Dragon Ball Z Kakarot fedele alla saga, ma i videogiochi del franchise hanno creato what if incredibili – Speciale

Quali sono i più grandi cambiamenti che i videogiochi di Dragon Ball Z si sono concessi rispetto alla serie animata di Akira Toriyama?

Speciale
A cura di Valentino Cinefra - 15 Gennaio 2020 - 10:19

Se Dragon Ball Z Kakarot punta a ripercorrere in maniera più fedele possibile le avventure di Goku e soci in Dragon Ball Z, la sconfinata pletora di videogiochi su Dragon Ball pubblicati dal 1986 ha prodotto i più disparati bivi narrativi: i cosiddetti what if.

Se prodotti come Xenoverse o Dragon Ball Heroes hanno, negli ultimi anni, basato il loro successo su questa cosa – proponendo trasformazioni mai viste, universi alternativi e saghe concluse in maniera completamente diversa da come eravamo abituati a conoscerle – sono stati molti altri, nel passato, i prodotti legati a Dragon Ball che hanno sperimentato con la granitica storia di Akira Toriyama.

La particolarità di molti di questi videogiochi è che non propongono storie completamente assurde come, per citare alcuni casi nei videogiochi di cui sopra, trasformazioni totalmente inedite e personaggi mai visti, ma semplicemente dei bivi che si discostano dalla storia principale e, in alcuni casi, sia delle trame che fanno sorridere, che altre che potrebbero essere state del tutto plausibili.

Vi proponiamo quindi la nostra personalissima selezione dei what if più incredibili della storia dei videogiochi di Dragon Ball.

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Crillin protagonista assoluto

Crillin è, con tutta probabilità, la spalla dell’eroe per eccellenza. Il più forte combattente terrestre, ma neanche lontanamente paragonabile a Goku, sayan e namecciani vari, Crillin è stato da sempre contraddistinto da una grande forza di volontà e quei sparuti colpi di genio che hanno spesso salvato la situazione. Nella prima serie di Dragon Ball, però, scopriamo che il combattente non è esattamente puro di cuore, e viene così sconfitto da Spike l’Uomo Diavolo durante la saga di Baba e dal suo attacco speciale che funziona solo contro chi non è puro di cuore.

In Dragon Ball: Advanced Adventure (2004, Game Boy Advance) è possibile giocare l’intera avventura nei panni di Crillin. Quando si incontra Spike si verifica una situazione assurda. Lo scontro è difficilissimo, perché l’Uomo Diavolo può sconfiggere il giocatore con un solo colpo, che al contrario ha bisogno di sudare le proverbiali sette camicie per poter completare l’incontro (ecco un video gameplay). Vincendo l’incontro, però, sarà Crillin ad incontrare nonno Gohan successivamente, diventando di fatto protagonista di quell’arco narrativo.

Ma il combattente calvo può diventare protagonista anche in Dragon Ball Z: Supersonic Warriors (2005, Game Boy Advance), dove la story mode lo mette al centro dell’intera trama di Z. In questa linea temporale Goku muore di infarto durante la saga degli Androidi, ma gli viene concesso di ritornare per un giorno solo per insegnare al suo migliore amico come lanciare la Sfera Genkidama. Ed è così che Crillin sconfigge prima Cell, per poi annientare Majin Buu con una Kamehameha lanciata in combinazione con Goku dell’aldilà (avete detto “Kamehameha padre-figlio” per caso?).

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Goku salva i suoi amici da Nappa e Vegeta, e questi diventa il nemico di Namecc

La prima, grande saga di Dragon Ball Z è quella che vede i perfidi sayan arrivare sulla Terra. Raditz prima, e Nappa e Vegeta poi, terrorizzano gli abitanti del pianeta e costringono i Guerrieri Z ad una prova di forza incredibile per fronteggiare la minaccia. Come anche i sassi sanno sarà Goku ad intervenire dopo il suo allenamento con il Re Kaio del Nord e conseguente resurrezione, ma non abbastanza in fretta da impedire la dipartita di una parte dei suoi amici sotto i colpi del possente Nappa.

Mentre nella narrazione originale sono Yamcha, Chiaotzu, Tienshinhan e Piccolo a cadere, in Dragon Ball Z: Super Saiyan Densetsu (1992, Super Nintendo) vediamo Goku riuscire ad arrivare in tempo per salvare i suoi amici – tranne Piccolo, che durante una cutscene si sacrifica comunque per salvare il piccolo e (quasi) indifeso Gohan. Nel gioco era infatti possibile completare più in fretta l’addestramento con Re Kaio, catturando Bubbles velocemente, permettendo a Goku di arrivare sulla Terra. E non solo, perché successivamente tutti verranno allenati dal Grande Capo Anziano su Namecc, diventando molto più forti dei corrispettivi in Dragon Ball Z originale. Infine, sconfiggendo Freezer con Vegeta, sarà questi a diventare un Super Sayan, nonché il nemico finale della saga di Namecc.

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Vegeta diventa il nuovo capo della Squadra Ginyu

La Squadra Ginyu è esattamente quell’esempio di genialità che ha reso storica l’opera di Akira Toriyama. Nonostante appaiano per un arco narrativo brevissimo, l’assurdo team speciale di Freezer è diventato iconico con le sue mossette, i balletti, attacchi speciali e personaggi surreali. Nella saga di Freezer è Vegeta a tentare di sconfiggerli, fallendo miseramente fino al trionfale ingresso di Goku in scena, che annienta tutta la squadra in un batter d’occhio, per poi subire il tremendo attacco di Ginyu che scambia il suo corpo malconcio con quello del sayan.

In Dragon Ball: Raging Blast (2009, PlayStation 3/Xbox 360) ci sono una serie di missioni chiamate “Ginyu Force Shakeup”, in cui il capitano Ginyu cerca un sesto membro per la sua squadra speciale, perché arriva alla conclusione che tutti i suoi uomini siano troppo deboli. Inizia così una lite interna nel team, finché non arriva Vegeta a dare una sonora lezione al capitano. Così il sayan diventa il nuovo capo della Squadra Ginyu, la rinomina Vegeta Force ed ordina di eliminare qualsiasi balletto o posa plastica per sempre.

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Mr. Satan vince davvero il Cell Game

Tutti abbiamo amato e odiato Mr. Satan, il wrestler spaccone perennemente spaventato dai nostri cari “teppisti dai capelli biondi”. Ricorderete che, durante la saga di Cell, Satan si getta contro l’essere perfetto con tanto di telecamere appresso nella speranza di guadagnare ulteriore visibilità… fallendo miseramente. Fortunatamente, nella saga di Majin Buu, la sua popolarità sarà fondamentale per risolvere lo scontro tra il perfido demone ed i sayan, ma questa è un’altra storia.

La Saga di Cell finisce molto diversamente in Dragon Ball Z 2: Super Battle (1995, sala giochi), dove è possibile vestire i baffuti panni del combattente. A livello di gameplay e potenzialità ludiche è pari a tutti gli altri personaggi, pertanto è possibile affrontare il Cell Game e sconfiggere l’omonimo nemico, permettendo così a Satan di diventare legittimamente l’eroe definitivo della Terra.

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Il delirio di onnipotenza di Majin Piccolo

In uno dei momenti di bassezza morale più epici di Dragon Ball Z, Vegeta accetta volutamente di farsi dominare dalla magia di Babidi allo scopo di rilasciare la sua malvagità e tornare ad essere l’implacabile principe dei sayan che era un tempo: Majin Vegeta. Con lo scopo di ottenere la potenza per sconfiggere definitivamente Goku, Vegeta torna ad essere crudele come un tempo, con il tutto che poi culmina nel clamoroso sacrificio per tentare invano di sconfiggere Majin Buu.

In Dragon Ball Z: Supersonic Warriors 2 (2005, Nintendo DS) assistiamo invece alla nascita di Majin Piccolo. Nella modalità storia di Gohan vediamo il sayan quasi dominato da Babidi, ma all’ultimo secondo è il namecciano ad impedire che il suo protetto venga soggiogato dal potere del mago, sacrificandosi e diventando appunto Majin Piccolo. In questo frangente il namecciano uccide immediatamente Babidi preso dalla frenesia, e si adopera per riportare in vita Majin Buu. Inoltre, Piccolo riesce ad assorbire l’energia del demone rosa, fa risorgere Freezer e Cell solo per soggiogarli ed averli sotto il suo controllo, e si scontra infine con Vegeta e Gohan – i quali riescono ad abbattere questa improbabile alleanza di cattivi improvvisati e/o risorti.

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Majin Buu non ha più nessuno da uccidere e si mette ad urlare

Majin Buu è il nemico che ha messo a durissima prova la tempra dei Guerrieri Z. Riesce a sopraffare praticamente chiunque, e le sue molteplici trasformazioni si rivelano una più prepotente e devastante dell’altra. Non bastano Goku in versione Super Sayan 3, Gotenks, Vegito e Mystic Gohan per annientare il demone rosa, ma è solo una Sfera Genkidama implorata a gran voce da Mr. Satan e lanciata da Goku dopo una serie interminabile di battaglie a porre fine al regno di terrore di Buu.

Ma in Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi (2005, PlayStation 2), Buu riesce a sopraffare anche l’ultimo baluardo di speranza della Terra. Dopo aver sconfitto Vegito e Janemba (perché no, un giretto agli inferi ci stava), Buu uccide tutti gli abitanti della Terra… solo per accorgersi che non c’è più nessuno con cui combattere. Accortosi del suo errore, al demone non resta altro che urlare. E non è un modo di dire, perché il racconto del videogioco racconta esattamente questo surreale epilogo.

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Ci sono troppi Super Sayan 3

La trasformazione in Super Sayan 3 di Goku è forse tra i momenti più intensi di tutto Dragon Ball Z: è descritta come una forma in grado di distruggere i pianeti con la sua sola aura, che devasta l’energia vitale di Goku al solo raggiungerla, e che supera di gran lunga qualsiasi tipo di tecnica e trasformazione mai vista fino a quel momento. Solo Gotenks riuscirà a raggiungerla successivamente, tra gli altri sayan. Questo in Dragon Ball Z, almeno.

In Dragon Ball: Raging Blast (2009, PlayStation 3/Xbox 360), anche Vegeta riesce a raggiungere il terzo livello del Super Sayan. Per dimostrare la sua forza si batte addirittura con Gotenks, sconfiggendolo senza troppa fatica, con l’obiettivo di trovare Goku e dargli una bella lezione, come sempre. Ma, nel frattempo, viene interrotto da Broly, anch’esso diventato un Super Sayan 3. I due ovviamente si scontrano ma, nonostante la leggendaria furia di Broly, è Vegeta a spuntarla. Infine, il principe dei sayan trova Goku, lo sconfigge e diventa una volta per tutte il sayan più forte della storia.

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L’Attacco dei (Vegeta) Giganti

Chiudiamo con il più assurdo dei what if che abbiamo scovato nella storia videoludica di Dragon Ball, risalente al 1994, quando SEGA creò un videogioco per Sega System 32 (un cabinato) con un sistema di prospettiva simile a Punch-Out!! per NES. Dragon Ball Z: V.R. V.S. era un picchiaduro che, generalmente, aveva il classico arcade stick come periferica di input, ma ne esisteva anche una versione con un sensore di movimento in grado di registrare gli spostamenti laterali del giocatore.

Completando il titolo nei panni di Vegeta, e sconfiggendo l’inedito villain Majin Ozotto creato da Akira Toriyama per l’occasione, il sayan ha la possibilità di chiedere un desiderio al drago Shenron: Vegeta chiede ovviamente di avere il mondo ai suoi piedi. Ora, non è chiaro se gli sviluppatori abbiano voluto donare dell’umorismo al leggendario drago delle sfere, oppure una inesistente malleabilità nella capacità di interpretazione del linguaggio, perché la scena finale del gioco ci mostra un Vegeta enorme troneggiare sulla Terra. Potete vedere con i vostri occhi la surreale istantanea in questo video, al minuto 10:54.

In attesa di Dragon Ball Z: Kakarot, ci siamo divertiti a scoprire se, e come, i videogiochi di Dragon Ball abbiano voluto reinterpretare il corso degli eventi della storia di Akira Toriyama. Non solo l’hanno fatto, ma quelli che vi abbiamo proposto sono gli esempi che ritenevamo più clamorosi da raccontarvi – perché ce ne sono molti altri in molte altre produzioni (ma a volte sono dei semplici filmati o niente di rilevante).

Per fortuna, per chi vuole rivivere con attenzione e precisione la saga di Dragon Ball Z, non resta che attendere il 17 gennaio prossimo.




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