Final Fantasy VII Remake

A promise is a promise

A cura di GamesForum - 27 Maggio 2020 - 17:25

Autore della recensione: Doc E.Brown

Sono passati oltre 23 anni da quando la settima incarnazione della fantasia finale ideata da Hironobu Sakaguchi esordì sulla prima leggendaria PlayStation. Abbandonando i lidi Nintendo in favore della neo-arrivata di casa Sony, l’allora Squaresoft sfornò non solo uno dei migliori jrpg della storia, ma anche uno dei titoli che ha contribuito a plasmare il media così come lo conosciamo oggi. Forte di una trama memorabile, con un cast iconico curato da Yusuke Naora e Tetsuya Nomura, un gameplay profondo e sapientemente equilibrato, una colonna sonora allo stato dell’arte firmata dal maestro Nobuo Uematsu ed un comparto tecnico stupefacente per l’epoca, Final Fantasy VII entrò nelle case e sopratutto nel cuore di milioni di appassionati, contribuendo alla diffusione del genere degli jrpg in Occidente, all’inizio dello sdoganamento della “nerd culture” orientale nonché alla formazione di un nuovo manifesto del gaming il quale si avviava sempre più a diventare un’esperienza ludico-visiva completa, fatta di emozioni e capace di veicolare messaggi e significati. Sono passati oltre 23 anni ed ora, le nuove generazioni nonché quelle stesse generazioni cresciute con i cd dal fondo nero, vivono l’emozione di tornare a Midgar per affrontare il primo capitolo di un ambizioso progetto remake.

FFVII Remake infatti ripercorre le gesta dell’iconico Cloud Strife limitatamente agli eventi ambientati nella città di Midgar: tutto quello che, nell’originale del 1997, accade dopo aver abbandonato tale metropoli, è rimandato ai prossimi capitoli del progetto. Tale scelta, all’inizio contestata dagli irriducibili fan della serie, trova però una motivazione ed una ratio nell’estrema cura, ricchezza ed amore che FFVII Remake riserva in ogni sua singola componente: non solo gli eventi sono stati riprodotti e riproposti con cura, ma sono state altresì aggiunte nuove sezioni (e soluzioni) di gameplay, personaggi ed aree inedite che vanno ad approfondire la trama e pongono nuovi (ed arditi) spunti per il futuro del progetto.

Lungi dal proporre un mondo aperto liberamente esplorabile (la sezione ambientata a Midgar non lo era neanche nel 1997), il gioco è suddiviso in capitoli più o meno lineari, ricchi tuttavia di posti da visitare, subquest da affrontare, collezionabili da raccogliere, sfide di combattimento con cui misurarsi e mini-giochi con cui svagarsi: se la permanenza a Midgar nel titolo originale a stento arrivava alla decina di ore, in questo remake si arriverà ad una longevità di circa 40/45 ore, necessarie per arrivare unicamente ai titoli di coda, senza soffermarsi su tutto quanto il gioco ha da offrire e senza affrontare la modalità New Game +.

Parlare della trama rischia di svilire la grandezza dell’originale nonché le soluzioni narrative di questo remake: è sufficiente pertanto sapere che il plot ruota inizialmente intorno alle gesta di un gruppo di eroi, riuniti sotto l’egida del gruppo di “eco-terroristiAvalanche, nel tentativo di opporsi alle politiche anti-ecologiste di una spietata multinazionale energetica, la ShinRa, rea di estrarre indiscriminatamente energia mako dal pianeta. Ben presto tuttavia la trama prenderò pieghe inaspettate e le sorprese non tarderanno ad arrivare.

Non si può non lodare la meravigliosa regia di cui FFVIIR risulta graziato, così come tutto il comparto tecnico e visivo, reso ancor più ricco dal design di ogni singola ambientazione personaggio o creatura, fino alle animazioni ed al doppiaggio, di altissima qualità (sia quello giapponese sia quello inglese): impossibile non rimanere estasiati dal vedere prendere nuovamente vita, sotto questa nuova lucente veste, la magia del capolavoro del 1997. Se l’originale aveva fornito un primo chiaro esempio delle possibilità cinematografiche del media, il remake onora la tradizione attualizzando, estendendo e modernizzando la messa in scena di quanto già era presente 23 anni fa.

Final Fantasy VII Remake

Il gameplay di FFVII Remake attua invece delle sostanziali modifiche: abbandonando l’originario sistema rigidamente a turni, questa nuova incarnazione propone un gameplay di stampo action-jrpg in cui poter switchare in tempo reale i personaggi e gestire i combattimenti con le specificità combattive di ogni componente del party. Il posizionamento avrà un ruolo fondamentale in battaglia: i personaggi dovranno fare affidamento non solo sulla capacità di bloccare gli attacchi (riducendo drasticamente i danni subiti), ma anche di schivarli, di effettuare contrattacchi, nonché di utilizzare speciali abilità e magie ad area. Rimane tuttavia possibile rallentare l’azione di gioco fin quasi alla completa stasi, per permettere, nei momenti più concitati, di scegliere attentamente le mosse da compiere e variare la tattica di combattimento per un’efficienza massima.

Il gameplay risulta fresco, spettacolare, divertente ed incredibilmente vario, grazie non solo al bestiario che si dovrà affrontare ma anche al ritrovato sistema delle materie. Come nell’originale infatti, incastonare particolari sfere colorate (materie) all’interno dell’equipaggiamento attribuirà ai personaggi la possibilità di usare magie, abilità, nonché miglioramenti di varia natura (attivi e passivi) alle statistiche. Le materie potranno inoltre collegarsi tra loro per dare vita a risultati inediti: sarà quindi possibile attribuire un effetto elementale alla propria arma, diventare immuni a determinati incantesimi, influire sulla possibilità di effettuare più mosse speciali e molto altro: il sistema, come nel titolo del 1997, apre le porte alla sperimentazione nonché alla possibilità di creare build estremamente variegate ed interessanti. Tornano inoltre le evocazioni, spettacolari creature che interverranno in battaglia per aiutare il party, destinate a riservare anche qualche sorpresa per i fan del titolo originale: tuttavia, non potranno essere usate in modo promiscuo ma unicamente durante gli scontri più impegnativi.

Inedito rispetto al capitolo originale è il sistema di potenziamento delle armi: ogni arma potrà non solo essere sviluppata attraverso un sistema simile alla sferografia di FFX, ma altresì potrà far apprendere al suo utilizzatore, previo raggiungimento di sufficiente maestria, speciali e specifiche abilità (che una volta apprese, rimarranno a disposizione del personaggio anche in caso di variazione dell’equipaggiamento).

La colonna sonora merita una trattazione ed un elogio separati: la leggendaria e maestosa soundtrack di FFVII torna con tutta la sua potenza in questo capitolo, accompagnando il player attraverso le sue memorabili tracce, con nuovi arrangiamenti sempre rispettosi delle interpretazioni originali, assieme a nuovi brani sempre puntuali ed evocativi. Semplicemente impossibile fare di meglio.

+ Tecnicamente virtuoso
+ Gameplay profondo e galvanizzante ed espansioni ludiche che favoriscono una longevità estesa
+ Colonna sonora da applausi
+ Narrativamente rispettoso ed ardito al tempo stesso...
- … forse troppo ardito per alcuni
- Sporadici ritardi nel caricamento di alcune texture ambientali
- Non sarebbero guastate delle aree maggiormente aperte ed esplorabili
- Ci vorranno anni per il secondo capitolo

10

Final Fantasy VII Remake è la perfetta definizione di “lettera d’amore” verso l’opera originaria. Modernità e tradizione trovano un eccelso sodalizio ludico e visivo, dando nuova linfa vitale alle gesta di Cloud, Barret, Tifa ed Aerith. Forte di un gameplay magnetico e profondo, un’ottima longevità, un comparto tecnico virtuoso ed una colonna sonora di pura emozione, il primo capitolo del progetto Remake è a tutti gli effetti un capolavoro di rara bellezza e potenza. Non contento di essere arrivato a questo status, il titolo esplora altresì nuove idee e nuove ardite prospettive, per alcuni addirittura pericolose: solo il tempo potrà però far chiarezza sul futuro di quest’opera maestosa. Tempo che non potrà, tuttavia, mai scorrere abbastanza velocemente.




TAG: final fantasy vii, Final Fantasy VII Remake, square enix, tetsuya nomura