Fire Emblem Three Houses: Ombre Cineree – Recensione

A tu per tu con l'espansione di Fire Emblem: Three Houses, che ci porta nell'Abisso del Garreg Mach

VIDEO RECENSIONE
A cura di Gianluca Arena - 17 Febbraio 2020 - 9:40

Proprio alla vigilia di San Valentino (che romantici!) i programmatori di Intelligent Systems hanno sbloccato, per tutti coloro che avevano acquistato il Season Pass dell’eccellente Fire Emblem Three Houses, la grossa espansione single player promessa al lancio, intitolata “Ombre Cineree“. Inutile dire che noi l’abbiamo giocata a fondo per voi e vi raccontiamo com’è.

Pagina bianca

A differenza della seconda parte del gioco base, che seppe distinguersi anche per una narrativa di buon livello (come potete leggere nella nostra recensione dello scorso anno), e analogamente a molti contenuti scaricabili post-lancio, Ombre Cineree richiede una certa sospensione dell’incredulità per quanti avessero portato a termine almeno una delle campagne di Fire Emblem Three Houses.

Questo perché, collocandosi in un tempo indefinito della campagna principale, ben prima dei convulsi atti finali, questa espansione non tiene conto dei rapporti di amicizia o di disistima instaurati durante la storyline originaria (tanto da usare un salvataggio completamente differente).
Qui, Byleth e i suoi discepoli si trovano ad avere a che fare con l’Abisso, una parte sconosciuta del Garreg Mach, mai nominata durante la lunga campagna principale ma non per questo parca di misteri e segreti.

Fire Emblem Three Houses: Ombre Cineree – Recensione

Affidato dalla Chiesa alle cure di Aelfric, un sacerdote di lungo corso del Garreg Mach, l’Abisso è un enorme dedalo sotterraneo nel quale, nel corso degli anni, hanno trovato rifugio malati, senzatetto, diseredati e reietti della società, per i quali vivere in superficie era divenuto troppo pericoloso o semplicemente impossibile.

Pur malsopportando questi ospiti indesiderati, la Chiesa ha concesso loro asilo e delegato al suddetto Aelfric di proteggerli e di procurare loro i beni di prima necessità, a patto che questi se ne stiano rintanati nel loro buco senza disturbare la vita del monastero.
Se le premesse risultano piuttosto deboli, visto che, pur avendo girato in lungo e in largo il Garreg Mach durante la storyline principale il giocatore viene a conoscenza di questo pertugio solamente adesso, il cast di personaggi che poi diventeranno i Lupi Cinerei del titolo si pone sul medesimo (alto) piano qualitativo di quelli dell’avventura base, tra combattenti spacconi, donzelle che reagiscono in maniera bizzarra alla luce del sole e maghe apparentemente disinteressate a tutto ciò che le circonda.

Fire Emblem Three Houses: Ombre Cineree – Recensione

Non mancheranno anche notizie inedite riguardanti i genitori adottivi del protagonista, ad esempio, o rivelazioni minori su alcuni dei protagonisti delle vicende vissute lo scorso anno, eppure, nonostante qualche cammeo ben congegnato, la storia raccontata e le giustificazioni narrative che la vorrebbero legare alla campagna principale risultano abbastanza deboli.
Discorso parzialmente diverso per quanti non avessero mai giocato Fire Emblem Three Houses: per loro, la storia aggiuntiva diventerebbe disponibile a partire dal terzo capitolo, inserendosi in maniera più naturale nel quadro narrativo generale.

Finalmente gli schiaffi

Il vero motivo per cui questo DLC ci è piaciuto e abbiamo deciso di premiarlo con un’ottimo voto risiede, perlopiù, nel consistente aumento del livello di difficoltà rispetto alla campagna base, che non era riuscita ad offrirci quella “cattiveria” che aveva da sempre caratterizzato la serie.
Giocato a livello Difficile, Ombre Cineree riesce ad offrire battaglie sempre al limite, grazie ad una serie di scelte di design che, con una sola eccezione, speriamo di rivedere nelle prossime incarnazioni del franchise.

Fire Emblem Three Houses: Ombre Cineree – Recensione

Partiamo da quella che non ci è piaciuta e che, purtroppo, aveva fatto capolino sia nella campagna base sia in Fire Emblem Fates: i rinforzi improvvisi e randomici.
Soprattutto per coloro che scelgono di giocare in modalità permadeath, l’apparizione subitanea di truppe nemiche dal nulla può causare la morte di un protagonista, magari quell’utilissimo guaritore lasciato nelle retrovie e preso di sorpresa dall’assalto alle spalle.
In un franchise come Fire Emblem, che tende a premiare la pianificazione e la prudenza, i rinforzi nemici che compaiono dal nulla ci stanno come l’ananas sulla pizza, con buona pace dei nostri amici americani ed australiani.

Ad eccezione di questa bizzarra scelta, però, il team di sviluppo ha attinto ad un’arsenale di piccole diavolerie per innalzare il livello di sfida in maniera notevole: si passa dalla presenza di nemici praticamente imbattibili che inseguono il party sulla mappa (ma possono essere indirizzati contro gli avversari) a battaglie con un limite temporale, che costringono i più conservativi ad adottare tattiche offensive.

Fire Emblem Three Houses: Ombre Cineree – Recensione

In più, il limitato numero di combattenti schierabili e la quasi totale assenza di occasioni per grindare oro e livelli fanno sì che il giocatore possa fare affidamento solo ed esclusivamente sulla sua abilità strategica, piuttosto che sulla forza bruta di un esercito di diversi livelli più alto rispetto agli avversari.
In ultimo, il numero limitato di usi del battito divino, il cui abuso aveva svilito la sfida anche negli stage più complessi della campagna base, appesantisce notevolmente ogni decisione presa, avvicinando ogni match a una partita a scacchi e realizzando così il sogno del team di sviluppo, che non ha mai fatto mistero di ispirarsi al classico gioco da tavolo.

Insomma, per i veterani della serie c’è davvero di che divertirsi, soprattutto nel sesto e settimo capitolo, i due che ci hanno dato più filo da torcere, costringendoci a sacrificare due pedine preziose pur di avanzare.
La generale morbidezza della campagna principale di Fire Emblem Three Houses ci aveva fatto un po’ dimenticare l’adrenalina per un colpo triplo insperato e la tensione connessa a una mossa sbagliata: il merito principale di Ombre Cineree (quantomeno al livello Difficile da noi selezionato) è stato quello di farci provare nuovamente queste emozioni.

Fire Emblem Three Houses: Ombre Cineree – Recensione

Come qualche mese fa

In teoria, da un contenuto scaricabile, non ci sono da attendersi rivoluzioni copernicane sul comparto tecnico del titolo base, e, da questo punto di vista, Ombre Cineree non costituisce eccezione.
Eppure, in fondo al nostro cuore di fan della serie, c’era la malcelata speranza che nei mesi intercorsi dal lancio, Intelligent Systems e Koei Tecmo avessero lavorato alle cose che non andavano, dalla bassa definizione di troppe texture agli orrendi sfondi statici di molti dialoghi.

Invece, nulla è cambiato: ciò che c’era di buono nel titolo originale è stato mantenuto, dalla colonna sonora (splendide alcune delle tracce inedite) ai modelli poligonali dei personaggi nelle cut-scene, e ciò che non andava funziona ancora a singhiozzo, anche se il frame-rate è aiutato dalla mancanza di grossi spazi aperti da esplorare in tempo reale.

Fire Emblem Three Houses: Ombre Cineree – Recensione

A fronte di un costo non indifferente, precisamente di poco inferiore ai 25 euro, la quantità di contenuti si dimostra più che soddisfacente, anche se non ai livelli (stratosferici) delle tre campagne principali: scegliendo il livello di difficoltà più alto, abbiamo impiegato poco più di tredici ore ad arrivare in fondo a Ombre Cineree, ma questo valore è altamente personale.

Se, infatti, è possibile arrivare alla fine della storia in otto o dieci ore qualora si scelga il livello di difficoltà Normale e la rinascita dei personaggi a fine battaglia, coloro i quali sceglieranno la modalità permadeath potrebbero impiegare molto di più, costretti a ripetere intere battaglie per non salutare definitivamente uno dei personaggi preferiti.

Fire Emblem Three Houses: Ombre Cineree – Recensione

In assoluto, comunque, parliamo di un DLC che non lesina sui contenuti, e che farà sicuramente la felicità di tutti coloro che, nonostante l’abnorme monte ore di Fire Emblem Three Houses, non vedevano l’ora di ricaricare il loro salvataggio.

+ Meccaniche di gioco ancora di alto livello
+ Tasso di sfida finalmente all'altezza della saga
+ Alcune nuove tracce ci sono rimaste in testa
- Narrativamente deboluccio
- Nulla è stato fatto per migliorare l'aspetto tecnico, ancora zoppicante

8.0

Nonostante una narrativa un po’ sottotono, soprattutto se confrontata con quella del gioco base, e un comparto tecnico che alterna ancora alti e bassi a diversi mesi dalla release, Ombre Cineree è un’espansione di valore, che pone rimedio ad uno dei problemi principali del gioco base (ovvero la mancanza di sfida anche a livelli elevati) e offre un onesto e corroborante more of the same, quantomai gradito vista la qualità del gameplay e della campagna del titolo uscito lo scorso anno in esclusiva per Nintendo Switch.

Non un acquisto imprescindibile, in fondo, ma di certo un’aggiunta di valore per tutti coloro che hanno amato Fire Emblem: Three Houses e ne volevano ancora.




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