Destroy All Humans! carneficina aliena | Gamescom 2019

Alieni, mucche e altre follie, tanti anni dopo!

Provato
A cura di Matteo Bussani - 21 Agosto 2019 - 16:23

Vi ricordate quel titolo ironico, irriverente e irrispettoso che uscì nel lontano 2005, a opera di Pandemic Studios? Quello dove gli zombie scendevano sulla terra per uccidere tutti gli essere umani che la popolavano? 
Se sì, siete nel posto giusto, altrimenti potrebbe essere il momento opportuno per smetterla di giocare ai vostri titoli super seriosi e tuffarvi nel passato oltre che nella follia che in quegli anni prese forma nelle vesti di Destroy All Humans!.
Dopo l’annuncio pre-E3 che ha fatto parte della dichiarazione di intenti di THQ Nordic sulle proprie future uscite, siamo volati in quel di Colonia, nella tiepida (climaticamente parlando) atmosfera teutonica, per provare com’è prendere a mucche in faccia i pastori americani con i poteri telecinetici di un alieno verde… ops, grigio, o scoprire come abbattere a suon di laser un intero parco dei divertimenti, nel 2019.

Destroy All Humans! carneficina aliena | Gamescom 2019

Back to 2005

Partendo dalle sensazioni, sembra che il tempo sia rimasto immobile di fronte a noi giocatori. Prendere in mano il nuovo capitolo di Destroy All Humans! ha quell’effetto del “remake fatto bene” che interpreta una filosofia sana del recupero nostalgico dei titoli del passato. L’aspetto grafico è completamente rinnovato, ma la medesima filosofia grafica ci porta a credere che il tempo sia rimasto immutato dalle remote partite su PS2 a questo titolo. In realtà il lavoro dietro le quinte è molto più grande di quanto si voglia immaginare, le novità sono tantissime, e i meccanismi che si sono dovuti oliare per trasformare quel piccolo successo in un titolo ufficialmente appetibile nel 2019 sono molteplici. Li abbiamo scoperti in una demo di tre livelli.

Il primo era sostanzialmente l’inizio del gioco. La fase di polishing era sicuramente avanzata e l’atmosfera generale, sebbene si trattasse di alpha dava già l’impressione di un prodotto completo. Al contrario la seconda, mostrataci più per l’effetto nostalgia e per mostrarci qualche abilità in più del nostro, era vittima della quasi totale mancanza di effetti visivi e sonori: giusto un assaggio in attesa di uno sviluppo più avanzato. La terza infine, era proprio un accenno di missione per mostrare gli intenti del team nel voler recuperare le atmosfere generali del gioco e impreziosire le mappe presenti in passato.

Destroy All Humans! carneficina aliena | Gamescom 2019

Tante novità sotto il cofano

Come anticipavamo, le novità sotto il cofano di questo Destroy All Humans! sono molte di più di quelle che si potrebbero pretendere in un semplice remake. Ma andiamo con ordine.

Prima di tutto si è lavorato alacremente per rendere il sistema di controllo molto più fluido e semplice da gestire. Come ogni gioco PS2, anche l’originale prevedeva controlli alquanto macchinosi, che funzionavano spesso in maniera sequenziale, tanto che era impossibile, o quasi, sviluppare più di un’azione contemporaneamente. Adesso mentre utilizziamo i poteri telecinetici per sollevare una mucca o qualsivoglia oggetto, possiamo anche colpire i nemici con il raggio laser, con l’arma a fuoco oppure schivare i colpi in arrivo. Il movimento è più libero, soprattutto sulla navicella, ma in generale anche il personaggio beneficia di tutti questi miglioramenti. Il tutto trasforma il gameplay dandogli maggiore dinamismo e frenesia, facendolo rimanere in linea con le produzioni più recenti, dove questi fattori sono assolutamente fondamentali.

Destroy All Humans! carneficina aliena | Gamescom 2019

Altro aspetto fondamentale di questo rifacimento è la distruttibilità degli ambienti. Prima era completamente assente, e non gliene si faceva una colpa considerata l’età del gioco. Ora tutti gli elementi non appartenenti alle texture del terreno e poco altro sono completamente distruttibili e saltano in aria con grandi esplosioni di pezzi, mentre le fiamme divampano, come si addirebbe a una vera e propria colonizzazione aliena. Tra l’altro le ambientazioni sono state completamente rifatte per eliminare l’effetto copia-incolla delle produzioni di quegli anni. Open world significava anche risorse da destinare al motore di gioco, che venivano tolte agli asset, riutilizzati così allo sfinimento dagli sviluppatori. Senza quelle limitazioni era un peccato riprodurre le stesse città dalla terribile urbanistica e così non si è pensato due volte prima di ribaltare completamente la situazione. Oltre alle evoluzioni tecniche il gioco ora può offrire mini-giochi e missioni aggiuntive che vanno ad aumentare le ore che passere con Destroy All Humans! a far prevalere la razza aliena sulla nostra.

Scelte d’arte per alieni di gomma

Data la direzione artistica originale del titolo Pandemic, si poteva percorrere qualsiasi strada per la realizzazione di un remake che potesse comunque definirsi fedele. Si poteva imbroccare il sentiero del realismo, oppure verso un marcato effetto cartoon. Black Forest Games, gli attuali sviluppatori del titolo, hanno deciso per una via media improntata su personaggi dalle fattezze plastiche, quasi gommose, ma mai completamente irreali. In particolare gli alieni hanno già riscosso i favori del pubblico che per il momento ha apprezzato il lavoro svolto.

Quello che c’è da fare è ancora tanto, i lavori – dicono gli sviluppatori – dovrebbero essere intorno al 60% e non sappiamo esattamente quando saranno conclusi. La data di lancio per il momento è ancora fissata per un generico 2020.

+ Distruttibilità degli ambienti
+ Controlli migliorati
+ Addio al riciclo di asset

Abbiamo provato Destroy All Humans! E ci siamo divertiti parecchio. Forse per colpa di un marcato fattore nostalgia, o di un’ironia vecchia scuola, un po’ dark, oramai data per dispersa sulle nostre tavole videoludiche. Il gioco di per sé non punta al capolavoro, ma sembra svolgere benissimo la funzione di remake che si è prefissato. C’è l’attenzione all’atmosfera e ai contenuti, ma non ci si è imposti limiti tecnici per la realizzazione del gameplay e del mondo di gioco. Siamo dunque curiosi di vedere all’opera il prodotto finito, probabilmente da aspettarsi nella seconda metà del 2020.




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