E3 2019: il cinema, la televisione, i grandi attori e il valore di Keanu Reeves

Cyberpunk 2077 è in ottima compagnia

Speciale
A cura di Valentino Cinefra - 11 Giugno 2019 - 16:19

Se è da tanto che cinema e videogiochi si rincorrono, questi ultimi anni del mercato videoludico, e soprattutto l’E3 2019, ne sono la conferma definitiva. Al di là di Hideo Kojima e della capacità di saper trascinare nel suo lavoro artisti del mondo del cinema come Mads Mikkelsen e Guillermo del Toro, questi primi giorni di E3 ci hanno dato una serie di dimostrazioni importanti di come il videogioco sia, nella fase promozionale, quasi la copia carbone esatta del cinema.

L’E3 2019 è clamorosamente privo di gameplay rispetto al passato. Annunci veloci, qualche screenshot e molti trailer. Quale altra industria dell’intrattenimento vive proprio della capacità dei trailer di catturare l’attenzione del fruitore? Bravi.

La stragrande maggioranza degli annunci che abbiamo visto nelle conferenze (nel momento in cui scriviamo manca il Nintendo Direct) sono stati accompagnati da trailer cinematici in CGI che raccontano la storia del gioco, accennano al massimo a qualche dinamica di gioco, e poco altro. Sarà qualcosa di interessante su cui riflettere, a bocce ferme la prossima settimana.

You’re breathtaking!

E se la vicinanza col cinema lascia adito a riflessioni oscure, l’avvicinarsi del cinema è invece qualcosa di molto galvanizzante. Partiamo da Keanu Reeves, uno dei primi colpi di scena dell’E3 2019.

Ormai lo sapete, Keanu Reeves sarà presente in Cyberpunk 2077 nel ruolo di Johnny Silverhand, personaggio fondamentale della lore del gioco di ruolo cartaceo (Cyberpunk 2020) a cui si ispira il lavoro di CD Projekt RED. Un attore che prima ancora di essere Neo, Johnny Mnemonic e John Wick è una persona amatissima e rispettata dal grande pubblico.

Le storie sulla sua vita difficile, sul suo essere un’anima generosa e lungimirante, ed in generale una brava persona nel senso più elevato del termine fa sì che tutti amino Keanu Reeves. Per questo, la sua apparizione nel trailer di Cyberpunk 2077 prima, e sul palco della conferenza Microsoft poi, ha scatenato reazioni incontrollabili. Anche da chi di videogiochi non sa nulla, attirati dal gran parlare di questa celebrità mondiale prestata (anima, corpo e voce) al mondo videoludico.

Cosa c’entrano il cinema, la televisione e gli altri attori? Lo scopriamo tramite la conferenza Ubisoft.

Nell’evento del publisher francofono abbiamo appreso che The Division 2 (diretto dal David Leitch di John Wick, per rimanere in tema) è stato acquisito da Netflix; Jon Bernthal è gasatissimo dal suo ruolo in Ghost Recon Breakpoint; Rob McElhenney sarà protagonista di una serie tv chiamata Mythic Quest.

La serie, in cui McElhenney interpreta il direttore creativo Ian Grimm, racconta le vicende di uno studio di sviluppo fittizio. Ora, è bene notare che prima di raccontare della serie, l’attore ha fatto una battuta sull’ego smisurato di queste figure professionali. All’E3. Sul palco di Ubisoft.

Nel trailer vediamo Ian Grimm, che è maliziosamente ispirato nell’outfit al Vandenberghe di For Honor con cui Ubisoft ha interrotto i rapporti in modo non troppo felice, mostrare il nuovo trailer del videogioco che sta sviluppando ai suoi colleghi. Il trailer ne viene fuori essere uno spot per sé stesso, come fa notare una sua collega. Ora, pensate proprio ad Hideo Kojima, oppure a molte altre figure eclettiche ed egocentriche del mondo del videogioco, e pensate a quanto sia ficcante questa gag.

Ecco, tiriamo una riga. Abbiamo Keanu Reeves che è un richiamo per i non-giocatori fortissimo in Cyberpunk 2077, un film su The Division diretto da uno dei registi del momento, ed una serie tv che rischia di diventare il nuovo Big Bang Theory e diffondere la cultura dello sviluppo di videogiochi ad un mondo che nella maggior parte dei casi ne sa poco o niente (videogiocatori compresi, in molti casi), e ne viene fuori un E3 davvero strano, controcorrente e che fa riflettere.




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