Dragon Quest XI S: fattore nostalgia

Echi di nostalgia perduta

Provato
A cura di Matteo Bussani - 22 Luglio 2019 - 15:01

Nintendo Switch è il genio della lampada di coloro che amano la portabilità. Tanti giochi, tra cui gli eterni giochi di ruolo di stampo nipponico, tra grinding e dialoghi, possono avvantaggiarsi di questo aspetto della console: portarli con sè può trasformare le centinaia di ore per il completamento da “impresa titanica” a obiettivo arduo ma raggiungibile nella quotidianità. Con Fire Emblem alle porte, non sembra dunque più un problema attendere e affrontare in contemporanea un altro immenso titolo della medesima caratura. Dunque, che siate novizi di Dragon Quest XI o vogliate tornarci su, sappiate che rispetto alle versioni casalinghe ci sono novità interessanti, che non cambiano la storia, ma che potrebbero impegnarvi più del previsto. Ve le presentiamo.

Prima di tutto vi rimandiamo alla recensione per tutte le informazioni inerenti al gioco, e ci addentriamo nella scoperta di queste interessanti novità, frutto di una prova di Dragon Quest XI S in vista dei saluti estivi e dell’approdo sull’ibrida e non più ibrida (LITE) console Nintendo.

Tra le principali aggiunte che elenchiamo al gioco originale ci sono: la possibilità di cambiare colonna sonora, cambiare la velocità di battaglia, passare al gioco in 2D, evocare la forgia e accedere alla photomode.

Scopriamole nel dettaglio.

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Nella versione S, di Dragon Quest XI, ovvero quella per Nintendo Switch troveremo due diverse colonne sonore, quella orchestrale e una sintetizzata. Entrambe incredibili, la seconda entra a contatto con il lato nostalgico del giocatore con i suoi suoni digital, campionati con appena una manciata di bit e ci riporta alle colonne sonora di qualche generazione fa. Per passare dall’una all’altra basta andare nel menù e con un tasto il gioco è fatto.

Secondo aspetto molto importante, soprattutto per agevolare chi il gioco l’ha già affrontato ed è intenzionato ad affrontare una seconda run su Nintendo, è la modalità accelerata di velocità della battaglia.

Ci sono due velocità predefinite in aggiunta a quella normale – l’unica presente in quella originale – veloce e ultraveloce. L’impostazione si raggiunge sia dal menù di gioco durante l’esplorazione ma anche durante i combattimenti stessi, così da poterla attivare e disattivare a seconda delle necessità. Considerate le fasi di grinding queste vanno a vantaggio anche del giocatore novizio che può chiudere questa tediosa pratica in tempi decisamente più ridotti.

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La terza novità è una di quelle più accattivanti e importanti dell’intero lotto. In alcuni punti della storia dalla Chiesa si può accedere a una particolare modalità 2D. Questa è completamente inedita e ha bisogno di un salvataggio a parte. Il gioco si trasforma completamente. I menù si alleggeriscono, le mappe diventano insieme di sprite e cambia tutta la fase di esplorazione riecheggiando quella dei primissimi capitoli della serie. Il gioco è interamente completabile in questa modalità, ma ovviamente perde tutte quelle caratteristiche della tridimensionalità tipiche di questo Dragon Quest XI. Anche questa aggiunta sembra disegnata appositamente per chi vuole puntare sul fattore nostalgia: un modo diretto e totale per rievocare i tempi passati della serie.

Un altro elemento fondamentale di Dragon Quest XI era la forgia. Si poteva utilizzare solo dov’era già presente nel gioco, ma adesso si può richiamare in ogni momento dell’esplorazione con un menù dedicato, che è anche lo stesso che ci porta a gestire le altre opzioni inedite di questa versione per Nintendo Switch.

Per chiudere le novità, troviamo la Photo Mode. C’è poco da aggiungere a un concetto noto e stranoto per gli appassionati di fotografia e di videogiochi. Ci sono funzionalità come l’effetto bokeh o animazioni coordinate tra i protagonisti per sbizzarrirsi, anche se qualcosina in più, ad un primo colpo d’occhio come filtri ed effetti si poteva mettere.

A livello tecnico il gioco beneficia di una grafica 3D poco ambiziosa che vive di un intramontabile art design che sfrutta appieno le potenzialità tecniche di Nintendo Switch. Il risultato è estremamente piacevole su questa piattaforma, anche considerate le riduzioni grafiche, che non la portano a risoluzione piena in modalità docked.

+ Fattore nostalgia sempre apprezzabile
+ Modalità 2D

Dragon Quest XI si appresta all’uscita settembrina su Nintendo Switch con tante simpatiche novità. Del gioco già ne conosciamo la bontà, ma questi incentivi non possono che renderlo più appetibile per chi non l’avesse ancora presto, oltre che renderlo potenzialmente interessante per chi l’ha già giocato in lungo e in largo e vuole riscoprirlo on-the-road o con un tocca di nostalgia in più.




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