Fury Unleashed: Metal Slug incontra i fumetti – Recensione

Fury Unleashed è un roguelite con soft permadeath ambientato in un fumetto animato. Ve lo raccontiamo nella nostra recensione.

Recensione
A cura di Domenico Musicò - 24 Maggio 2020 - 11:30

Oltre a essere il titolo del gioco, Fury Unleashed è il nome del fumetto in cui vi troverete.
L’autore fittizio chiamato John Kowalski è caduto vittima di una terribile crisi creativa, subissato di opinioni poco lusinghiere di critica e pubblico che fotografano un’opera incapace di raggiungere i fasti degli esordi e condannata a una stagnazione che provoca una continua emorragia di lettori. In aiuto di Kowalski può arrivare solo il protagonista del fumetto, Fury, che controllerete all’interno delle vignette per tentare di rivitalizzare la sua figura e le storie narrate nelle sue virili avventure da action hero, fino a scoprire l’origine e i motivi della crisi dell’autore.

Fury Unleashed, un ponte tra gioco classico e moderno

Non pensiate che Fury Unleashed faccia della storia il suo punto di forza, perché la realtà dei fatti è che si tratta di un titolo completamente sbilanciato sull’azione e su meccaniche legate a combo rapide e prontezza di riflessi. Al di là di alcune scene animate che vi introdurranno ai diversi numeri dei fumetti (ciascuno con ambientazioni e nemici diversi), In Fury Unleashed non c’è un reale intreccio narrativo che si dispiega lungo le vostre sortite tra una vignetta e l’altra, ma solo una traccia che giustifica il massacro di mostri di cui sarete fautori.

In alcune transizioni non si può non notare come emerga l’estro artistico degli sviluppatori, che vi proporranno micro sezioni in vignette non inchiostrate dove si sovrappongono gli schizzi preparatori e gli strumenti da lavoro di Kowalski, assieme a un tablet da cui potrete apprendere stralci di articoli negativi, conversazioni con amici che tentano di tirarlo su di morale, tweet in cui si susseguono interventi di lettori e istantanee di una situazione che solo voi potrete migliorare di volta in volta.

Fury Unleashed: Metal Slug incontra i fumetti – Recensione

In che modo Fury Unleashed prevede tutto ciò? Con la semplicità di un’impostazione di gioco da roguelite che mostra un mix tra vignette generate in maniera procedurale e altre costruite secondo le metodologie classiche del game design. Queste ultime sono in realtà solo dei punti d’intersezione fissi da cui si dipanano riquadri che mutano a ogni partita, con buona pace dei detrattori della casualità e col favore di chi ben accoglie variabili e incertezze, che in Fury Unleashed non risultano mai essere calcolate approssimativamente.

All’interno delle vignette sono poi presenti forzieri con contenuti casuali che variano da armi, armature, potenziamenti e buff che possono migliorare in maniera netta le vostre prestazioni, oltre ad alcune mini sfide interne e facoltative in grado di ripristinare la salute perduta o ricompensarvi con bonus alle capacità difensive o di attacco.

Fury Unleashed prevede anche la presenza di un soft permadeath, con la possibilità di poter migliorare le caratteristiche dell’eroe tramite i punti acquisiti nella precedente partita andata in malora. È un sistema che aderisce ai canoni moderni dei roguelite, assieme a meccaniche si ispirano in modo evidente a quelle di titoli come Dead Cells e Rogue Legacy, senza dimenticare i template lasciati in dote da classici come Contra e Metal Slug, chiaramente omaggiati in più di un’occasione.

Fury Unleashed: Metal Slug incontra i fumetti – Recensione

Com’è facile da immaginare per un gioco che aderisce a questo genere, anche Fury Unleashed ostenta livelli di difficoltà medio-alto, ma sorprende la possibilità di poterli personalizzare a piacimento per poter impostare al meglio l’esperienza di gioco e adattarla alle singole esigenze. Easy e Hard sono le due difficoltà standard, mentre altre due più estreme verranno sbloccate al termine dell’avventura, dalla durata non facilmente quantificabile. Al loro interno è possibile impostare parametri come la velocità di gioco, la quantità di danno subito e la salute recuperata.

Scatenate la furia

Fury Unleashed è pesantemente basato su un sistema di combo a ricompense, la cui perfetta padronanza ha un peso fondamentale ai livelli più alti di difficoltà. Sebbene a quella più abbordabile sia possibile giocare in modo più rilassato e non tenendo conto della rapidità di esecuzione che il gioco si aspetta dal giocatore, la musica cambia completamente quando si sceglie di giocare a Fury Unleashed proprio come gli sviluppatori hanno previsto.

Fury Unleashed: Metal Slug incontra i fumetti – Recensione

Fury potrà attaccare con armi da fuoco, armi mêlée e bombe, ma – a seconda della personalizzazione – le dinamiche potrebbero essere completamente diverse tra una partita e l’altra. Se ad esempio vi doterete di un fucile a pompa e avrete intenzione di aggredire i nemici standogli vicino, vi renderete conto della distanza siderale che ci sarà quando sceglierete ad esempio di rimanere a debita distanza adoperando un fucile da cecchino e delle granate, con conseguente gestione diversificata di movimenti e strategie, che rimangono comunque ancorate alla rapidità di esecuzione.

Si consideri infatti che Fury Unleashed vi spingerà a far fuori il maggior numero di nemici nel minor tempo possibile, così da poter attivare potenziamenti che facilitano l’avanzamento lungo il gioco. Il timer invisibile è in realtà abbastanza generoso, e non occorre essere delle macchine da guerra ed eseguire le combo in perfetta sincronia; al contrario, vi basterà ad esempio esibirvi in cinque uccisioni di fila per attivare uno scudo che assorbe parzialmente i danni, e con alcuni perk la situazione non farà altro che migliorare a vostro favore. In Fury Unleashed si morirà comunque molto spesso, anche perché attivare le abilità nello skill tree è un’operazione costante a cui non potrete sottrarvi, così da tentare di nuovo la scalata al successo e scoprire in ultima battuta cosa angustia John Kowalski.

Fury Unleashed: Metal Slug incontra i fumetti – Recensione

Fury Unleashed ha tre differenti numeri della serie di fumetti che corrispondono ad altrettanti scenari: il primo vi porterà in una lussureggiante foresta al tempo dei Maya, il secondo in una base sotterranea nazista e il terzo in una nave aliena. Partirete sempre dalla vignetta in alto a sinistra, ma considerando l’espansione in diverse direzioni non saprete mai quale sarà il percorso giusto da intraprendere; dovrete sconfiggere i classici mid-boss e i boss di fine livello (o fumetto, se preferite) per poter sbloccare l’area successiva, per un bestiario (esclusi i nemici di base) che si attesta sulle quaranta unità. I mid-boss sono chiaramente meno elaborati e più semplici da abbattere, e non mancano i momenti in cui ci si rende conto che alcuni prendono in prestito alcune movenze di quelli precedenti, mentre i boss spiccano per la loro unicità e difficoltà.

Delizioso infine il comparto grafico, che alterna però buone trovate ad altre che purtroppo lasciano galleggiare Fury Unleashed nell’anonimato, soprattutto per quell’aspetto generico dei personaggi che ricorda in parte alcuni giochi in Flash senza arte né parte.

+ Sistema di combattimento basato su aggressività e combo per ottenere grandi vantaggi nell'avanzamento
+ Vario e con molte possibilità di scelta per orientare il proprio stile di gioco
+ Elevate possibilità di personalizzazione in ogni aspetto di gioco, persino nella difficoltà
- La gestione procedurale è una scappatoia per mascherare la mancanza di contenuti
- Stile dei personaggi anonimo

7.3

Fury Unleashed è esattamente il tipo di gioco in grado di intrattenere e offrire un buon livello di sfida in un periodo come questo in cui le uscite si contano ancora col contagocce. Roguelite moderno con un occhio rivolto a perle del passato come Contra e Metal Slug, l’opera di Awesome Game Studios si affida a un sistema di combattimento basato sulla rapidità e a un sistema di combo che spinge il giocatore a un approccio aggressivo per ottenere il massimo dei vantaggi. L’ottima trovata di ambientare tutto il titolo all’interno un fumetto alla deriva, raccontando al contempo la crisi creativa dell’autore, è un plus che riesce a fotografare con più chiarezza l’estro creativo del team di sviluppo, che è riuscito a trovare una scappatoia per non riproporre situazioni di gioco già viste altrove.




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