Fortnite Battle Royale Vs PUBG – Feel Free to Pay [Ep. 4]

Quando la scelta di investire il proprio denaro non è poi così scontata

Feel free to pay
A cura di Marco Giannotta - 29 Aprile 2019 - 7:59

Per il quarto episodio della rubrica “Feel free to pay“, peschiamo nella rete dei numerosi progetti dati alla luce grazie al famoso engine “Unreal Engine 4”. I pesci grossi che passiamo in rassegna oggi sono i titoli di “Fortnite Battle Royale” (Fortnite BR) e di “PlayerUnknown’s Battlegrounds” (PUBG). Il primo gioco, che ironia vuole sia nato proprio in risposta al successo del secondo, è disponibile gratuitamente su numerose piattaforme ed è considerato il fiore all’occhiello dello studio Epic Games. Il secondo, invece, è un titolo a pagamento sviluppato dalla Bluehole, tristemente noto per alcuni iniziali difetti tecnici, alcuni dei quali hanno poi permesso l’ascesa di Fortnite BR.

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L’isola dei Furiosi

Entrambi i videogiochi si riallacciano alla categoria “Battle Royale”. Lo si può pronunciare alla francese, ma resta comunque un gioco al massacro. Si comincia da un’isola, poi si passa alla classica lobby di gioco, che può ospitare fino ad un massimo di 100 giocatori. Selezionato il giocatore, si può scegliere in ambo i casi in quale punto dell’arena proiettarsi; in PUBG ci si lancia spettacolarmente con un paracadute da un aeroplano, in Fortnite BR si può imitare Mary Poppins e scendere da un improbabile bus con un altrettanto improbabile ombrello.

In Fortnite BR, ci si dota di un massimo di 5 armi, od oggetti consumabili, mentre non esistono capi d’equipaggiamento aggiuntivi, fatta eccezione per l’esistenza degli scudi, con i quali si può raddoppiare la propria energia. In PUBG, invece, il sistema di equipaggiamento è più strutturato e si avvita sulla combinazione di armi, elmi, armature, stivali e chi più ne ha più ne metta. Fortnite BR compensa con la messa a punto delle skin, grazie a cui è possibile cambiare l’aspetto del proprio personaggio o delle proprie armi, sebbene – bisogna riconoscerlo – le possibilità di personalizzazione del PG rimangano piuttosto limitate.

Anche recuperare le armi e gli oggetti è molto più immediato in Fortnite BR: gli oggetti sono molto meglio visibili e brillano di colori diversi, a seconda del livello di potenza che incarnano. Lo stesso dicasi per le armi, che in PUBG richiedono invece una ricerca più doviziosa.

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La differenza è sempre nei dettagli

Si sa: prima ancora che con le dita, si gioca con gli occhi. Le atmosfere ci devono tirare dentro, i personaggi devono avere carattere, il mondo di gioco deve sembrarci riconoscibile nei colori e nei punti d’interesse. Dobbiamo essere catturati da ciò che vediamo, perciò i dettagli tecnici non vanno trascurati troppo.

Inutile dire che le differenze grafiche fra i due titoli sono palpabili, in qualche caso volutamente. Iniziare una partita a Fortnite BR richiede davvero pochissimo tempo; finito un game, se ne può iniziare di getto un altro senza dover attendere granché. Un dettaglio tecnico che fa invidia a PUBG, dove invece i tempi di attesa sono più dilatati.

Le atmosfere di PUBG contano una maggiore varietà in termini di mappe e mostrano tonalità più realistiche, più levigate. Sono spesso modellate in maniera tale da rendere più difficile l’individuazione dei nemici, creando talvolta non poche difficoltà per i giocatori. Fortnite BR, al contrario, ha scelto un approccio creativo a tema cartoon. Questione di stili e di gusti, ma non si può non riconoscere che quest’ultimo sia meglio ottimizzato a livello tecnico rispetto al suo competitor, garantendo maggiore stabilità.

La mancanza di un ambiente più immersivo è però compensata in PUBG dalla possibilità di alternare la visuale da terza a prima persona, mentre Fortnite BR consente di giocare solo in Third View. Da questo punto di vista, sparare in Fortnite BR è più facile rispetto a PUBG, grazie alla fluidità complessiva del suo gameplay, che perciò si adatta meglio a chi si avvicina da principiante a videogiochi di questa categoria, pur sacrificando un po’ del realismo di PUBG.

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Sulla cresta dell’onda o controcorrente?

In ultima analisi, Fornite si distingue per un’azione di gioco dinamica, ma pur sempre adatta anche a giocatori casual, consente di interagire gustosamente con l’ambientazione e conferisce al giocatore una certa flessibilità in termini di varianti strategiche, massimizzando il divertimento. D’altro canto, PUBG predilige un approccio più concreto, anche a livello di funzionamento delle armi, quindi meglio si presta ai giocatori più esperti e precisi. Consente, inoltre, un’elevata personalizzazione del personaggio, anche se l’azione di gioco complessiva è in paragone più lenta.

Ad oggi, Fortnite BR sta ancora vivendo la propria stagione di picco, il che garantisce un’abbondante varietà nel ventaglio di giocatori che si possono incontrare – alcuni direttamente migrati da PUBG – e un team attento alla continua ottimizzazione dei server di gioco per offrire le migliori prestazioni. Pertanto, se siete agli esordi con questo genere e siete curiosi di sperimentare la movimentata azione di uno sparatutto a tema Battle Royale, cominciare investendo soltanto il vostro tempo, anziché il vostro denaro, potrebbe rivelarsi la scelta più soddisfacente.




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