Ho giocato ad Asteroids su una Tesla Model X

Speciale
A cura di Matteo Bussani - 14 Gennaio 2019 - 13:57

L’ecosistema Tesla è affascinante. Sotto la bandiera dell’elettricità e dell’omonimo scienziato che ne fu il pioniere, il marchio automobilistico americano ha portato avanti la filosofia del nuovo automotive. Moderna sotto tutti i punti di vista, la mobilità elettrica apre le porte di un futuro sostenibile sempre più in dirittura d’arrivo, seppur non privo di sfide e dubbi. Così Tesla è entrata nel 2019 come punto di riferimento solido di questa filosofia, seguita da sempre più aziende automobilistiche che stanno investendo in attesa che la tecnologia da eccezione diventi abitudine. Se da una parte il mondo sta dunque prendendo atto di questo passaggio, dall’altro Tesla è già avanti e tra una innovazione e l’altra si toglie qualche sfizio per sé e per i suoi automobilisti.

Ho giocato ad Asteroids su una Tesla Model X

Un po’ fuori dal solito seminato e per inaugurare al meglio l’anno ci è stata concessa in dote una tesla Model X per un test drive. Per chi non lo sapesse, il modello è un SUV di generose dimensioni, provato in versione 7 posti, con linee da far invidia a una Gran Turismo; una macchina indubbiamente elitaria dal prezzo a partire da 99.650€, e che ha proiettato il lusso del brand Tesla oltre il successo della più nota berlina Model S. La versione è quella dalla batteria da 100kWh, dual motor, ma senza la modifica performance. Non che sia necessaria, perché il doppio motore elettrico dalla coppia pressoché istantanea sviluppa un’accelerazione 0-100km/h in poco più di 5 secondi, che sono numeri da supercar piuttosto che da SUV di due tonnellate e mezzo.

Ho giocato ad Asteroids su una Tesla Model X

L’autonomia NEDC teorica è di 565 km ma con un utilizzo reale varia tra i 350km e i 400km, essendo molto soggetta al tipo di utilizzo. Senza particolari attenzioni è più che sufficiente per molti spostamenti, anche autostradali. Per i viaggi lunghi però, bisogna fare i conti con la ricarica tramite i Supercharger Tesla, che riempe la batteria fino al 90% in 50 minuti. Queste stazioni particolari non sono moltissime, 30 in totale e sotto ne trovate una mappa completa, ma consentono di coprire tutti gli spostamenti sul territorio italiano. Nel caso anche le altre stazioni generiche vanno bene per pause più lunghe, ma richiedono tempi di ricarica maggiori.

Ho giocato ad Asteroids su una Tesla Model X

Questa digressione numerica sulla Model X era doverosa per anticipare un test-drive che non nasce in funzione della prova dell’auto, che non ha certo bisogno della nostra approvazione, ma per mettere al vaglio dell’esperienza il nuovissimo software 9.0. L’aggiornamento è talmente vasto da apportare miglioramenti al veicolo in ogni ambito.

Ho giocato ad Asteroids su una Tesla Model X

Oltre a una migliore gestione della macchina, è cambiata totalmente l’interfaccia grafica del software che con un app launcher perfezionato aumenta la leggibilità del multitasking, e il raggiungimento di tutti i comandi più comuni. Si migliora anche l’autopilot, che gestisce con più precisione lo spostamento automatico di corsia. Potete trovare l’intero changelog dell’aggiornamento a questo link.
Addirittura si toglie uno sfizio videoludico, ovvero quello di mettere a disposizione al giocatore alcuni giochi dell’Atari. E’ poca cosa a livello pratico, d’altronde sono solo 6 giochi, ma è un’ulteriore dichiarazione dell’azienda che può oggettivamente permettersi qualunque cosa sulle proprie autovetture. O meglio, sullo schermo da 20“ verticale touchscreen che impera nel mezzo della plancia, che fa coppia con il cruscotto, anch’esso personalizzabile. Si gioca sia con i comandi touch dello schermo, ma anche con il volante e i tasti fisici su di esso, per rendere così alternative le proprie soste.

Ho giocato ad Asteroids su una Tesla Model X

La Tesla Model X non è solo elettrica, ma è anche completamente elettrificata. Questo significa che bagagliaio e portiere si aprono autonomamente, alla pressione di un tasto. Addirittura quella del conducente si apre soltanto avvicinandosi e si ferma nel momento in cui sta per incontrare un ostacolo. Questa funzionalità fa gioco soprattutto con le portiere posteriori, che sono delle vere e proprie ali di gabbiano che partono dal centro del veicolo e si alzano verticalmente. Se l’auto riconosce uno spazio stretto possono piegarsi impiegando più tempo ma evitando il contatto. Se lo spazio fosse troppo risicato, allora o non si aprirebbero affatto o lo farebbero fino al massimo possibile.
Potremmo andare avanti a lungo nel decantare le doti tecniche di questa automobile fuori dal coro (e chiamarla solo automobile per uno che guida quotidianamente una modesta Mito da 95cv non è impresa da poco), ma è meglio passare all’esperienza. Da geek a geek, sorpresa dopo sorpresa.

Ho giocato ad Asteroids su una Tesla Model X

Test Drive della Tesla Model X

Saliti sull’enterpri… Tesla Model X, sembra di essere all’interno di un salotto della borghesia inglese. Gli interni in pelle, le finiture lucide e il lusso del legno vivo, si mostrano in eleganti finiture che concretizzano la tecnologia presente. Il monitor verticale da 20” è il cuore pulsante dell’autovettura. Ogni azione che la Model X è in grado di svolgere può essere attuata da quel singolo pannello. Si può modificare il setup della vettura, del motore, delle sospensioni, così come quello dell’illuminazione, dell’apertura delle porte; oppure interrogare il manuale di sopravvivenza della macchina con tutta la scienza necessaria per sfruttarne anche le più recondite funzionalità. E’ un po’ come essere in un videogioco Nintendo, facile all’inizio, ma estremamente articolato da padroneggiare.

Ho giocato ad Asteroids su una Tesla Model X

Alla fine la macchina si guida da sola: due pedali per accelerare e frenare, e uno sterzo che è burro, tipo quello di un’utilitaria da spesa, ma dallo scatto bruciante. Il navigatore è fullscreen e si sincronizza in un battibaleno, così come l’integrato Spotify premium. Entrambi si avvalgono delle funzionalità 4G/LTE della schedina integrata che ha traffico incluso in tutta Europa. Di base tutte le funzionalità sono automatizzate. Per esempio, appena si regolano sedili e specchietti le impostazioni vengono salvati nel sistema, sotto il nome del driver, e basta selezionare il driver per tornare alla propria configurazione. Inserita la retro, sensori e telecamera danno l’idea degli spazi attorno al veicolo, ma addirittura gli specchietti si regolano per consentire di avere pieno controllo del mezzo. Considerate che nonostante ci abbia messo 5 minuti buoni sono riuscito a parcheggiare in un garage largo giusto per ospitare l’auto, nonostante non avessi mai pensato di riuscire a farcela.

Ho giocato ad Asteroids su una Tesla Model X

Compresa l’auto, perlomeno a livello base, ho deciso di partire e sfruttare il weekend per fare una gita a Verona. Conosco bene la città e i dintorni, potevo provare l’auto in città, in autostrada, in extraurbana, con la consapevolezza di avere un Tesla Supercharger appena prima della barriera.
Silenzio e controllo sono i due termini migliori per definire l’esperienza di viaggio. Oltre alla comodità, che è fuori scala in un SUV di 2m di larghezza, ho fatto i conti con una guida semplice e fluida, davvero leggera. Nonostante le alte velocità, la macchina è molto silenziosa, abbondantemente di più dei competitor termici e offre uno spunto eccezionale in ogni fase dell’accelerazione. Abolito il concetto di marcia, manuale o automatica, non si tentenna al sorpasso. A convincere di più, però, è la resa urbana dell’elettrico. Nonostante le mastodontiche dimensioni, la frenata rigenerativa e le basse velocità contribuiscono a far salire l’autonomia e mantenerla al punto che la ricarica notturna a una presa da 3kW è sufficiente per stare sempre sicuri.

Ho giocato ad Asteroids su una Tesla Model X

Nella ZTL, tra le stradine piccole del centro, la macchina se l’è cavata egregiamente, anche grazie all’impostazione “chill” dell’accelerazione, molto più tranquilla di quella normale e ai numerosi sensori di cui è dotata (8 telecamere, sensori infrarossi e un radar).  La soddisfazione di guida massima, però, è stata sulle colline in un tratto extraurbano a tornanti. Sulla salita la ripresa dell’elettrico è briosa e fluida e la precisione dello sterzo si fa sentire. Arrivati in cima ho lasciato che la macchina si parcheggiasse da sola e mi sono dato a una partita ad Asteroids in attesa di scendere e darmi a qualche foto. Quelle che vedete in questo articolo.

Ho giocato ad Asteroids su una Tesla Model X

Gli interni della Model X

Le sospensioni sono regolabili manualmente, così come tutte le impostazioni dell’auto, ma una volta scelto un preset, esso viene geolocalizzato, così che ogni volta che si torna in quel posto viene automaticamente impostato dall’auto.

Qui sotto trovate tutte le foto del test-drive.

La Tesla Model X è una macchina sorprendente che esalta sia per caratteristiche tecniche, sia perché sembra essere pensata apposta per la generazione geek. Il full electric sa di futuro, e il modo di interpretare l’auto passa da meccanismi sempre più comuni dalla gestione completamente software (in continuo aggiornamento), passando ai meccanismi di ricarica giornaliera, fino alle chicche tecnologiche che l’hanno portata su queste pagine, ovvero l’approdo dei giochi dell’Atari con il nuovo software 9.0.




TAG: atari, model x, tesla