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Fallout 3 e il venditore immortale – Il Dettaglio

Per le desolate lande post-apocalittiche di Fallout 3, un venditore è in missione. Senza un particolare motivo.

Complice l’arrivo di Fallout 76: Wastelanders, di cui abbiamo parlato nella nostra recensione, mi è tornato in mente uno strambo particolare di Fallout 3. Quando il titolo uscì, nel 2008, l’impatto fu notevole. Ricordo chiaramente l’interesse che il gioco aveva suscitato tra i miei amici, e fu in quel momento che capii che il mondo si divideva in due categorie di persone: chi voleva far saltare in aria Megaton senza pietà, e chi no.

Il gioco che apriva la nuova fase della saga che ci insegna che “la guerra, la guerra non cambia mai” era piuttosto selvaggio. Nel senso che, rispetto anche alle iterazioni che sarebbero apparse negli anni seguenti, Fallout 3 proponeva per la prima volta un mondo post-apocalittico nudo e crudo. Non che Fallout: New Vegas e compagnia fossero giochi inferiori o meno ispirati. Solamente, erano diversi. O forse ormai ero già abituato a tutta la nuova struttura della serie, e il suo impatto iniziale era scomparso.

Ma in questo numero de Il Dettaglio non voglio parlare di questo. Voglio parlare del personaggio più forte e improbabile di Fallout 3, quello impossibile da sconfiggere.

Ammazziamo tutti in Fallout 3

Il mio impatto con il titolo Bethesda fu a dir poco traumatico. Ero piuttosto inesperto in questo tipo di giochi, e il risultato della mia prima uscita dal Vault 101 fu una tremenda morte per mano delle formiche di fuoco. Formiche che negli anni successivi avrei sterminato a frotte, e che però nel primo incontro per me erano semplicemente imbattibili.

Il bello di Fallout 3 era che avevi la reale sensazione di poter fare un po’ tutto quello che volevi. E questo voleva dire anche che potevi uccidere tutto quello che ti si parava davanti. Non solo blatte giganti, talpe giganti, mosche giganti e altri mostriciattoli giganti, ma anche persone.

Io non uccisi praticamente nessuno fuori dall’ordinario, perché quando un gioco mi dà una scelta, e mi giudica sulla base di quelle scelte, tendo sempre a comportarmi nel modo migliore possibile (difatti limitando un po’ la mia libertà di azione). Ovviamente qualcun altro ha pensato invece di far fuori tutto e tutti. Ed è spuntato fuori un particolare interessante.

Bam bam boom boom

Ho recuperato questa vecchia intervista su Kotaku dove si leggeva di tale Many a True Nerd, che sul suo canale Youtube aveva iniziato una run di Fallout 3 con l’obiettivo di uccidere chiunque.

Il suo obiettivo era socialmente rilevante: riuscire a capire quanto la trama del titolo potesse espandersi e flettersi sotto il peso di un numero sempre più alto di morti lasciati per strada.

Perché la cosa interessante di Fallout 3 – e di altri giochi del genere – è che da una parte ti propongono una struttura narrativa imponente, con quest e sotto-quest varie. Dall’altra, però, ti danno anche la possibilità di distruggere praticamente tutto, con la conseguenza che tutta la bella architettura del racconto proposto può diventare sempre meno credibile e necessaria.

E tra le tante sorprese che un approccio del genere può portare all’esperienza di gioco, spuntano fuori gli NPC essenziali. Qui le cose si fanno decisamente strambe.

L’invincibile Shrapnel

Nei titoli della serie Fallout sono presenti alcuni personaggi chiamati essenziali. Gli NPC con questo attributo non possono essere uccisi. Tutti i bambini, ad esempio, rientrano in questa categoria. Possono essere attaccati, ma troveranno sempre un riparo e alla fine riusciranno a scappare (ciò non vale, però, nei capitoli classici).

Lo scopo di questa categoria di personaggi è sostanzialmente quella di reggere la struttura narrativa di certe quest, e perciò di tutto il plot. Per qualche motivo, però, a volte capita che personaggi all’apparenza non così importanti siano invece considerati essenziali.

E qui si arriva al fatto interessante. Girovagando per la mappa di gioco di Fallout 3 si arrivava a Rivet City, e più precisamente nei pressi del negozio Flak ‘N Shrapnel’s. Qui si trovava Shrapnel, il venditore. Tutto sommato un commerciante di armi come un altro, piuttosto burbero e poco amichevole, che divideva il negozio con il suo collega Flak.

Bene: spunta fuori che Shrapnel era un personaggio essenziale, impossibile da eliminare. Spiegava Many a True Nerd:

È un personaggio del tutto superfluo. Non è coinvolto in alcuna quest, e non è nemmeno l’unico venditore della città. Ma se per caso fai del male all’altro venditore, Flak, Shrapnel lascia misteriosamente Rivet City e inizia a vagare per la mappa da solo. Se lo incontri durante un combattimento poi realizzi che, non si sa per quale motivo, il gioco lo considera essenziale, e non può essere ucciso. E quindi lui continua ad andare in giro con la sua terribile armatura e la sua terribile pistola, intento a combattere contro nemici più forti di lui, che riesce solo a scalfire. Poi finisce inevitabilmente al tappeto, si rimette in piedi e ricomincia a colpire, e alla fine vince lui. Vince sempre, contro l’Enclave, i Deathclaw e gli scorpioni radioattivi.

E così l’invincibile Shrapnel, in maniera sempre più improbabile, andava in giro per la mappa a uccidere – forte della sua immortalità.

Il mondo dei titoli di Fallout è pieno zeppo di storie più o meno sensate e avvincenti. E poi c’è tutto un mondo di stranezze, nate magari per mancanze tecniche o per scelte che viste dalla prospettiva dei giocatori hanno poco senso: stranezze come la storia di Shrapnel l’Immortale.