God Eater 3: provate in anteprima le prime ore di gioco

Video Anteprima
A cura di Adriano Di Medio - 28 Gennaio 2019 - 16:00

Quella di God Eater è una serie che ha avuto la sua dose di fortuna. Dall’esordio sulla sfortunata PlayStation Vita è poi cresciuta per tutti gli anni Duemiladieci, approdando alle console casalinghe e meritandosi anche un adattamento animato. Dopo alcune riedizioni per il mercato occidentale, Bandai Namco ha portato avanti il progetto del terzo capitolo. In occasione della sua imminente distribuzione in Occidente (che avverrà l’8 febbraio in digitale e il 15 dello stesso mese in formato fisico) abbiamo potuto provare le prime ore di God Eater 3.

Il viaggio della speranza

Ancora una volta la storia di God Eater 3 vede al proprio centro un protagonista personalizzabile dal giocatore. Questo avatar è uno dei tanti candidati a diventare God Eater, umani che attraverso l’impianto genetico acquisiscono abilità atte a combattere i temibili mostri Aragami. Al capo di tutto ciò c’è la compagnia farmaceutica Fenrir, che studiando geneticamente gli Aragami ha creato sia delle armi capaci di abbatterli (i God Arc) che coloro capaci di maneggiarli, appunto i God Eater. La compagnia comunque costringe questi ultimi a una vita in carcere, dove l’abbattimento degli odiati mostri è l’unico modo per sopravvivere e forse anelare a qualcosa di meglio. Questa prima parte nello squallore di una cella ha la funzione di introdurre le meccaniche di missione e di crescita sia individuali che collettive, oltre che a far incontrare i primi comprimari Hugo e Zeke. La storia ha avuto una svolta nell’accoglienza nella nave Solcaceneri Chrystantemum, comandata dalla procace Hilda Henriquez. La loro missione è portare all’omonimo Approdo (così si chiamano gli insediamenti umani dopo la piaga della cenere che ha reso invivibile la superficie) quella che viene dipinta come “ultima speranza dell’Umanità”. Il protagonista, Hugo e Zeke verranno quindi accolti sulla nave, ma già è chiaro come i tre abbiano progetti più grandi per la testa.

God Eater 3 provato in anteprima

Da un punto di vista strettamente narrativo siamo riusciti a spingerci poco oltre queste premesse, ma si poteva già notare come ancora una volta il gioco dia risalto ai dialoghi e all’adunanza di numerosi comprimari. La loro comparsa sulla nave andrà di pari passo col completamento delle missioni, e potremo portarceli dietro durante le missioni. Allo stesso modo sarà possibile influenzare l’andamento dei dialoghi tramite risposte multiple, anche se la voce del nostro personaggio non sarà udibile in quanto non registrata. Considerato l’esteso background della serie è fin da ora apprezzabile come il gioco metta a disposizione una funzione database, che oltre ad aggiornarsi col proseguo delle vicende riassumerà anche contesto e “puntate precedenti”.

God Eater 3 provato in anteprima

Adesso vai fuori e abbatti qualche belva

In ogni caso le prime ore di gioco paiono chiare fin da subito: la parte del leone è dell’azione, suddivisa in missioni che mandano avanti la trama (chiamate appunto “storia”) e quelle facoltative. La maggior parte delle volte comunque ci ritroveremo ad affrontare e abbattere gli Aragami, entità gigantesche e letali che hanno occupato la superficie insieme alla piaga cinerea. Ai God Eater il compito di affrontarli e sconfiggerli utilizzando le God Arc, armi fantascientifiche “vive” che possono mutare in tempo reale da lama a bocca da fuoco e viceversa. Ulteriore caratteristica è quella di “mordere” gli avversari con la God Arc, cosa che permette l’acquisizione di diversi benefici a seconda dell’Aragami colpito. Una volta sul campo gli attacchi si differenziano in veloce e pesante, mentre la trasformazione in arma da fuoco avviene con il dorsale destro. L’utilizzo di quest’ultima forma comporta un esaurimento delle munizioni, che andranno ricaricate tornando all’arma bianca e assestando un po’ di colpi. Bisognerà poi tenere conto dell’ulteriore barra del vigore. L’accesso ai consumabili avviene invece tramite il touch-pad di PS4 (console dove abbiamo effettuato la prova).

God Eater 3 provato in anteprima

Di contro gli Aragami già da ora appaiono piuttosto stratificati, con parti feribili separatamente dal corpo “principale” e che lasciano il nemico vulnerabile. Nonostante le prime ore non abbiano mostrato picchi di difficoltà (un Aragami infliggeva un insistente status veleno ma niente di che), una simile stratificazione lascia lecitamente intendere che ben presto bisognerà mettersi a distanza e studiare sia le mosse che i punti deboli dei nemici. Già da ora però traspare il piacevole “senso dell’esagerato” del vedere boss talmente giganti da non riuscire a entrare nelle inquadrature.

God Eater 3 provato in anteprima

Il terminale delle meraviglie

La parte essenziale degli equipaggiamenti passa per appositi terminali disponibili negli hub. In questi casi (oltre all’aspetto del nostro personaggio) potremo sia cambiare God Arc che crearne di nuovi, oltre che migliorare quelli già in possesso. Le possibilità sono chiaramente molto alte, e ciascun tipo di arma ha il suo set di mosse e abilità di supporto, che crescono con l’esperienza e ne sbloccano di nuove. Molte funzioni del menu stesso poi non saranno da subito disponibili, essendo dipendenti da specifiche svolte narrative. La creazione di nuovo equipaggiamento e consumabili avviene tramite i materiali e i progetti, tutti ottenibili completando con le missioni con una valutazione sufficientemente alta. I comprimari invece acquisiranno punti se li porteremo con noi in missione. Con tali punteggi potremo acquistare e migliorare le loro abilità per inserirle nei quattro slot a disposizione di ciascuno.

God Eater 3 provato in anteprima

Chiaramente la personalizzazione si estende anche alle armi da fuoco, del quale potremo migliorare sia le prestazioni che gli effetti e i danni causati dai colpi sparati. L’aspetto del personaggio sarà poi modificabile con la fabbricazione di abiti (parte inferiore e parte superiore). Oltre ai materiali, il potenziamento degli equipaggiamenti richiede anche denaro, e almeno per ora quest’ultimo non era presente in grosse quantità. Durante la nostra anteprima siamo riusciti ad arrivare fino alla presentazione di una nuova categoria di Aragami, i Cinerei. Il combattimento è stato anticipato da una cutscene dove questa sottospecie prima ritenuta inaffrontabile è stata resa battibile. L’Aragami in questione si chiamava Ra e deteneva il potere del fuoco. Al di fuori di un combattimento chiaramente caotico è emerso il notevole sforzo estetico nella definizione dei nemici, già palesatosi con quelli “comuni” e con il riuscito cel-shading per i personaggi umani. Tuttavia tale cura contrastava con un disegno delle ambientazioni abbastanza spoglio per quanto abbracciato da una bella colonna sonora. Quest’ultimo è un po’ un “difetto storico” della saga, che vogliamo credere verrà un po’ limato con gli aggiornamenti correttivi.

+ Sistema action-RPG profondo
+ La solidità di un hunting game
+ La colonna sonora
- Graficamente non sorprendente

Le prime ore di gioco di God Eater 3 ci hanno fatto subito capire come ogni appassionato del brand (o più semplicemente dei cosiddetti “giochi di caccia”) si ritroverà subito a casa. La profondità nella gestione dei personaggi (protagonista e comprimari) è rimasta inalterata nella sua profondità, e i combattimenti contro i mostri giganti hanno sempre la loro attrattiva. Comunque già da adesso emergono difetti “storici” del brand, come il rischio di ripetitività e una realizzazione tecnica non ai vertici. Rimanete con noi per la recensione completa!




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