Distance Recensione | Una corsa folle verso l’ignoto

By |13/10/2018|Categories: In Evidenza, Recensione|Tags: |

Tra le molteplici e continue uscite su Steam è sempre facile perdersi dei titoli che, più di altri, spiccano in quel mare magnum di prodotti non sempre degni di essere considerati. L’occhio che cade sulla pagina di Distance non può non essere catturato dalla particolarità unica che rappresenta il progetto di Refract, ben lontano dall’essere un gioco di corse classico. In effetti, inquadrare Distance in una categoria non è affatto semplice, perché se è vero che “si guida”, è vero anche che quella sorta di auto futuristica è semplicemente un veicolo attraverso cui vengono convogliati tanti aspetti di gioco che sfuggono alle tipiche classificazioni.

Distance Recensione

Run

Distance viene definito dagli sviluppatori un “racing platformer atmosferico“, e già questo modo d’inquadrarlo, preso così com’è, dovrebbe farvi comprendere quanto è particolare l’opera. Se poi aggiungete che si tratta di un titolo in grado di “fondere le corse futuristiche arcade col parkour“, probabilmente ne uscirete un po’ confusi. Non temete: fate lo sforzo di immaginare un Wipeout senza avversari, le piste e il gusto per l’esagerazione di F-Zero ma declinati in ambienti sci-fi molto cupi, e una base che è inequivocabilmente quella di Nitronic Rush, di cui Distance è il suo successore spirituale. Ora che avrete un’immagine mentale di certo più chiara, pensate a una diretta evoluzione di questo amalgama, che tende a sconfinare in territori inusuali, spiazzando il giocatore per le soluzioni visive e di gameplay adottate.

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L’inizio e l’immediato prosieguo di Distance è straniante: la vettura futuristiche che state conducendo verso una meta indefinita ha impresso su di sé un timer che tende a diminuire man mano che avanzate di livello in livello, dandovi la pressante sensazione che alla fine del vostro tragitto qualcosa di terribile accadrà.

Mentre guiderete e tenterete di andare avanti, l’occhio vi cadrà sul tempo che scorre inesorabile, aumentando la vostra curiosità sui risvolti che questa sorta di sentenza avrà su di voi. La sensazione tenderà ad acuirsi quando di tanto in tanto Distance si aprirà a dei momenti psichedelici, con lo scenario che si sbiadisce, un’autoritaria voce dal buio che vi condanna con delle frasi lapidarie e un rallentamento del ritmo di gioco che pare il frutto di uno stato allucinatorio.

Distance non vi spiega nulla, e d’altra parte non è il tipo di gioco che vuole puntare sulla narrazione, eppure riesce a catturare, a farvi porre delle domande a cui, nell’immediato, non potrete avere risposta. Tra un’evoluzione e l’altra, insomma, gli sviluppatori sono riusciti a inserire dei momenti alternativi a cavallo tra intrattenimento e stralci di una narrazione molto blanda, per una modalità principale che si attesta attorno alle quattro ore (o più, a seconda delle vostre abilità).

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Through the Distance

Distance vi fa correre lungo dei livelli disseminati di difficoltà crescenti: se all’inizio l’unica modalità di avanzamento è legata alla semplicità della sola sterzata, andando avanti il veicolo otterrà delle nuove facoltà. Non attraverso l’acquisizione di abilità o power-up disseminati lungo il tragitto, ma come se d’improvviso una nuova consapevolezza si fosse impadronita del mezzo. Ecco dunque che in prossimità di alcuni ostacoli fissi potrete saltare, effettuare una sorta di doppio salto, lanciarvi su pareti laterali in tutta velocità per superare mini aree in cui manca il terreno sotto di voi, o appoggiarvi al soffitto per qualche attimo – grazie allo slancio – per contravvenire all’assenza di un terreno solido che possa accompagnare il vostro incedere.

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La scoperta più sorprendete, in Distance, rimane senza dubbio il volo. Il design dei livelli, in questi casi specifici, dà senz’altro il meglio di sé, con sezioni in cui dovrete passare attraverso degli anelli o “giocare di fino” per non andare a sbattere e dunque esplodere. Ovviamente, il periodo in cui potrete spalancare gli alettoni laterali e librarvi in volo è limitato, così come l’uso turbo, i quali rimangono vincolati al surriscaldamento del bolide che state guidando.

Da un sistema di gioco così frizzante esce fuori un gioco estremamente godibile, con le sue buone difficoltà legate ad alcune evoluzioni più complesse del solito da abbinare in successione, le quali non vi lasciano mai in balia della frustrazione, soprattutto grazie a un intelligente sistema di checkpoint.

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Il pacchetto di Distance è inoltre ben fornito, perché non c’è la sola modalità principale a concentrare i vostri sforzi. Il titolo di Refract comprende al suo interno anche la modalità arcade, che consiste in delle corse contro i fantasmi dei migliori giocatori affinché possiate scalare le classifiche dei migliori punteggi. Qui dovrete inoltre guadagnare delle medaglie per sbloccare nuovi tracciati per le diverse altre modalità. Non manca il multiplayer online fino a dodici giocatori e lo split-screen da due a quattro giocatori,che potranno sfidarsi in sfide differenti come Sprint, Reverse, Stunt o Tag. Esiste poi un potente e complesso editor di livelli, c’è l’integrazione totale con la VR e la colonna sonora è semplicemente fantastica. Se siete in attesa dei big in arrivo questo autunno, Distance è il titolo ideale per ingannare l’attesa.

- Innovativo, per il genere
- Mescola la corse con delle evoluzioni inaspettate e funzionali al sistema di gioco
- Bella atmosfera e tante modalità disponibili
- Campagna principale piuttosto breve

8.0

Distance è un titolo sorprendente, in grado di innovare il genere di appartenenza grazie ad alcune ottime trovate che mescolano le corse con le evoluzioni acrobatiche tipiche del parkour. Refract è riuscita a migliorare ed evolvere il concept di base già partorito con la loro opera prima, aprendosi a sperimentazioni che possono essere molto utili per creare – nel prossimo futuro – qualcosa di ancora più grande e complesso.