The Outer Worlds, verso l’infinito e oltre – Recensione

The Outer Worlds è davvero l'erede spirituale di Fallout: New Vegas? Scopriamolo nella nostra recensione.

Video Recensione
A cura di Domenico Musicò - 22 Ottobre 2019 - 15:00

The Outer Worlds ha avuto l’onore e l’onere di essere accostato prematuramente a Fallout: New Vegas, ma l’associazione, come spesso accade nella maggior parte dei casi, si è rivelata piuttosto frettolosa e non rende giustizia a quella che è invece un’opera di grande respiro, che può tramutarsi agevolmente in una serie di ottimo successo. Sebbene non manchino parecchi punti in comune e molte delle dinamiche che hanno fatto apprezzare il titolo sviluppato nove anni or sono da Obsidian, questa nuova creatura ha la forza di imporsi come una nuova saga che probabilmente verrà spinta anche da Microsoft, lungimirante e attenta ad aver acquisito uno studio esperto come quello di Santa Ana.

The Outer Worlds: Il mondo ai vostri piedi

The Outer Worlds narra la storia di una grande cospirazione planetaria che vede da una parte Il Consiglio, un conglomerato di corporazioni interessato a controllare ogni aspetto della vita della colonia di Halcyon, e dall’altra il criminale in fuga Phineas, pronto a sovvertire le sorti del mondo operando sottotraccia e servendosi del vostro aiuto. Il protagonista che creerete tramite un completo editor, attraverso cui imposterete le abilità di base e l’inclinazione del personaggio, verrà risvegliato dal suo stato d’ibernazione dopo decenni all’interno della Speranza, una nave spaziale alla deriva e abbandonata al proprio destino.

Di base, le due vie lungo cui potrete incanalare le vostre scelte sono queste, e sostenendo con decisione uno dei due grandi attori della vicenda indirizzerete la storia di The Outer Worlds verso uno degli esiti previsti. Tuttavia c’è tutto un solidissimo insieme di scelte morali – diplomatiche, violente, di buon senso o di poca indulgenza – che sfumeranno la vostra presa di posizione. Nella fattispecie, caldeggiare una fazione alleata col Consiglio, ma al contempo sostenere i bisogni dei cittadini in altre città, potrebbe sia mettervi in cattiva luce (al punto di non poter più entrare nella zona senza subire attacchi continui e indefessi), sia crearvi delle nuove e inaspettate alleanze. Da questo punto di vista, ci sono almeno due o tre esempi in cui le scelte diventeranno ardue e compromettenti, lasciandovi col dilemma legato alla decisione più adatta da prendere.

The Outer Worlds, a difficoltà standard, non vi porterà via più di trenta ore, e risulta pertanto essere una versione più condensata dei grandi GdR occidentali che superano il centinaio di ore. Il discorso cambia non poco con la difficoltà Supernova, che è quella senza compromessi e con diversi paletti, per i veri amanti delle esperienze integrali, più realistiche e senza facilitazioni. In questo caso le ore possono facilmente raddoppiare e il gusto dell’avventura cambia in modo piuttosto deciso, soprattutto se deciderete di portare a termine tutte le secondarie. A proposito delle quest, sappiate che alcune possono fallire del tutto, con nessuna possibilità di poter rimediare ai propri errori. Non succede con grande frequenza, ma è una variabile che abbiamo senz’altro apprezzato. Inoltre, alcune opzioni nei dialoghi saranno bloccate per via di certe specializzazioni e abilità non sufficientemente migliorate, motivo per cui è sempre meglio affrontare qualche combattimento in più e non saltare nulla, così da poter sempre avere il più ampio ventaglio possibile nei momenti in cui la diplomazia risulterà essere fondamentale.

The Outer Worlds, verso l’infinito e oltre – Recensione

Ruoli di peso

Il sistema di crescita e di gestione dei personaggi si estende anche ai comprimari da arruolare a bordo della vostra nave soprannominata L’Inaffidabile, che vi accompagneranno nelle peregrinazioni lungo gli accidentati pianeti in cui mostruosità e minacce armate si frapporranno tra voi e la vostra sete di rivalsa. Ad ogni nuovo livello raggiunto è possibile migliorare alcune macro categorie di abilità come Difesa, Tecnologia o Comunicazione, ma non potrete aumentare le singole skill come Hacking o Persuasione fin quando non avranno raggiunto singolarmente il livello cinquanta. Ci sembra una scelta oculata e attenta, che consente di favorire lo sviluppo del proprio alter ego all’aumentare dell’esperienza acquisita sul campo, avendo la consapevolezza di cosa effettivamente serve per assecondare la propria condotta di gioco.

Le schede dei compagni non sono così approfondite come quelle del protagonista: potrete scegliere con quali armi e armature equipaggiarli, quali vantaggi applicare e poco altro ancora, assieme a quale attitudine ritenete più opportuna per loro durante le battaglie. Battaglie che in loro compagnia diventano sostanzialmente molto semplici e banali, quasi degl’intermezzi tra un grande dialogo e l’altro o tra il raggiungimento di una cittadella e l’altra. Potrete selezionare uno o due compagni da portarvi appresso, oppure decidere di affrontare le battaglie da soli, e in quel caso è ovvio che la situazione cambierà, ma è chiaro anche che c’è qualche problema di bilanciamento che necessita di alcune migliorie affinché The Outer Worlds non si riduca a un GdR monodimensionale alle difficoltà mediamente più selezionate. Il DTT, ossia la possibilità di rallentare il tempo per prendere bene la mira e scoprire quali sono gli effetti dei colpi sui nemici e i loro punti deboli, è un’opzione che non utilizzerete molto spesso, poiché la frenesia e la risolutezza sono spesso le soluzioni migliori per avere la meglio senza troppi grattacapi. Questa evidente problematica è amplificata dalla possibilità di entrare in possesso di armi potenti molto presto, che possono anche essere potenziate a dismisura, e anche a un’intelligenza artificiale davvero sin troppo basilare e facilmente aggirabile, che tende ad esibirsi in routine comportamentali non proprio soddisfacenti. Oltretutto, risulta essere poco convincente anche il modo in cui i nemici reagiscono ai proiettili, sussultando e cadendo al suolo solo quando la loro salute si esaurisce.

The Outer Worlds, verso l’infinito e oltre – Recensione

Tecnicamente The Outer Worlds non si distanzia molto da quelli che sono gli standard di Obsidian, che dimostra sempre di avere buona inventiva ed efficacia dal punto di vista artistico, mentre graficamente mostra qualche incertezza. Non ci sono problemi di fluidità, ma nonostante le grandi migliorie apportate dalla presentazione di The Outer Worlds fino a oggi, il prodotto rimane effettivamente un po’ grezzo, con volti dalle differenze minime su una base comune e una realizzazione degli scenari non sempre al top.
Al di là di ciò, l’offerta globale di The Outer Worlds è davvero molto soddisfacente: ha una gestione degli elementi di gioco di cui difficilmente ci si può lamentare, una storia ben strutturata con diversi bivi e molte scale di grigio, un mondo sempre credibile e con fazioni ben diversificate; un concept semplice ma efficace, con un universo espandibile in multiple direzioni e uno sviluppo delle caratteristiche ruolistiche che lascia ben poco al caso.

+ Tutti gli elementi ruolistici funzionano alla grande
+ Storia ben strutturata, con bivi e parecchie zone grigie in cui infilarsi
+ Ottima gestione del sistema di abilità, dei compagni e delle conseguenze legate alle diverse scelte
+ La difficoltà Supernova offre davvero un'esperienza più avvincente, integrale e senza compromessi
- Il sistema di combattimento non soddisfa appieno e alle difficoltà di base ha qualche problema di bilanciamento
- Tecnicamente buono ma non eccelso, con diverse défaillance tipiche dei prodotti Obsidian

8.3

In The Outer Worlds potreste non incontrare mai alcuni dei personaggi da arruolare nella vostra nave o potreste farli morire in seguito a una scelte scellerata, pur arrivando a uno dei finali disponibili. Potrete ficcarvi nei casini o potrete avere degli aiuti inaspettati per combattere la brama di potere del Consiglio.
Potrete però anche agire al contrario, vivendo nella menzogna, decidendo raramente di usare la violenza o usando solo la forza bruta per far valere le vostre ragioni. Sta davvero a voi decidere e prepararvi a tutte le conseguenze del caso, in una folle cavalcata per la giustizia in un mondo ispirato alla fantascienza pulp degli anni ’30 e incalzato da un’ironia pungente e capace di essere sempre sul pezzo.
The Outer Worlds offre una vasta gamma di scelte, situazioni e dinamiche di gioco che varieranno sensibilmente da un giocatore all’altro e tra una partita e l’altra. E questo, lasciatevelo dire, è decisamente il miglior pregio che un gioco di ruolo del genere possa avere.




TAG: obsidian, The Outer Worlds

OffertaBestseller No. 1