Final Fantasy VII recensione Nintendo Switch | si torna a Midgar

Cloud e soci tornano su Switch, nell'indimenticabile settimo capitolo della saga!

RECENSIONE
A cura di Marcello Paolillo - 20 Aprile 2019 - 10:51

Ci sono videogiochi destinati a segnare un’epoca. Non solo bei titoli o semplici capolavori, piuttosto dei progetti in grado di fare da spartiacque per il genere di appartenenza. Final Fantasy VII è sicuramente uno di questi. Nato come titolo in esclusiva assoluta sull’allora popolarissima PlayStation a 32-bit, la prima Fantasia Finale di Hironobu Sakaguchi per la console Sony non viene ricordato solo come un titolo memorabile di per sé, bensì anche e soprattutto come un JRPG in grado di fare esplodere – da solo – il genere fuori dai confini giapponesi (l’Europa e l’America erano da sempre poco avvezze ai giochi di ruolo di matrice orientale). Il resto è storia. Ora, con l’arrivo di alcuni capitoli classici della serie di Final Fantasy su console Nintendo Switch, era pressoché impossibile che Square non optasse anche per una conversione della leggendaria avventura di Cloud e soci. E il risultato finale è sotto gli occhi di tutti.

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Veni, veni, venias, Ne me mori facias.

Per molti giocatori, specie chi è cresciuto con la saga da oltre 20 anni, il settimo capitolo della saga di Final Fantasy è dvenuto un vero e proprio atto di fede. Uno spartiacque, capace di segnare un’intera generazione. Ora, dopo più di vent’anni, uno dei JRPG più famosi di sempre è approdato finalmente anche su una console Nintendo. La cosa oggi mette un pizzico di nostagia, visto che ai tempi Final Fantasy VII fu un vero e proprio pomo della discordia, tanto che la Grande N e SquareSoft decisero di interrompere bruscamente i loro rapporti dopo anni di collaborazione (a fronte della scelta di Sakaguchi di scegliere l’allora avveniristica console a CD-ROM, snobbando le ormai obsolete cartucce intercambiabili). Ora, anno 2019, l’ascia di guerra è finalmente sotterrata, tanto che Nintendo ha detto sì a numerosi capitoli della saga di FF da dare in pasto all’utenza Switch (nel carnet troviamo infatti anche Final Fantasy IX, Final Fantasy X|X-2 HD e Final Fantasy XII: The Zodiac Age). Il settimo episodio è in ogni caso uno dei titoli più importanti del quartetto ed il perché è presto detto.

Diretto da Yoshinori Kitase, scritto da Kitase e Kazushige Nojima, e prodotto da Hironobu Sakaguchi, FF7 racconta di un mondo dominato da una megacorporazione chiamata Shinra Electric Power Company, la quqle trae vantaggio dall’uso di macchine conosciute come “reattori Mako”. Questi estraggono dal sottosuolo un particolare tipo di energia, convertendola in elettricità. L’energia Mako è però estratta da un vero e proprio flusso di forza vitale sotto la superficie del pianeta, tanto che nella città di Midgar, città stato della Shinra, sono presenti ben otto reattori che “succhiano” gran parte della linfa vitale terrestre. A cercare di mettere i bastoni tra le ruote della temibile corporazione ci pensa il gruppo di ribelli chiamato Avalanche, il quale ingaggia ben presto un mercenario di nome Cloud Strife. Questi sostiene infatti di essere un ex membro della squadra di forze speciali d’elite della Shinra, i Soldier, pronto a lanciarsi nella prima missione con l’obiettivo di far saltare uno degli otto reattori Mako della città. Le cose non andranno per il verso giusto, essendo solo l’inizio di un’avventura destinata a cambiare per sempre il destino del pianeta.

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Final Fantasy VII è un gioco di ruolo basato sulle classiche battaglie casuali a turni, lo stesso sistema Active Time Battle (ATB) utilizzato nei tre Final Fantasy precedenti usciti su SNES. Tre personaggi alla volta saranno chiamati ad effettuare attacchi, magie e attivare le materie, ossia sfere magiche che possono essere incastrate in speciali fessure presenti nelle armi e nelle armature che andremo ad equipaggiare. Ogni materia permette ai vari protagonisti di usare evocazioni, incantesimi e comandi speciali, tanto che il loro uso strategico in battaglia decreterà spesso e volentieri la vittoria o la sconfitta in uno scontro. Il sistema, a fronte degli oltre vent’anni sul groppone, funziona ancora piuttosto bene. Certo, l’immediatezza dei duelli e la flessibilità del combat system dei Final Fantasy moderni è lontana anni luce dagli scontri lenti e decisamente macchinosi di FF7. È altrettanto vero, però, che in virtù di una certa efficacia nelle meccaniche di gioco, i puristi ameranno ancora una volta l’ATB, oggi come ieri. Per il resto, l’avventura di Cloud, Barret, Tifa, Yuffie, Vincent, Cid, Red XIII, Cait Sith e Aeris è esattamente come la ricordavamo: una volta usciti da Midgar il mondo di gioco ci offrirà la stessa manciata di ambientazioni memorabili a cui ci siamo affezionati sul calare degli anni ’90: il Cosmo Canyon, Costa del Sol, Kalm e Nibelheim sono solo alcune delle ormai leggendarie location che andremo ad esplorare, proseguendo per le 60 ore necessarie al completamento. Senza contare un cast di personaggi (sia principali che secondari) forse migliore di qualsiasi altro gruppo di eroi proposto nei capitoli successivi (basti pensare solamente al villain principale, Sephiroth, consacrato negli anni come il più importante e carismatico cattivo nella saga di Final Fantasy).

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Per il resto, la conversione di Final Fantasy VII su Switch è buona, ma non ottima. Buona, poiché la possibilità di giocare questo gran pezzo di capolavoro in portabilità è cosa gradita (perlomeno per tutti coloro che hanno evitato PSP, PlayStation Vita e smartphone). Non ottima, perché a conti fatta si tratta di un’edizione che ricalca pedissequamente le conversioni uscite in precedenza (vale a dire PC e PS4, condividendone anche i bug di percorso). I fondali statici e prerenderizzati sono infatti in bassa risoluzione, con un fastidioso effetto blur che crea uno stacco piuttosto netto fra i personaggi poligonali e le varie ambientazioni. Senza contare inoltre che i 4:3 sono un bel pugno in un occhio, “mangiandosi” gran parte dello schermo della console ibrida. Nulla di così intollerabile, sebbene faccia storcere il naso vedere come Square non abbia mosso un solo dito pur di offrire un porting che prendesse le distanze dai precedenti tentativi. Al netto di queste piccole mancanze, Final Fantasy VII su Switch è lo stesso, identico capolavoro uscito 22 anni fa. E poco non è.

+ Storia e personaggi entrati nel mito
+ Colonna sonora indimenticabile
+ Longevo e dannatamente giocabile
- I 4:3 sono uno speco di risorse
- Qualche bug di percorso

8.5

Al netto di una conversione piuttosto svogliata da parte di Square Enix, Final Fantasy VII è lo stesso – magnifico – capitolo che abbiamo potuto giocare oltre venti anni sulla prima PlayStation a 32-bit. Personaggi memorabili, una colonna sonora maestosa e più in generale un combat system destinato a fare scuola negli anni a venire. Tutti elementi che su Nintendo Switch sono stati riprodotti alla perfezione, nonostante qualche piccolo bug qua e là. Che siate nostalgici incalliti o alle prime armi con il genere dei JRPG, il consiglio è sempre e comunque quello di recuperare questo piccolo, grande pezzo di storia del videogioco. Meglio se in portabilità.




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