eFootball PES 2020: il ritorno del re – Recensione

Il simulativo di Konami conclude il suo percorso su questa generazione di console regalando ai giocatori il miglior capitolo della serie, anche se..."

Recensione
A cura di Mario Marino - 12 Settembre 2019 - 16:00

Sappiamo che stavate aspettando queste parole, dopo quanto detto un paio di giorni fa con la prima parte della recensione. Nel caso in cui vi siate persi l’articolo e siate troppo pigri per andare a recuperarlo, riassumiamo quanto detto in precedenza: al netto di una certa carenza di modalità di gioco, l’offerta ludica di eFootball PES 2020 è quanto di meglio il calcio su console abbia mai saputo offrire.

Il nuovo arrivato di casa Konami ci ha sorpreso, meravigliato e incatenato al divano con il suo football vivo e concreto, dal ritmo sicuramente più lento e cadenzato rispetto a quanto proposto dalla concorrenza, ma forse proprio per questo più vicino a una simulazione fedele del gioco reale. Il percorso di redenzione di Konami, iniziato all’inizio di questa generazione dopo gli errori commessi ai tempi di PS3 e Xbox 360, è definitivamente arrivato a compimento. Andiamo a capire perché.

eFootball PES 2020: il ritorno del re – Recensione

El mundo es una bola

Come detto un paio di giorni fa, il single player offline si riduce di fatto a soltanto due modalità: Diventa un Mito, con la sua scalata verso l’Olimpo nei pantaloncini e scarpini di un singolo giocatore, a cui si accompagna la celeberrima Master League, la modalità carriera che ha svezzato una generazione e mezza di giocatori alle fatiche, i sacrifici, i dolori e la gloria che una squadra vincente sa regalare ai propri tifosi. Se Diventa un Mito mostra ormai i segni dell’età (oltre che un impietoso senso di inferiorità nei confronti de Il Viaggio), la Master League riesce a tenere botta, con il suo sistema di compravendita dei calciatori migliorato e l’introduzione durante le cut scene dei dialoghi a scelta libera – tanto libera quanto fine a sé stessa, a dire il vero.

Ci siamo divertiti per qualche ora con la Master League, affrontata giusto per testare le novità dato che le rose non risultavano ancora aggiornate a quelle della stagione corrente, così come con qualche partita contro la CPU nelle varie riproduzioni delle coppe continentali. Tutto questo è servito soltanto a sciogliere i tendini delle mani in attesa che i server venissero aperti. Al momento della prova, l’offerta online di eFootball PES 2020 ha confermato quanto sospettavamo durante la fase di studio della componente fuori dalla rete: anche in multiplayer, PES 2020 soffre di una certa aridità. Aprendo la voce “eFootball” dal menù principale, si entra nella porzione di gioco deputata a mettere in collegamento tutti gli utenti del pianeta. I vari modi per confrontarsi a distanza sono in realtà ben pochi: c’è la Partita Veloce, il cui nome pensiamo basti a descrivere il tipo di incontro, un’amichevole senza troppe pretese; c’è Divisioni Online, che permette di scalare le classifiche alla guida di varie compagini è c’è la Coop Online, modalità di gioco da 3vs3 con cui organizzarsi in clan e fare del male agli altri giocatori – nel nostro caso poi gli avversari erano francesi, quindi ci siamo anche divertiti il doppio – e c’è il Matchday.

Matchday, ovvero sia una sorta di modalità Evento, ci è sembrata l’opzione più interessante del pacchetto eFootball. Konami ha assicurato di voler aggiornare tale Matchday in maniera coerente con la stagione calcistica reale, perciò l’evento della settimana non potevano che essere gli scontri fra nazionali per la qualificazione agli Europei della prossima estate. Non abbiamo avuto abbastanza tempo a nostra disposizione fra l’apertura dei server e il termine della pubblicazione di questa recensione per arrivare a completare la serie di partite del Matchday, ma ci torneremo sicuramente per acciuffare il premio garantito ai campioni, vale a dire un rarissimo Osservatore da utilizzare in MyTeam, la risposta di Konami all’Ultimate Team di Electronic Arts che ogni anno migliora al pari di PES.

eFootball PES 2020: il ritorno del re – Recensione

 

Support your local team

Per chi non avesse toccato nessun Pro Evolution Soccer nell’ultimo lustro, sappia che MyTeam è quanto di più vicino a FIFA Ultimate Team Konami abbia saputo realizzare. Proprio come la gallina dalle uova d’oro di Electronic Arts, anche MyTeam permette di costruire la squadra dei propri sogni partendo da una banda di morti di fame, arrivando a mettere sotto contratto i più grandi giocatori del pianeta. Detta così, MyTeam sembrerebbe una copia spudorata e svogliata. Nulla di più sbagliato.

Partiamo dall’acquisto dei giocatori. In Ultimate Team, i giocatori vengono divisi in tre categorie di figurine base, più l’enormità di carte speciali che EA ha premura di rilasciare a cadenza regolare. I giocatori possono acquistare lootbox sotto forma di pacchetti di figurine sperando di trovarci Messi e CR7 dentro, oppure possono cercarli tramite il motore interno al gioco e giostrarsi poi fra le varie aste. In MyTeam la cosa è diversa. Innanzi tutto, i pacchetti vengono sostituiti da fantomatici agenti, acquistabili sia con la valuta in-game che con soldi reali. Ogni agente ha dalla sua una certa quantità di giocatori divisi nelle cinque categorie – bianco, bronzo, argento, oro e nero, questo l’ordine di importanza – in cui PES cataloga le migliaia di giocatori in database. È possibile vedere l’elenco di giocatori che tale agente ha da offrire, ma non è possibile scegliere quali tre ci verranno concessi. Una volta pagato l’obolo, potremo vedere il contenuto del pacchetto-agente, sperando che fra i tre giocatori ci sia proprio quello che desideravamo.

Nel caso in cui volessimo proprio quel giocatore lì, c’è un modo per ottenerlo, ma non è così immediato come in Ultimate Team. Mettiamo caso volessimo rinforzare la nostra difesa con Kalidou Koulibaly, il centrale del Napoli eletto miglior difensore della scorsa stagione di Serie A. Fra le varie caratteristiche che definiscono KK26, c’è che gioca in Italia, è africano ed è forte fisicamente. Ebbene se proprio non riuscissimo a fare a meno di Koulibaly, dovremmo fare in modo di recuperare tre osservatori, uno specializzato in giocatori africani, un altro esperto di Serie A e un altro ancora in grado di scovare i giocatori fisicamente più prestanti.

Ogni giocatore può essere cercato tramite il motore di ricerca interno a MyTeam, solo che il risultato della ricerca non saranno le aste per il giocatore, quanto piuttosto la pagina del suo profilo, all’interno della quale saranno indicati gli osservatori in grado di contrattare con lui.

In pratica, gli osservatori non sono altro che carte da combinare in modo da evocare il calciatore che desideriamo. Ce ne sono di tutti i tipi di queste carte-osservatore, ognuna con la propria caratteristica peculiare e con il proprio livello di rarità.

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Accumunandone abbastanza, potremo fare in modo di combinarne quante più possibili e vedere quali giocatori essi siano in grado di evocare/ingaggiare. In che modo è possibile recuperarli, volete sapere? Konami viene incontro ai propri giocatori inserendo un sistema di aste per osservatori, acquistabili con la valuta in-game già precedentemente menzionata.

Tale valuta è accumulabile con qualsiasi tipo di azione interna a PES 2020, rendendo quindi MyTeam il fine ultimo di ogni sforzo ludico, fossero anche i campionati in Master League o le amichevoli con gli amici seduti sullo stesso divano. Non c’è bisogno di accumulare ore e ore di solo MyTeam per migliorare la propria squadra e, cosa ben più importante, non è nemmeno così strettamente necessario mettere mano al portafoglio.

I giocatori di Ultimate Team sono intrappolati nella propria figurina e non c’è modo di farceli uscire. Se la valutazione di un giocatore è 82, rimarrà tale fino all’uscita del capitolo successivo di FIFA – salvo dover spendere altri soldi nella speranza di ottenere lo stesso giocatore nella versione nera, arancione, verde smeraldo, ciano&magenta, a strisce verticali, a linee orizzontali, a pois e così via. In MyTeam questa cosa non succede. I giocatori crescono se vengono usati, si evolvono insieme alla persona seduta di fronte allo schermo. Vi è capitata una pippa al sugo nelle trattative con un agente? Potreste scartarlo, certo, ma visto che ormai è qui tanto vale provare a tirarne fuori qualcosa, proprio come un allenatore che entra in un nuovo spogliatoio.

eFootball PES 2020: il ritorno del re – Recensione

Abbiamo apprezzato in maniera particolare questa caratteristica, già presente nei PES degli anni passati e ora riproposta da Konami. Complice una valuta in-game facilmente accumulabile, è chiaro come MyTeam non sia sulla stessa linea di Ultimate Team. Sia chiaro, le microtransazioni sono presenti anche in PES, ma non si avverte quella sensazione di muro invalicabile che i giocatori di FUT conoscono. In PES si può diventare più forti migliorando nel gioco, crescendo giorno dopo giorno, affinando le proprie abilità e la propria tecnica. Se poi ci mettere quel gameplay così perfettamente simulativo, così punitivo con gli errori e così fantasticamente galvanizzante una volta padroneggiato…

+ Miglior gioco di calcio della generazione
+ Motore grafico e fisica del pallone da applausi
+ MyTeam non è una trappola per portafogli come FUT
- La vecchissima questione delle licenze
- Poche modalità di gioco, sia offline che online

8.5

Konami saluta l’attuale generazione di console completando il proprio percorso di redenzione, arrivando alla conclusione del processo di miglioramento e perfezionamento di Pro Evolution Soccer iniziato con l’uscita di Playstation 4 e Xbox One. eFootball PES 2020 è semplicemente la migliore simulazione calcistica di questa generazione. La sensazione di dover “pensare il calcio” non abbandona mai il giocatore, chiamato a muovere i propri uomini come se fossero undici giocatori e non le pedine di un Subbuteo o i respingenti di un flipper. È vero, purtroppo mancano le licenze di praticamente tutte le squadre d’Europa ad eccezione della Serie A e della Ligue 1, ma Konami ha reso il gioco talmente facile da modificare che bastano un computer, una penna USB e due pollici opponibili per poter giocare offline con nomi veri e magliette originali. Se siete alla ricerca di un gioco che sappia stimolarvi con ogni match e non vi chieda di affidarvi unicamente alle modalità di gioco, eFootball PES 2020 farà sicuramente al caso vostro. Ci vediamo in campo.




TAG: eFootball PES 2020