Destiny 2: Ombre dal Profondo – Recensione in corso

I nostri primi passi sulla Luna della nuova espansione di Destiny 2.

Giorno 4 – 36 ore
A cura di Pasquale Fusco - 2 Ottobre 2019 - 19:58

Tornare sulla Torre dopo una lunga pausa non è mai facile. C’è la questione delle missioni lasciate in sospeso, che continuano a tormentarti dal menù di gioco con le loro percentuali mozzate, quella dell’inventario popolato da armi ormai arrugginite – e probabilmente ‘nerfate’ – e tutte quelle novità introdotte durante la tua assenza, di cui non hai ancora capito una beata ceppa. Me (Guardiano) tapino! Destiny 2, tuttavia, è sempre pronto a dare il bentornato ai suoi giocatori e con Ombre dal Profondo, finalmente, abbiamo l’occasione perfetta per vestire nuovamente i panni del nostro Titano / Cacciatore / Stregone e per raccontarvi le nostre avventure lunari.

Sì, si torna sulla Luna. Avevamo già esplorato il nostro satellite ai tempi di Destiny, ma solo con Shadowkeep possiamo tornare a far visita ai vecchi avamposti lunari, tra cui si intravede qualcosa di… insolito. È la Fortezza Scarlatta, un misterioso luogo in cui si annida una nuova minaccia: toccherà a noi, al fianco di Eris Morn, sventare il pericolo.

Coglieremo tale occasione per condividere con voi le nostre prime impressioni circa la nuova espansione di Destiny 2. Lo faremo anche questa volta con la Recensione in corso, il nuovo format con cui comporremo, tassello per tassello, giorno per giorno, l’enorme puzzle che andrà a comporre la review finale. Troverete anche il VOTO PROVVISORIO, che, ricordiamo, rappresenterà una primissima valutazione dei contenuti di Ombre dal Profondo e che sarà soggetto a continue variazioni.

Luna, Giorno 1 – Ore 14.35

All’apertura dei server – avvenuta alle ore 19 dello scorso martedì – siamo riusciti a familiarizzare con il rinnovato sistema di gioco di Destiny 2, almeno per un’oretta; al nostro rientro i server erano saturi e una coda di altri 12.000 giocatori ostacolava il nostro ingresso. È andata così la prima serata in quel di Ombre dal Profondo, che ci ha costretti a rimandare una prova più approfondita alla mattina seguente.

Destiny 2: Ombre dal Profondo – Recensione in corso

Dopo mesi di assenza dalla Torre torno a vestire i panni del mio Cacciatore, ancora ben agghindato dopo le prime attività completate in Forsaken. Ora però tocca riprendere la mano, approfittando della nuova storyline ambientata sulla Luna e che vedrà i Guardiani impegnati in un nuovo scontro con l’Oscurità. Anche la suddetta Eris Morn è di nuovo tra noi, pronta a chiedere il nostro aiuto dopo aver accidentalmente innescato una potenziale catastrofe: parliamo degli Incubi, manifestazioni dei ‘traumi’ dei Guardiani riportati in vita dalla stessa Oscurità.

Il primo incontro con i fantasmi è stato alquanto spiazzante, avendo riportato alla mente i ricordi legati alle nostre prime imprese destinyane, in primis la battaglia con Crota e la conseguente sconfitta del figlio di Oryx. Gli eventi che occupano le prime due ore della (nuova) avventura mi hanno entusiasmato quanto basta per farmi desiderare boss fight ancora più impegnative e altri scenari da esplorare, su questa Luna che mi ha stregato con la sua crepuscolare bellezza, per la seconda volta.

Dal passato di Destiny non emergono solo vecchi, indimenticabili racconti, ma anche alcune meccaniche di gioco che ritroviamo ora nel secondo capitolo, per la felicità della community. Bungie ha così accontentato i giocatori che reclamavano il sistema d’armature originale, il quale offriva una più ampia personalizzazione del proprio personaggio e, più precisamente, del proprio loadout. Disciplina, Intelletto e Forza vengono così (re)introdotti con le Armature 2.0, affiancando gli altri tre valori presenti (Mobilità, Resilienza e Recupero) per quantificare la potenza complessiva del nostro Guardiano; quest’ultimo potrà inoltre guadagnare eventuali resistenze ai danni elementali, equipaggiando determinate mod per ogni pezzo d’armatura indossato – al costo di Lumen, Frammenti leggendari e Nuclei ottimizzanti.

Destiny 2: Ombre dal Profondo – Recensione in corso

Il nuovo sistema di Destiny 2 stratifica ulteriormente la componente ruolistica del gioco, ma a primo impatto mi è sembrata un tantino confusionario. Sono sicuro, in ogni caso, che basterà solo qualche altra ora di pratica per comprendere le vere potenzialità di questa formula; e non mi dispiacerebbe una corazza migliore, al momento.

Tra un Cala la Notte e una buona manciata di attività secondarie, ho sperimentato la forza bruta delle (poche) bocche da fuoco introdotte da Ombre dal Profondo. Tra queste troviamo una delle armi della Stagione dell’Intramontabile – di cui vi parleremo meglio nelle prossime ore – ovvero l’esotica Promessa di Eriana, un cannone portatile dotato di mirino e munizioni perforanti; ci sono persino dei graditissimi ritorni provenienti dal primo capitolo della serie, come il mai troppo lodato Monte Carlo, per gli aficionado dei fucili automatici.

Continuerò la mia avventura sulla Luna di Destiny 2, nel disperato tentativo di fronteggiare l’Alveare e di raggiungere il livello 900 di Potere – prima di poter ambire al nuovo level cap (960), raggiungibile mediante il potenziamento del nostro manufatto. Di questo, però, vi parlerò nei prossimi aggiornamenti.

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Guardiano: Cacciatore, livello 796 di Potere
Tempo di gioco: 4 ore e 27 minuti

Luna, Giorno 2 – Ore 15.52

Lungi da me sembrare ripetitivo, tornerò a usare quella che considero la parola chiave di Ombre dal Profondo: passato.

Mentre trascorrevo la mia seconda giornata tra i crateri lunari ho percepito un forte senso di familiarità, il che non è sempre stato un bene. Questi déjà vu mi hanno accompagnato in molte delle aree che avevo già scandagliato in Destiny (1) e persino in un violento scontro in cui ho incontrato, con sommo piacere, una vecchia conoscenza dell’Alveare. Beh, è ovvio: gli Incubi sono pur sempre incarnazioni dei traumi di noi Guardiani, ma il timore di star assistendo – in alcuni frangenti – ad un’operazione di ‘copia e incolla’ permane.

Destiny 2: Ombre dal Profondo – Recensione in corso

Per fortuna c’è la Fortezza Scarlatta, già, peccato che mi toccherà sterminare ancora qualche centinaio di Cavalieri prima di poter varcare le sue soglie.

Le missioni e la miriade di attività che ci tocca completare – su suggerimento di Eris Morn – non ci tratterranno solo sulla Luna, ma ci spingeranno a riesplorare tutti i globi che popolano il Sistema solare. Ci ritroviamo così nei Settori perduti di Nessus, Io e della Zona Morta Europea, i cui antri sono ora invasi da Incubi da decimare in cambio di Essenze; queste ultime andranno ‘purificate’ completando gli (esigenti) compiti richiesti, come un determinato quantitativo di kill effettuate con un’arma ben precisa o con il ritrovamento di alcuni oggetti rari. Insomma, difficilmente troverete il tempo per una pausa snack.

A cosa ci porterà tutto questo? Al set dell’Onirica Sventura, il nostro biglietto d’ingresso per la Fortezza Scarlatta – e per la Fashion Week, all’occorrenza. Ho approfittato dei primi pezzi del puzzle onirico per sperimentare ancora una volta le mod e le relative combinazioni, adattandolo (finalmente) al mio stile di gioco. È un altro, però, lo strumento che mi fornirà i potenziamenti con cui perfezionare il mio Cacciatore.

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Parliamo, quindi, del famigerato manufatto. Questo item verrà assegnato a tutti i Guardiani che raggiungeranno il Grado 7 del pass stagionale; nel caso della Stagione dell’Intramontabile, il manufatto coincide con L’Occhio del Guardiaporta, oggetto strappato dalle mani dei Vex e che useremo contro gli stessi viaggiatori del tempo/ammassi di ferraglia… ma in che modo?

Il manufatto stagionale conterrà un ricco set di modifiche a cui accederemo tramite gli Sblocchi, ottenibili riempiendo la barra dei PE. Le mod saranno più o meno potenti e richiederanno un costo minimo in energia, così come un certo quantitativo di modifiche già sbloccate; avendo a disposizione un massimo di 12 Sblocchi, saremo intimati a selezionare solo le mod più adatte al nostro loadout – con effetti legati a specifiche bocche da fuoco o a danni elementali – ma potremo sempre fare dietrofront mediante il ripristino del manufatto.

Tra gli aspetti più interessanti c’è la possibilità di ottenere proiettili perforanti con cui eliminare i campioni barriera – nemici molto ostici che incontreremo nei Cala la Notte: Calvario e nelle Incursioni – o l’effetto di disturbo, efficace contro i campioni sovraccaricati. In parole povere, potenziare il proprio manufatto sarà fondamentale per poter superare indenni le nuove attività endgame di Destiny 2, e lo sarà ancora di più se vorremo accrescere il nostro Potere.

I manufatti forniscono infatti un bonus Potere a ogni level up, il quale ci permetterà di progredire anche dopo aver raggiunto la soglia del 960. Basterà tenere a mente che, al termine della Stagione, il nostro manufatto verrà azzerato per far posto a un nuovo manufatto stagionale, con bonus ed effetti differenti – scelta più che ovvia, aggiungerei.

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Guardiano: Cacciatore, livello 875 di Potere
Tempo di gioco: 10 ore e 45 minuti

Luna, Giorno 3 – Ore 16.56

Habemus 900! Il soft cap è stato finalmente raggiunto, anche con una discreta facilità direi. Mi sono lasciato trascinare dalle numerose quest – principali e secondarie – legate a Ombre dal Profondo fino a raggiungere la (prematura) conclusione di una campagna che apre le porte a nuovi, intriganti scenari per la loro di Destiny. Non solo, ma sono sempre più vicino alla possibilità di accedere alla nuova Incursione di Destiny 2, il Giardino della Salvezza – raid completato per la prima volta dal Clan Ascend, proprio qualche ora fa.

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La prossima meta è il 940, il livello di potere raccomandato per accedere all’Incursione, ma mi servirà qualche Engramma Eccelso per raggiungere l’obiettivo. Prima di assaporare le battute finali di Shadowkeep, dunque, mi sono dedicato alle attività proposte dalle playlist PvP, partendo da Azzardo.

Le sfide del Ramingo rappresentano tutt’oggi una delle modalità più divertenti che Destiny 2 possa offrire, oltre a proporci uno dei metodi più rapidi per accrescere il nostro Potere con le ricompense previste da Gambit. Un paio di partite sono bastate per un nuovo Engramma Eccelso e un sostanzioso level up.

La verità che talvolta fatico ad accettare è che Destiny 2 resta, e resterà, puro e semplice grinding. Il completamento delle taglie giornaliere e settimanali, la ripetizione delle missioni e delle sidequest già portate a termine: saranno questi i principali requisiti per la crescita del nostro Guardiano, il che potrebbe annoiare facilmente – e velocemente – i giocatori meno pazienti.

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La pazienza è una virtù ben nota, invece, ai veterani di Destiny, i quali hanno già accettato questo ‘aspetto’ del GaaS di Bungie; come dargli torto, del resto: i loro sforzi verranno ricompensati con un biglietto d’ingresso per il Giardino della Salvezza.

Guardiano: Cacciatore, livello 906 di Potere
Tempo di gioco: 18 ore e 24 minuti

Luna, Giorno 4 – Ore 17.39

Il Giardino della Salvezza ha accolto il mio Cacciatore e gli altri cinque Guardiani che hanno deciso di avventurarsi nel raid di Ombre dal Profondo.

Destiny 2: Ombre dal Profondo – Recensione in corso

Accettando la sfida della nuova espansione di Destiny 2 ho (ri)scoperto quanto sia fondamentale la coordinazione con i propri compagni di gioco, requisito che – dopo decine di ore di grinding solitario – avevo inizialmente sottovalutato. Per giunta, l’Incursione di Shadowkeep non si rivelerà una vera e propria passeggiata di salute, complici le variegate fasi platform e i temibili Vex, sempre pronti a darci filo da torcere. In ogni caso, il primo step del Giardino è stato completato: l’avventura continua.

Come ben saprete ormai, il suddetto grinding rappresenta da sempre una delle componenti-chiave di Destiny, ma per il secondo capitolo – e, più precisamente, per Ombre dal Profondo – Bungie sembra aver trovato una nuova soluzione per ‘alleggerire’ il sistema di progressione. Le solite, lunghe sessioni di gioco sono ora incentivate dal manufatto e dal pass stagionale che conferirà, grado per grado, nuove ricompense ai giocatori che macineranno PE online; si parte dai bonus Potere e dagli sblocchi di cui vi ho già parlato qualche giorno fa, passando per nuovi item leggendari, skin ispirate alla fazione dei Vex e ulteriori bonus che velocizzeranno il completamento delle Imprese (come la Prova sul campo ‘Promessa’).

Insomma, superata la prima fase della nuova Incursione ho avuto più di un motivo per rituffarmi nell’oceano di attività di Destiny 2, come un Cala la Notte in compagnia del clan o qualche partita nelle arene di Lord Shaxx. Meno sbadigli dovuti alla noia e più ricompense per i progressi appena effettuati: direi che è un buon passo avanti.

Destiny 2: Ombre dal Profondo – Recensione in corso

Con quest’ultimo aggiornamento concludiamo la nostra Recensione in corso di Destiny 2: Ombre dal Profondo. Torneremo a parlarvi dell’espansione nelle prossime ore, quando pubblicheremo la review finale in cui troverete una visione più chiara, e completa, dei contenuti di Shadowkeep – e delle nostre impressioni al riguardo.

Precisiamo che quella di Ombre dal Profondo è un’esperienza che andrà approfondita nel corso delle prossime settimane, quando verranno innescati i futuri eventi previsti dalla Stagione dell’Intramontabile. Meglio essere chiari, dunque: la nostra recensione avrà un voto, con cui valuteremo l’attuale offerta del DLC al fine di consigliarvi (o sconsigliarvi) il relativo acquisto.

Guardiano: Cacciatore, livello 923 di Potere
Tempo di gioco: 35 ore e 45 minuti

Voto attuale: 7.8/10 (in continuo aggiornamento)




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