Darksiders Genesis, fusione isometrica

Il futuro di Darksiders passa per l'inferno

Anteprima
A cura di Matteo Bussani - 21 Agosto 2019 - 12:03

Ad aprire le danze dei giorni di fiera, ho trovato ad aspettarmi Darksiders Genesis. Il titolo marchiato THQ Nordic, spin-off della serie action/adventure che di recente è approdata al terzo capitolo, ci ha in qualche modo convinto fin dal primissimo annuncio. Il cambio di rotta dalla terza persona all’isometria e allo stile di combattimento hack’n’slash non è passato inosservato né ai fan della serie, né a quelli di Diablo. L’evidente richiamo a quello stile si è fatto sentire forte e chiaro, ma dietro a Darksiders Genesis c’è molto di più. La natura della serie fatta di platform, puzzle a’ la metroidvania, rimane tuttora uno dei più importanti pilastri del titolo, che guarda sì in una direzione nuova, ma senza dimenticare tutto ciò che ha definito il percorso della serie.

Darksiders Genesis, fusione isometrica

Un’eredità apocalittica

Le avventure di Darksiders Genesis finiscono proprio dove iniziano quelle del primo capitolo di Darksiders. Avremo a che fare con un prequel atto a far conoscere background e personaggi che abbiamo incontrato nei capitoli canonici, finendo con il concludersi con le vicende di episodio 1, “come Rogue One conduce alle avventure di Episodio IV in Star Wars” ci viene detto.
In particolare l’attenzione è tutta avvolta attorno al cavaliere Strife e a quello che era il legame con gli altri cavalieri dell’apocalisse. Il protagonista delle vicende è un personaggio borioso e fortemente ironico, difficilmente inquadrabile nelle regole e in contrapposizione con la serietà degli altri. Ama le armi a distanza e, seppur in grado di affrontare combattimenti ravvicinati, preferisce concludere gli scontri senza venire alle mani con il nemico. Su questo perno ruota il combat-system di Strife, che concettualmente è molto più vicino a quello di un classico twin-stick shooter, rispetto a quanto ci saremmo aspettati. Ma di questo tratteremo poi.

La narrazione del gioco viaggia su cutscene disegnate, poi animate, e dialoghi interamente raccontati secondo la tecnica del “portraited dialogue”. La struttura semplice è dovuta alla natura “budget” del prodotto, ma non risulta comunque raffazzonata, anzi. Artwork e animazioni sono realizzati con attenzione e dovizia di particolari. In particolare, a detta degli sviluppatori, c’è stata la volontà di dare corpo al background dietro ai personaggi così da aumentarne lo spessore.

Darksiders Genesis, fusione isometrica

Un sistema eterogeneo, nè troppo hack’n’slash, nè troppo Darksiders

Narrazione e gioco saranno divisi in capitoli, interamente giocabili in co-op e couch co-op, con tante piccole zone nascoste che diventeranno accessibili con l’avanzamento nell’avventura. Giocare in co-op o giocare da soli cambia non solo la difficoltà, ma anche le caratteristiche dei puzzle, che secondo gli sviluppatori, solo insieme a un amico avranno veramente quel guizzo di ingegno in più. È questo l’elemento di rigiocabilità di Darksiders Genesis, che per il momento non sembra prevedere nessun contenuto dedicato all’end-game.

Se, infatti, sembrava possibile auspicare una struttura Diablo-like anche per altri elementi del gameplay oltre che la visuale e lo stile del combattimento, abilità, statistiche e valuta in-game sono gestite in maniera leggermente diversa.
Esiste un albero di abilità predefinito all’interno del quale, in ogni posizione, si possono inserire dei Creatures core, che non sono altro che oggetti che si raccolgono durante l’esplorazione. Sono di tre livelli, e due tipi, e hanno caratteristiche diverse che vanno a strutturare delle modifiche alle stats di un personaggio cambiandone completamente aspetto e ruolo. Quelle più grandi, inseribili solo in determinati slot, offrono i miglioramenti più tangibili e aggiungono abilità passive e attive al nostro. Si possono cambiare in ogni momento, in una sorta di mini-gioco per puntare al massimo delle stats a ogni nuovo core sbloccato.

Darksiders Genesis, fusione isometrica

A proposito di abilità, dimenticatevi lo schema a’ la Diablo. Ce ne sono di predefinite per ogni personaggio e non sono moltissime, ma fanno parte di un combat-system action ben più articolato, dove le combo hanno un ruolo determinante. In particolare il nuovo cavaliere, Strife, ha dalla sua diverse combo letali con i proiettili e, cambiando tra tre diverse munizioni, può fare fuoco colpendo più nemici, o infliggendo un colpo caricato ai più coriacei. A suon di proiettili, si va a riempire una barra legata a una abilità che sblocca il potenziale del nostro e gli permette di sparare proiettili illimitati, ben più dannosi.

Tanto per tutti i gusti

L’insieme variegato di possibili opzioni offensive è però solo una variabile visto che alla pressione di un tasto (coordinato in coop, semplice in solo) si può cambiare cavaliere. Nella missione proposta, giocata in coop, Strife e Guerra proseguivano insieme e si poteva passare dall’uno all’altro senza problemi. Guerra, dal canto suo, ha un combat-system totalmente votato al melee, con una resistenza ai colpi decisamente maggiore, ma anche una velocità di azione inferiore. Tutti si possono personalizzare secondo il sistema di core precedentemente descritto.

A ciò aggiungiamo, concludendo la trattazione del gameplay, anche un pizzico di platforming: salto e piccoli puzzle a piattaforme chiudono un’offerta che sembra davvero ricca per uno spin-off. Certo ci è stato detto che la durata della avventura non raggiungerà quella dei capitoli canonici, ma allo stesso tempo tutti i contenuti aggiuntivi del gioco renderanno Darksiders Genesis ben più longevo delle apparenze.

A livello tecnico il gioco è assolutamente in linea con le produzioni di questo genere. Si vede l’attenzione alle animazioni dei personaggi, caratteristiche anche nelle azioni più semplici come l’aprire una porta. Rimane forte l’impronta della serie sulla direzione artistica che non perde i suoi elementi caratteristici, nonostante il passaggio alla isometria.

+ Mantiene l'anima della serie e la fonde con gli elementi diablo-like
+ Direzione artistica notevole

Sarà anche uno spin off venduto non a prezzo pieno, ma Darksiders Genesis dalle premesse sembra un titolo vario e con delle idee molto interessanti. L’idea di introdurre l’isometria e combattimenti hack’n’slash in un sistema di gioco action, platform, e con la struttura tipica da metroidvania della serie, lascia aperte grandi speranze. L’unico rischio che si intravede, pur comunque lontano, è quello di ritrovarsi tra le mani un prodotto che volendo troppo, poi non riesca a raggiungere gli obiettivi prefissati. Rimaniamo comunque sintonizzati in attesa di scoprire il prodotto completo una volta pronto per la release su Switch, PS4, XONE, PC e, come da poco annunciato, anche Google Stadia.




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