meno esperti, ma questa è una sorpresa: il Principe Saudita possiede il 96% di SNK.

I giocatori più anziani avranno un piccolo sussulto quando vedranno il nome di SNK, storica azienda che ha fatto la storia dei videogiochi.

I meno anziano avranno probabilmente la possibilità di conoscerla con King of Fighters XV, nuovo capitolo della saga di picchiaduro (sempre disponibile su Amazon) che è tornata con un nuovo episodio.

SNK sembra essere tornata davvero in forma con questo titolo, come vi abbiamo raccontato nella nostra recensione.

Ma tra i franchise di SNK uno dei più noti, globalmente, è di sicuro quello di Metal Slug. Talmente amato che c’è chi cerca di ricrearlo in ogni occasione possibile, e in ogni modo.

Se ormai siamo abituati a parlare di acquisizioni di aziende che gravitano nel mondo dei videogiochi, quella che vi raccontiamo oggi è singolare per i soggetti coinvolti, e le modalità della stessa.

Come riporta Games Industry, c’è una fondazione che fa capo al Principe dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, che da anni sta allungando le proprie grinfie su SNK.

Nel 2020, la fondazione Electronic Gaming Development Company ha acquisito il 33% delle azioni di SNK, arrivando al 51% entro la fine dell’anno.

I nuovi investimenti sono continuati a quanto pare, perché la percentuale che ora la fondazione possiede è decisamente più alta di prima.

Il 15 febbraio scorso è stata finalizzata infatti l’acquisizione del 96% delle azioni di SNK da parte della fondazione del Principe Saudita.

Un movimento finanziario che farà sicuramente discutere, vista la posizione dell’Arabia Saudita nei confronti dei diritti civili, e in generale le accuse rivolte al leader della nazione.

Un po’ come quella di Xbox nei confronti di Activision Blizzard, ma per motivazioni decisamente diverse.

Un momento storico di grandi manovre finanziare, come quella più recente di Epic Games che, curiosamente, non c’entra granché con i videogiochi.

Per non parlare di PlayStation, che di recente ha fatto un colpaccio simile nei confronti di Bungie.